Rifugio Buzzoni, Alpe Mota


Publiziert von Barbacan , 1. März 2013 um 10:18.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:23 Februar 2013
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:45
Aufstieg: 939 m
Abstieg: 939 m
Strecke:Parcheggio ovovia Barzio - Strada carrozzabile - Piani di Bobbio - Seguire per seggiovia del Valtorta - Passo del Cedrino - Sentiero 101 - Rifugio Buzzoni
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Milano seguire la SS36 per Lecco e Valsassina. Passato Ballabio continuare per Barzio. Durante la stagione invernale ci sono delle navette gratuite che portano al parcheggio della funivia, altrimenti occorre salire in auto seguendo i cartelli.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Buzzoni: 25 posti letto
Kartennummer:Kompass n°105 "Lecco-Valbrembana"

Un fatto eccezionale! Un giro in montagna ogni tre giorni, pazzesco, mai successo! Dopo l'uscita della precedente domenica, l' infrasettimanale di mercoledi, oggi mi ritrovo di nuovo tra le cime con l'amico Lorenzo. In questa fredda giornata le nostre mogli sono impegnate con il lavoro al nido e ne approfittiamo per pestare un po' di neve. Lorenzo è ancora abbastanza indietro come esperienza di montagna, non che io ne abbia da vendere, ma lascia scegliere a me la meta e per non rischiare dei casini, opto per un giro ai Piani di Bobbio.

Il Lope è storicamente in ritardo. Io, dopo una settimana di lavoro veramente dura, imploro pietà e gli chiedo di trovarci a casa mia alle otto, dato che voglio recuperare un po' di forze. Lorenzo arriva alle 8:30 e la cosa non mi fa che piacere. Partiamo in direzione di Lecco ma all'altezza di Civate... TAC! incidente! Nooooooo che sfiga! Con una manovra veramente sgrausa imbocchiamo contromano una strada secondaria, costeggiamo il lago di Garlate e dopo un'oretta arriviamo a Lecco riprendendo la nostra direzione originale. Giunti in quel di Barzio, lasciamo l'auto, ci prepariamo ed attendiamo la navetta che ci porterà al parcheggio dell'ovovia.
Arrivati, ci armiamo chi di ciaspole chi di ramponi e imbocchiamo la carrareccia seguendo il segnavia 19, direzione Rifugio Buzzoni. Superato l'agriturismo e salutati gli asini che curiosamente ci osservavano, alla cappellina pieghiamo a destra e saliamo lungo la pista da sci, ben consapevoli che è la strada più sicura dato che lungo il 19 c'è troppa neve, bagnata e pesante che metterebbe a repentaglio l'intera gita.

Dopo il primo quarto d'ora di cammino, il silenzio ci avvolge, la neve ovatta tutti i suoni e odiamo solo lo scricchiolio della neve sotto le ciaspole, è bellissimo e sempra di stare su un altro pianeta. Il cielo bigio sopra di noi ci regala qualche scorcio di sereno che ben presto sparirà lasciando nuovamente campo libero alle nuvole da cui, più tardi, scenderanno di nuovo candidi fiocchi che ci regaleranno un bell'arrivo imbiancato ai Piani di Bobbio.
Qui il mondo cambia. Siamo in mezzo alla montagna "commerciale" fatta di musica ad alto volume, di sciatori tamarri, snowboardisti imprudenti, gente borghese che si aggira tra le piste con i moon-boot e la borsetta da aperitivo, insomma... meglio sparire in tempo zero! Ci dirigiamo verso il Centro Fondisti, poi il Valtorta e qui imbocchiamo il sentiero che si fionda nel bosco. L'ambiente torna ad essere agreste, fino a che, al passo del Cedrino, facciamo slalom tra gli sciatori che scendono verso la bergamasca.

Una telefonata al Buzzoni e via verso il sentiero 101 lungo la DOL. Nel frattempo, il meteo non è cambiato molto, il Tre Signori e il Campelli hanno ancora il cappello ma verso Valtorta splende il sole e ogni tanto qualche scorcio bacia il sentiero regalando dei bei contrasti di luce tra le fronde innevate. Dopo una ventina di minuti, tagliamo lungo la variante invernale ben segnalata e caldamente consigliata dal Claudio; oggi la neve è tanta, è caduta anche stanotte e di arrivare al Gandazzo rischiando non ce la sentiamo proprio. Il sentiero si infila subito nel bosco, bello ripido e compie numerosi zig-zag tra gli alberi dove sono agganciati un sacco di segnavia che in poco tempo ci conducono al rifugio.
Entriamo e, salutati i gestori, ci sediamo in attesa del pranzo dove tre arzilli cinquant'enni locali attaccano bottone con noi e partono i classici discorsi da rifugio. Nell'aria di sente profumo di risotto e in un battibaleno siamo già con le forchette in mano. Seguiranno un "assaggio" di formaggi, caffè e braulio, il tutto per pochi spicci. L'ambiente e la cortesia dei giovani rifugisti ci fan sentire a casa... staremmo li tutto il giorno ma è ora di rientrare! Sparando accidenti a tutti spiano perchè ho smarrito la tessera del CAI, paghiamo e riprendiamo il cammino.

Arrivermo già a Barzio nel primo pomeriggio, Lorenzo scattando foto a tutto spiano e io ancora pensieroso sulla sorte della mia tessera che poi, miracolosamente, ricomparirà in una delle mie mille tasche della giacca. Ops!

Alla prossima!

Tourengänger: Barbacan


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Kommentare (1)


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dodo hat gesagt:
Gesendet am 1. März 2013 um 17:03
Bravo Barbacan! mi ero promesso di andarci qualche volta, be ora ci vado di certo. saluti Domenico


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