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Magnodeno e Cresta del Resegone


Published by Andrea! , 21 December 2018, 22h40.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:16 December 2018
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 2200 m 7216 ft.
Route:20,8 km a/r
Access to start point:Malnago, piazzale funivia per Piani d'Erna (Lecco).

Da molto tempo non metto piede sul Resegone e oggi ne approfitto per farlo, visto che un giro recente di Marco & Cristina mi aveva rimesso la "pulce nell'orecchio". Dopo un caffè al bar del piazzale della funivia per i Piani d'Erna parto carico lungo il consueto primo tratto di sentiero/strada per poi mantenere la rotta verso il Monte Magnodeno, cima che raggiungo in una quiete assoluta.

Riprendo il cammino ma invece di seguire la Cresta della Giumenta seguo il sentiero parallelo che rimane più basso, non avendolo mai percorso in precedenza. Anche questo sentiero ha il suo fascino, tagliando tutto il versante sud della dorsale Sambuco-Cima del Fò. Alcune voci mi fanno presumere che la Capanna Alpinisti Monzesi sia aperta e quindi la raggiungo per una pausa con caffè annesso. Sceso nuovamente sul Sentiero "basso" mi dirigo a La Passata dove mi preparo ad affrontare il Sentiero 571 "delle Creste".

Il ripido sentiero guadagna quota velocemente, illudendo che la distanza dalla vetta del Resegone si possa coprire in meno tempo del previsto ma una volta giunti su Cima Quarenghi la vista della grande croce di Punta Cermenati riporta alla "dura" realtà ...  c'è ancora da sgammellare un bel po'. Dopo "I Solitari" inizio a trovare neve compatta al suolo che si trasforma ben presto in un strato praticamente ghiacciato. Con qualche equilibrismo provo a proseguire senza montare i ramponi poi per forza di cose e per velocizzare l'andatura sono costretto ad indossarli (anche se oggi i ramponcini sarebbero stati più comodi). Tutta l'attenzione su dove mettevo i piedi mi ha fatto però saltare una (forse due) delle cimette della cresta ma di tornare indietro non mi sembra il caso, proseguo quindi verso il Rifugio Azzoni, lasciandole come obiettivo per una prossima visita. Con i ramponi giungo senza difficoltà al Rifugio e constatato di essere in linea con i tempi ipotizzati, decido di entrare per mangiare un buon panino al caldo ... considerando che c'è pochissima gente e che non mi capita certo spesso di avere un rifugio disponibile.

Finita l'ottima pausa e rimessi i ramponi riprendo il cammino lungo la seconda parte della cresta ma questa volta non mi farò distrarre, le altre cimette non mi sfuggiranno! Punta Stoppani e Punta Manzoni richiedono solo una breve deviazione mentre è più distante il Dente e tra l'altro senza neve ... quindi via i ramponi che poi rimetterò ancora più avanti per coprire un tratto tra il Dente e la successiva Cima Pozzi. Dopo un tratto di discesa sembra che il sentiero torni "asciutto" (a parte qualche chiazza di neve e qualche roccetta con leggero nevischio sopra). Tolti definitivamente i ramponi mi accingo a salire nei pressi di un ripetitore, toccando così Pan di Zucchero. E' la volta del Pizzo dei Galli, dove una freccia gialla invita ad infilarsi in una sorta di diedro/camino che richiede un netto passaggio in arrampicata per essere superato, passaggino non banale ma forse le roccette con nevischio hanno reso la percezione delle difficoltà maggiori di quello che sono in realtà.

Stranamente, viste le innumerevoli frequentazioni di questa montagna, Pan di Zucchero e Pizzo dei Galli non avevano ancora un waypoint.

Finalmente vado a puntare l'ultima cima ma soprattutto l'ultima salita della giornata, arrivando così sul Pizzo Morterone dove però non mi fermo, decidendo di fare pausa una volta giunto al Passo del Giuff ... fa sempre un certo freschino qui sopra ... dando anche uno sguardo soddisfatto alle bastionate rocciose da cui transita il Sentiero che oggi mi hanno regalato una giornata più bella (non certo dal punto di vista meteo) e ben più ingaggiosa del previsto.

Dal Passo si ritorna ai Piani d'Erna per poi imboccare il sentiero che scende al Rifugio Stoppani da dove, poco dopo, mi ricollego al tragitto dell'andata, giungendo nuovamente al piazzale della funivia ... dove un ultimo caffè non poteva mancare!

Hike partners: Andrea!


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