Rifugio Tita Secchi, Lago della Vacca


Publiziert von Barbacan , 18. Juli 2012 um 11:09.

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:15 Juli 2012
Wandern Schwierigkeit: T2 - Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:00
Aufstieg: 975 m
Abstieg: 967 m
Strecke:Gaver - Malga Laione - Rifugio Tita Secchi - Passo della Vacca - Corna Bianca - Gaver
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Brescia seguire le indicazioni per Valle Sabbia / Lago Idro. Continuare lungo la statale attraversando Vestone, Lavenone, Anfo, dopodichè prima della fine del Lago, imboccare la strada a sinistra che sale nella valle del Gaver. Dopo Valle Dorizzo si arriva alla piana; continuare seguendo i cartelli della Locanda Gaver. Al parcheggio partono i sentieri.
Unterkunftmöglichkeiten:Rifugio Tita Secchi: 60 posti letto
Locale Invernale: 8 posti letto
Kartennummer:Kompass n°103 "Le tre valli bresciane"

Non sono mai riuscito ad andare sui monti per due week-end di fila, devo essere stato veramente bravo o forse c'è qualche strana congiunzione astrale. Solitamente una "pausa" tra una gita e l'altra fomenta la mia voglia di montagna, meno vado e più mi gusto i giri, ma senza esagerare eh...

Stavolta punto sul bresciano, sopra Idro e provo la  salita al Cornone di Blumone. Oggi mi accompagnano Lorenzo e Pecos perchè gli altri hanno già impegni; questi due tizi non sono nuovi alla montagna ma non sono mai venuti con me. Ce la faranno a star dietro ai miei ritmi? o meglio, riuscirò a star dietro ai loro? vediamo...

Organizzato il giro in un caldo venerdi pomeriggio, la domenica alle 6:20 parcheggio la macchina davanti a casa del Pecos e attendo i miei due compagni di viaggio. Di li a breve partiamo alla volta di Brescia sperando che il tempo regga nonostante le previsioni diano "sereno, poco nuvoloso con probabili precipitazioni di massino 0,2mm". Costeggiamo il Lago d'Idro, saliamo verso la piana del Gaver mentre grossi nuvoloni minacciano proprio la zona del Cornone. Arrivati a Valle Dorizzo inizia a piovere e giungiamo al Gaver sonno un mega temporale. Nonostante l'acqua, c'è un sacco di gente, macchine, mezzi, croce rossa... che succede? ah! E' la Blumon Marathon, una corsa di Skyrunning attorno al Cornone. Vabbè, pensiamo, se salgono loro saliamo anche noi!
Attendiamo qualche minuto chiusi in auto... Pecos consiglia di spostare la meta dal Cornone alla "Locanda Gaver" ma la proposta viene cassata. Si sale lo stesso.
Di li a breve la pioggia cessa d'intensità, ci cambiamo e via per il sentiero numero 17. L'idea era quella di seguire il 26 nel fondo valle e poi imboccare il 27 che ci avrebbe portato al Passo Blumone; di li avremmo risalito la cresta fino alla cima del Cornone. Ma visto il tempo preferiamo seguire il 17 che è più battuto, arrivare al Tita Secchi e li decidere cosa fare.

Passata una cappellina, il sentiero sale abbastanza deciso lungo una bella mulattiera che si snoda in un fitto bosco. La pioggia bagna le nostre giacche, qualche tuono più in quota si fa sentire, espressioni del tipo "oh ooohh" accompagnano la salita di questi tre pazzi che "sotto la pioggia o il sol di maggio" continuano decisi sul loro percorso. Arrivati alla malga Laione di Mezzo, il cielo finalmente si apre e pennellate di azzurro danno un po' di colore a questa giornata.
La salita ora si fa più dolce, il sentiero piega a destra compiendo un ampio giro attorno ad una piccola cima che, una volta passata, ci regala una bellissima vista del Cornone di Blumone; nel frattempo le nuvole in valle coprono completamente il sentiero che dovevamo percorrere.

