Monte Testo - Cima Palon


Publiziert von paoloski Pro , 19. September 2012 um 21:44.

Region: Welt » Italien » Trentino-Südtirol
Tour Datum:15 September 2012
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 2 Tage
Aufstieg: 1300 m
Abstieg: 1300 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada del Brennero, uscita di Rovereto Sud, Pian delle Fugazze, Passo Xomo, Bocchetta di Campiglia. Parcheggio a pagamento a Bocchetta Campiglia (6,00 euro per 15 ore).
Zufahrt zum Ankunftspunkt:gita ad anello.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Papa e Rifugio Lancia.
Kartennummer:Carta Meridiani Montagne "Piccole Dolomiti" scala 1:50000

Per l'uscita autunnale del Corso Introduzione di quest'anno direttore e vicedirettore hanno scelto la zona del Pasubio che avevano visitato l'anno scorso con una gita sociale. Dopo un viaggio piuttosto lungo arriviamo finalmente alla Bocchetta di Campiglia ed alle 11,30 abbiamo gli scarponi ai piedi e siamo pronti a salire al rifugio Papa seguendo la celebre Strada delle 52 gallerie, un'opera militare italiana costruita in pochi mesi durante la prima Guerra Mondiale. Indossiamo il casco completo di pila frontale e ci avviamo, dopo un breve tratto allo scoperto, che ci permette di osservare il bel gruppo della Carega situato a Sud Ovest, ci addentriamo nella prima galleria, non prima di aver letto le dettagliate notizie riportate sui pannelli esplicativi posti all'inizio di ogni gruppo di gallerie. La strada è decisamente un notevole manufatto, non si può che rimanere ammirati dalle capacità costruttive di ingegneri e soldati dell'epoca.
Purtroppo dopo la ventesima gallerie sopraggiunge la nebbia ed i magnifici panorami che finora avevamo ammirato nei tratti allo scoperto della strada ci vengono preclusi. Arriviamo al termine delle gallerie e ci troviamo nei pressi del rifugio Papa, la nebbia è decisamente fitta, il rifugio, sarà forse per la nebbia, ha decisamente un aspetto tetro e poco invitante, è ricoperto di lapidi glorificanti generali e comandanti ed esaltanti lo spirito di sacrificio delle truppe, tutte decisamente troppo enfatiche e retoriche, fa anche decisamente freddo, prendiamo qualcosa di caldo e mangiamo le nostre provviste.  Ripartiamo alla volta del rifugio Lancia dove pernotteremo.
Fino alla Selletta Comando la nebbia è fittissima e non vediamo altro che la nostra strada. poi. lentamente si dirada, arriviamo nella zona delle Sette Croci, il paesaggio intorno è di una desolazione depressiva: lapidi, reperti bellici, resti di fortificazioni, buche nel terreno che non si sa se siano naturali o resti dei terrificanti bombardamenti di quasi 100 anni fa.
Alla Sella dei Campiluzzi finalmente un'occhiata di sole, il paesaggio si fa più verde e presto arriviamo in vista del rifugio Lancia che fortunatamente ha un aspetto più allegro rispetto alla tetraggine del rifugio Papa.
Dopo aver preso possesso delle camere ed in attesa della cena, il "nostro" naturalista: Gianluca Danini ci tiene una lezione sulla geologia della zona facendoci scoprire anche i numerosissimi fossili inglobati nelle roccie con cui il rifugio è costruito.
La cena si rivela abbondante ed ottima: lasagne (pasta al pomodoro per noi vegetariani), zuppa di cipolle, salamini e pollo al curry (formaggio per noi), polenta, peperoni, fagioli e per finire tiramisù.
Decisamente notevole.
La domenica mattina dopo un'abbondante colazione partiamo alla volta del Monte Testo, prima della cima una sorta di scoglio ci offre una visione decisamente aerea della vallata sottostante, lo spazio non è molto perciò facciamo a turno a salire sopra questo belvedere. Proseguiamo verso la vicina sommità del Monte Testo, anche qui trincee e fortificazioni (in questo caso austriache), ci addentriamo in qualcuna ma presto io me ne torno fuori: trovo l'ambiente sotterraneo decisamente claustrofobico. Gianluca ci tiene una breve lezione sulla flora e la fauna della zona, per scendere dalla cima il sentiero percorre una trincea fino ad un trivio nei pressi della Bocchetta delle Corde, da qui prendiamo il sentiero 105 che passando dalla Sella delle Roite ci porta, con un bel percorso a mezzacosta, verso il Dente Austriaco: fortini, trincee, ripari...saliamo sulla vetta dove si trovano un paio di croci costruite con resti metallici del conflitto e altre trincee.
Dalla cima non si può non notare il disastro immane provocato dalla guerra di mine che qui si è combattuta, numerosi pannelli esplicativi ne illustrano le vicende fino allo scoppio della grande mina da 50 tonnellate che ha fatto esplodere la metà settentrionale del Dente Italiano. Scendiamo alla Selletta e saliamo sul "nostro" (che assurdità) Dente.
Non ci resta che salire alla Cima Palon, la più elevata della zona, per arrivare in vetta rimettiamo in testa le pile frontali e saliamo per la Galleria Papa, sbuchiamo a qualche metro dalla cima, qui si trovano quattro pannelli esplicativi che illustrano le cime circostanti, peccato che, come pare sia usuale nei pressi del rifugio Papa, la nebbia sia ricomparsa.
Scendiamo sempre per il sentiero 105 fino al rifugio, mangiamo in un prato vicino, la folla è decisamente impressionante: chi arriva dalla Strada delle 52 gallerie, chi dalla Strada degli Scarubbi, chi dai vari sentieri che qui confluiscono, a piedi, in MTB, chi con gli scarponi chi con scarpette decisamente incongrue (forse hanno usufruito del servizio navetta).
Decidiamo di scendere dalla Strada degli Scarubbi, percorriamo il primo tratto rettilineo e che, senza nebbia, dovrebbe offrire degli scorci notevoli. Poi cominciamo a scendere per il ripido sentiero che taglia i tornanti, in un'ora e mezza siamo alle auto. Ci restano cinque ore di auto (e di code) per tornare a Varese.

Che dire: la gita non presenta alcuna difficoltà tecnica ma io personalmente l'ho trovata decisamente difficile: sarà per il tempo a tratti decisamente cupo, sarà, soprattutto, per la Storia di questi luoghi, le lapidi, i cimiteri, i reperti e le fortificazioni, il paesaggio ancora desertico a quasi 100 anni di distanza (questa era una delle zone più verdi delle Alpi), le lapidi ed i pannelli decisamente troppo celebrativi ed enfatici nei confronti di episodi che in fondo sono solo di crudeltà, odio, idiozia e follia ...decisamente un luogo depressivo.
A mio parere un enorme grandioso monumento alla stupidità umana in cui spero di non tornare mai più. 
Con tutti i difetti che la Comunità Europea può avere sono contento che esista per il solo fatto che Tedeschi, Italiani, Francesi, Inglesi, Spagnoli, Austriaci ecc. siano ora una sola, per quanto imperfetta, nazione e non un coacervo di popoli che per duemila anni non hanno mai smesso di ammazzarsi fra di loro. 

Tourengänger: paoloski


Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen


Kommentar hinzufügen»