Ferrata G. Falcipieri e zona sacra del Pasubio"52 gallerie"


Published by Francesco , 24 September 2014, 06h44. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Veneto
Date of the hike:21 September 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Via ferrata grading: PD+
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days
Height gain: 1650 m 5412 ft.
Height loss: 1650 m 5412 ft.
Route:ar km 16,00: Bocchetta di Campiglia (1216 m) Bella Laita (1881 m) Monte Cuaro (1939 m) Monte Forni Alti (2023 m) Cimon di Soglio Rosso (2040 m) Cima Osservatorio (2017 m) Rifugio Generale Achille Papa (1857 m) Bivacco Marzotto-Sacchi (1940 m) Cima Palon (2232 m) Dente Italiano (2220 m) Dente Austriaco (2203 m) Selletta Comando (2075 m)
Access to start point:Autostrada del Brennero uscita Rovereto Sud o Nord. Seguire indicazioni per Vicenza e Vallarsa. Raggiunto Pian delle Fugazze scendere per un paio di tornanti circa fino alla Località Ponte Verde dove si svolta a sx ancora 5 km circa prima di raggiungere P.so Xomo dove c'è la possibilità di parcheggiare gratuitamente. Altrimenti proseguire per altri 2,5 km fino alla Bocchetta di Campiglia (raggiungibile a piedi per sentiero e strada in circa 20 min), posteggio a pagamento 5,00 euro al giorno.

                                                Via attrezzata Gaetano Falcipieri
E' un lungo sentiero attrezzato dalla SAV (Società Alpinisti Vicentini), conosciuto anche con il nome "Cinque Cime". Ha un dislivello totale di circa 1200m e percorre tutto il tracciato di cresta sovrastante la Strada delle 52 Gallerie, fra la Bocchetta Campiglia e le Porte di Pasubio. Transita costantemente a cavallo fra la Val Leogra e la Val Posina, con panoramiche visioni. Si tratta di una via attrezzata non difficile, ma di una certa lunghezza e con passaggi di II° grado, dotata di parecchie corde fisse e di una scaletta; essa richiede quindi una certa esperienza di vie ferrate e non è affrontabile da tutti. In ogni caso, saltuariamente, è possibile abbandonare la via e rientrare nella Strada delle 52 Gallerie..
                                                          Strada delle 52 Gallerie
Percorso sempre ben tracciato, largo di media 2metri e con pendenze medie del 12% (max. 22%), considerato uno dei più suggestivi dell'intero arco alpino. Il sentiero entra ed esce continuamente da una serie di 51 gallerie (originariamente erano 52, ma una nel frattempo è franata e non è più percorribile), ognuna delle quali è dedicata al repato dei genieri che l'ha scavata. Le gallerie sono più o meno lunghe (la n. 19 è la più lunga: 370m) e alcune di esse veramente spettacolari, svolgendosi a volte ripetutamente all'interno della montagna (la n. 20 sale a spirale all'interno di un torrione). Si tratta di un opera straordinaria di ingegneria militare, che consentiva l'approvigionamento delle truppe arroccate sul Pasubio con un arditissimo percorso al riparo dalle azioni nemiche.
                                                                Itineriario Tricolore
Itinerario lungo la zona nord sommitale del Pasubio, attraverso un percorso ad anello delimitato da bandierine tricolore che interessa i Monti Cogolo Alto, Cima Palon, Dente Italino e Dente Austriaco. Dal rifugio e oltrepassate le Porte del Pasubio, si segue una larga mulattiera che sale tra postazioni, caverne e resti di baracche, fino ai ruderi di quello che era il Comando Militare, alle spalle del quale si trovano una infinità di gallerie con postazioni per cannoni e mitragliatrici, ed alcune cisterne per la raccolta dell'acqua piovana (possibile, prima, una deviazione verso un museo di guerra). Proseguendo per un evidente sentiero, si giunge al punto più alto di tutto il percorso (Cima Palon m. 2232), da dove si gode un ottimo panorama sul gruppo del Pasubio, sulle Piccole Dolomiti, sulle Dolomiti vere e proprie e sulla pianura sottostante. Scendendo si giunge alla selletta Demeggio, e risalendo, in breve, alla Cima del Dente Italiano e, a pochi metri, a quella del Dente Austriaco (la vicinanza delle 2 cime dà l'idea di cosa e come poteva essere la guerra sul Pasubio). Poi, sempre dalla selletta e con giro ad anello si passa per la chiesetta dell'Arco di Trionfo e il cimitero della Brigata Liguria, per poi ritornare infine al rifugio Papa