Facciamo una piccola sosta acqua + foto e riperendiamo il cammino. Superiamo agevolmente su due grosse scariche di pietre e qui il sentiero comincia a salire più deciso. Dopo un altro tratto su sfasciumi, pieghiamo a sinistra risalendo un costone dove numerose marmotte, uscite dalle loro tane, ci guardano incuriosite :)
Nell'ultimo tratto le nuvole ci avvolgono nuovamente, l'aria diventa frizzante e la giacca a vento torna finalmente utile (me l'ero portata per sicurezza!); qui incrociamo i primi concorrenti della maratona, qualcuno ancora in formissima, altri veramente sfatti. Li lasciamo passare e ci dirigiamo alla base dell' invaso... percorsi gli ultimi metri arriviamo all' ex-rifugio Gabriele Rosa, ora relegato a locale invernale. Nel 1993 quando salii per la prima volta, era ancora funzionante e l'attuale Tita Secchi se non ricordo male, era in costruzione.

Saliamo alla santella in riva al Lago, scattiamo qualche foto e ci dirigiamo verso il Tita dove ci cambiamo i vestiti ed entriamo a prender posto. All'ingresso due gentili signori ci offrono un prosecco, gradito regalo dopo una bella camminata: mai vista un'accoglienza simile in un rifugio ma forse era solo legata alla manifestazione sportiva di oggi. Prediamo posto in una sala dove diversi avventori stanno divorando ciotole di Bagoss fuso accompagnato col vino locale. Mentre i miei soci commissionano tre piatti di brasato con polenta, vado a parlare col gestore per chiedere il che condizioni è il Cornone.

"Ah guarda, di neve n'è rimasta poca ma oggi è meglio non salire, ha piovuto tutta notte e stamattina, la roccia è scivolosa. Se non arrampicate è meglio che oggi non salite".
"Va bene, senta il sentiero 27 che scende al Gaver com'è?"
"E' brutto, soprattutto nel tratto inziale dopo il passo, è scivoloso io lo sconsiglio. Al massimo potevate salire da li, ma scendere non è bello va..."

Vabbè vedremo dopo pranzo se almeno c'è la possibilità di fare un anello. Verso le 14 con in pancia il brasato e un po' di grappa al pino mugo, riprendiamo gli zaini e controlliamo la mappa: si può fare un giro circolare lungo il 19 e scendere dalla Corna Bianca. E' deciso, si va.

Il tempo peggiora di nuovo, arrivano ancora le nuvole e inizia a piovere anche se più dolcemente rispetto all'andata. Arriviamo al Passo della Vacca, facciamo delle foto vicino alla curiosa formazione rocciosa e proseguiamo spediti giù per il sentiero perchè comincia a tuonare di brutto! Il sentiero che scende nella Valle di Cadina è ben segnato e a tratti diventa quasi una mulattiera. La vista è magnifica! Aggiriamo la Corna Bianca e prendiamo un sentierino minuscolo che si ricongiunge a quello dell' andata all'altezza della malga Cadino. Da li, tornare al Gaver è questione di minuti... passiamo la cappellina e rientriamo al parcheggio mentre il sole torna di nuovo a splendere. 

E' stato un bel giro, m'è spiaciuto proprio non salire il Cornone perchè è una bella cima e facile, sarà per la prossima volta. E come ogni buona domenica passata sui laghi, al rientro, un'interminabile coda ci accompagnerà da Idro fin quasi a Brescia.

Alla prossima!

Tourengänger: Barbacan


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Kommentare (1)


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Amadeus hat gesagt: Come ti capisco...
Gesendet am 18. Juli 2012 um 13:49
Hai tutto il mio supporto morale, io e mia moglie abbiamo tentato due volte il Cornone, prima di riuscire....saluti.


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