Percorso della memoria - Pasubio - Cima Palon e denti Italiano e Austriaco


Published by Amadeus , 18 August 2011, 14h33.

Region: World » Italy » Veneto
Date of the hike:16 August 2011
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:30
Height gain: 1200 m 3936 ft.
Height loss: 1300 m 4264 ft.
Route:Pian delle Fugazze, rifugio Papa, cima Palon, Dente Italiano e Austriaco, Pian delle Fugazze
Access to start point:Ottimo dal valico
Accommodation:Rifugio Papa CAI Schio
Maps:Kompass 101

Da molto tempo, credo dal 2003, avevo intenzione di fare questo percorso che mi permetteva di visitare la zona del Pasubio per rendere un omaggio alle migliaia di uomini morti quassù dal 1916 al 1918 per una delle cose più stupide : la guerra.
A quel tempo avevo fatto il sentiero delle 52 gallerie(2,30 ore), opera splendida di ingegneria (sic) militare, e mi ero ripromesso di visitare l'altopiano del Pasubio in seguito.
Bene, oggi con "zia" Norma, Irene purtroppo aveva impegni di lavoro imprescindibili, siamo partiti da Verona per Pian delle Fugazze; sapevo che veniva effettuato un servizio navetta dal passo alla galleria d'Havet percorrendo gli 8 km della strada degli eroi.
Siamo riusciti a prendere la navetta da 20 posti(parte quando è abbastanza piena) e dopo circa 40 minuti, fra spettacolari tornanti e incrocio con nugoli di ciclisti in MTB, arriviamo alla galleria, lì scendiamo e pagati i 7€ a cranio, partiamo verso il rifugio Papa.
Arriviamo dopo circa 30 minuti e decidiamo di mangiare e sostare per caffè e torta ai mirtilli(buonissima), questa escursione dobbiamo vederla come un "pellegrinaggio", pertanto il nostro procedere e tranquillo e condizionato dall'osservazione delle infinite postazioni militari, gallerie, caverne, manufatti, resti arrugginiti di "cose" metalliche e di ossa umane.
Ci incamminiamo per il sentiero 105 e dopo circa 30 minuti arriviamo alla cima Palon a 2232 metri, da qui lo sguardo, purtroppo fra nuvole basse, stenta a vedere il Cornetto e il gruppo del Carega delle "piccole Dolomiti", immaginiamo se il tempo fosse bello quale sarebbe lo spettacolo.
Superiamo il Palon e cominciamo a scendere verso il Dente Italiano, fra caverne e trinceramenti resti vari e questo infinito altopiano di rocce perforate da chilometri di gallerie.
Arrivati al Dente lo percorriamo verso nord, osservando le postazioni di artiglieria e di mitragliatrici, diverse tabelle illustrano gli appostamenti ed il volume di fuoco, arriviamo così al termine, o almeno a quello che rimane del Dente, una immensa frana ci si presenta agli occhi, frana dovuta ad una mina(c'è stata anche una violenta guerra di mine e contro mine fra Italiani ed Austro-ungarici) di 50000 Kg di tritolo che è stata fatta brillare dagli Austriaci il 13.3.1918 provocando lo sconquasso che vediamo ed un centinaio di morti fra gli alpini.
Preseguiamo verso il Dente austriaco e quì notiamo la migliore fattura delle trincee Austriache, con calcestruzzo e gradino elevato, per non stare fra l'acqua, i liquami ed il sangue dei caduti e dei feriti, probabilmente l'esercito Austriaco teneva di più ai propri soldati che non quello Italiano(Cadorna insegna.....con le 11 battaglie dell'Isonzo ed i 300000 morti ).
Voglio quì riportare una delle tante lettere di un fante Italiano :

"Oggi la S. festa di risurrezione ne cia portato, anche a noi poveri soldati al fronte alcune ore di quella Pace da tanto tempo sospirata (...) nemmeno un colpo di fucile si fa più sentire. Delle bandieruole bianche sventolano dalla parte, del nemico, e dei gruppi si tacano del suo stelle, venindo verso di noi. Faciamo anche noi altretanto, andiamo incontro a loro, li incontramo, ci diamo amichevolmente la mano scambiandosi dei zigareti e tabaco, e pane. Pasiamo alcune ore per il campo pasegiando asieme, che per noi era divenuto un paradiso terestre. Mai ai che un colpo di canone tirato in aria da una parte e dellaltra, si fa sentire il segnale della separazione ci separamo mal volentieri perche sapevano che tornavamo nemici"
 
Torniamo verso il rifugio Papa, percorrendo il sentiero 120, e dopo circa 40 minuti siamo all'inizio del sentiero di ritorno, decidiamo di non fare in discesa la strada degli eroi, ma di prendere il 300, un sentiero che precipita nella valle verso pian delle Fugazze dove arriviamo verso le 16. 


Hike partners: Amadeus


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