Chiara Ogni tanto - più o meno una volta al mese! - toccano anche gli impegni....."istituzionali"!
Gita CAI Brugherio congiunta con CAI Milano/sezione Edelweiss: 2 giorni nella zona Sacra del Pasubio.
Il programma prevede 2 percorsi/gruppi: il gruppo "NO FERRATA" che salirà dal Sentiero degli Scarrubi fino al rifugio Papa il sabato, scendendo invece la domenica dalla Strada delle 52 Gallerie; e il gruppo "FERRATA", che il sabato salirà il rifugio dalla ferrata Falcipieri, per poi congiuntamente scendere la domenica dalla Strada delle 52 Gallerie. Insieme, la domenica mattina, la percorrenza dell'Itinerario Tricolore.
Si parte! Sabato mattina alla sede del CAI Brugherio ci ritroviamo in 24. Neanche troppe complicazioni nel tragitto autostradale (nonostante fossimo in 6 auto, nessuno s'è perso e/o ha sbagliato strada!), e per le 9.30 circa siamo al Comune Valli del Pasubio, dove ci attende la navetta che ci porterà direttamente alla Bocchetta di Campiglia: gli amici di Edelweiss hanno preferito questa soluzione, un pò per non perdere troppo tempo per arrivare all'imbocco della ferrata (le previsioni meteo del sabato non sono molto dalla nostra) e poi......pensando al ritorno e all'eventuale stanchezza di qualche partecipante.
Siamo alla Bocchetta di Campiglia dopo le 10. Il tempo di sistemarci e si parte: in 7 per il Sentiero degli Scarrubi e in 17 - imbragati e "cascati" di tutto punto, per la via ferrata.
Guadagnamo velocemente quota lungo un sentiero nel bosco, ripido e tornantoso, e con comunque qualche passaggio su roccia da superare, fino ad arrivare alla partenza del tratto attrezzato. E qui ci rendiamo subito conto che le condizioni non saranno il massimo per noi oggi: a parte la nebbia/nubi basse che ci avvolgono costantemente, c'è una forte umidità e le rocce sono parecchio bagnate e scivolose..... Vabbhè..... Partiamo comunque, rincuorando in diversi punti - sia verbalmente che con .....ausilio di corda aggiunta di sicurezza - alcuni dei partecipanti. Dopo circa un paio d'ore sbuchiamo più propriamente sul tratto di cresta, ma le condizioni al contorno non sembra vogliano cambiare. Anzi!
Il problema poi è che - appunto xchè la roccia è scivolosa e quindi bisogna stare attenti e magari "lanciare" la corda - ci stiamo mettendo dei tempi molto più lunghi rispetto quelli previsti.....Per questo, ad un certo punto, quando la nebbia sembra ulteriormente aumentare e quando si sentono dei tuoni neanche troppo distanti e pure qualche gocciolina di pioggia, prendiamo la decisione: visto che siamo in un punto di sbocco sul Sentiero delle 52 Gallerie, decidiamo di abbandonare la ferrata e di proseguire su quello..... Vorrà dire che se il meteo ce lo consentirà (e così dicono le previsioni!!!!) la parte di ferrata che ci manca la faremo domani, a ritroso. Tanto dovrebbe essere tutto un sali e scendi per creste......In pratica invece di un "anello" faremo un...... "otto"!!!!
Scendiamo quindi sul suggestivo Sentiero delle 52 Gallerie, immettendoci tra la 20° e la 21°, e lo percorriamo fino al rifugio Papa, dove ci ricongiungiamo con l'altro gruppo. Il rifugio - una vecchia postazione militare - è  accogliente. E le nostre camerate, in cima, lo sono ancora di più! (le federe e le trapunte coi fiori contribuiscono alla grande!).
E ora......bhè, c'è da far passare il tempo fino alle 19.30, ora di cena. E le iniziative non mancano, compresa una lezione di yoga, con sottofondo musicale di tutto rispetto!
Cena ottima, momenti di convivialità e amicizia, naso all'insù a vedere il cielo stellato completamente pulito dalle nubi.......E alle 22.30 tutti a nanna.
La domenica - preannunciata da un'aurora e da un'alba spettacolari - partiamo poco prima delle 8.00 dal rifugio per un giro verso la zona Sacra del Pasubio. E' un giro molto toccante: qui è dove si sono svolti parecchi dei conflitti tra italiani e austriaci durante la 1° guerra, con innumerevoli perdite umane...... E tutto questo si "sente", si percepisce.....
Alle 11.00 siamo di nuovo al rifugio e decidiamo il programma per la restante parte della giornata: il gruppo "FERRATA" (stavolta in 15 e non più 17) partirà entro breve per percorrere il tratto attrezzato non percorso il giorno prima e immettersi poi sul Sentiero delle 52 Gallerie nel mededimo punto del sabato, mentre il gruppo "NO FERRATA" avrà tempo per un pranzo in rifugio, prima di imboccare dall'inizio le 52 Gallerie......
Mezzogiorno! Si parte! Le condizioni della ferrata sono decisamente migliorate: la roccia non è più bagnata e scivolosa, le nubi  - che nel frattempo sono comunque arrivate - ci concedono attimi, anche lunghi - di panorami spettacolo (!) e di sole.
Solo che....cavoli, il tratto che ci mancava era ancora bello lungo!!!! Ieri in pratica avevamo percorso circa i 2/3 del dislivello complessivo, ma solo 1/3 dello sviluppo chilometrico...... che dobbiamo e vogliamo fare oggi!!! ......C'è da sgambettare quindi!......... Comunque il percorso è molto bello: un sali e scendi costante in cresta, un su è giu' per cime (5 ne abbiamo fatte!..... O meglio: ne abbiamo fatte mooooooolte di più, ma poi abbiamo capito che probabilmente "valevano"solo quelle con la croce in vetta!), con tratti prevalentemente attrezzati a alcuni senza sicura.
Più o meno verso le 16.30 siamo al punto di uscita di ieri - tra la 20° e la 21° galleria - e rientriamo sul Sentiero delle 52 Gallerie, che percorriamo logicamente in senso opposto fino ad arrivare alla n.1 (in questo tratto tra l'altro ci sono le gallerie più suggestive: quella lunga lunga, quella a spirale, quella col cannone.....). Arriviamo al Passo di Campiglia - e alla nostra navetta che ci attende - verso le 18; e poi alle auto verso le 18.30..............Saluti, baci abbracci.............. Bella due giorni. Bellissimo sentiero attrezzato. Compagnia piacevole, tra vecchi amici e nuove conoscenze..... Un "complimenti" a tutti, ma soprattutto a chi ha tenuto duro nonostante la stanchezza e le crisi. Bravi/e! E grazie!




Ewuska
Stralcio
Semicalmo imbrunire – caligine opalina in faville d’azzurro, sgocciata da un cielo a colpi di spillo:
pioggerellina. Sulla terra è già mota, e si spettra. Frigge in sordina l’enorme fatica che lavora la
rovina. Attender l’attesa.
Le batterie sono a desinare: qualche strillo per cambiare i piatti. Azienda avviata, la guerra
scientifica, coi suoi orari beneducati. Salvo nelle grandi occasioni: allora si fa un po’ i mattacchioni.
Ragionato, bollato, controfirmato, tutto per il meglio, vicino e lontano procede, senza fretta
procede, per il noto proverbio. Né i morti hanno urgenza, né i semivivi han guadagno ad affrettare
la morte – e perfino la gente, se digerisce, distratta ha pazienza. Così, sui giornali, c’è molta forza
d’animo e calma virile.
[…]
A ridosso, in nicchie di fango, nei rovesci e più fondo, sotto rughe merdose, noi altri stiamo alla
lenza del caldo che non abbocca – ma le cimici nostre, sotto la colla dei cenci sono all’esca del
corpo, che ne sente la bocca.
Balbettìi tremitìi; a un guardar di spurgo è la voce, e la pasta dei morti vicina abitua un giacere. Se
anche non si spera, la cosa tuttavia si avvera; non ci si può lagnare; se anche ci affonda, procede.
Non manca nulla, non manca. La fronte è una gronda per l’acqua, e il copricapo n’è il tetto: c’è
casa.
Soltanto la vita ci manca – ma l’amarezza supina, l’ebetudine persa; la morte ci manca – ma
l’agonia che nell’assurdo mistero cinico ci avviluppa e costringe e restringe; e se speranza ci manca,
fame consola, e un orror bruto, che disarmato tante armi ha in consegna, non per noi, per chi
c’impegna; e se la coscienza è tranquilla in chi ci fa morire, possiamo cader per procura, in onore di
ciò ch’è nessuno di noi.
Eppure, ve’. Pensando alla gente, là dove ancora si gira, come vuole ciascuno, magari slanciato sul
busto, se vuole – adesso che vengono le feste, una strana visione a qualcosa di terso lucente
infiorato c’incuora. Chi sa mai se in ricordo dei buoi, che sparati al natale preparan tra fiori e
tersezza di sfolgoranti locali: la gente a vederli si esalta. Similmente ci esalta, e guarda questa gran
festa di guerra – forse un Natale che spacca la Madre per nascere, sì grande tremendo supremo è il
suo fine pei secoli.

Clemente Rèbora (da Le poesie 1913-1957, a cura di Vanni Scheiwiller, All’insegna del pesce d’oro
1961)




Francesco  Per me è stato un piacevole ritorno,l'idea della Via attrezzata m'intrippava, e poi due anni fa,non abbiam avuto il tempo necessario a godere pienamente il fascino della zona sacra.
....Diciamo pure che::::::: qs. volta l'orso ch'è in me è rimasto a casa.
Bellissima esperienza,grazie ai simpatici amici brianzoli e milanesi conosciuti e non per ultimo uno chapeaux per coloro che hanno organizzato la gita.
 Francesco.

Hike partners: Ewuska, Francesco, Chiara


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Geodata
 22309.gpx Doppio anello:Via attrezzata Gaetano Falcipieri
 22312.gpx Anello:Rif. A. Papa- cima Palon-Dente Italiano e austriaco

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Comments (2)


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roberto59 says: Bellissima......
Sent 25 September 2014, 12h07
Escursione fantastica, bravi............la grande guerra............pelle d'oca.........ciao
W gli alpini
Alp.Roberto

Francesco says: RE:Bellissima......
Sent 25 September 2014, 13h21
...WW glia alpini, ciao Rob.


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