Cima della Piancaccia (1610 m) e Sasso Bianco (1645 m) - Skitour


Published by siso Pro , 12 December 2010, 19h45.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:11 December 2010
Ski grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Monte Generoso   CH-TI   I 
Time: 5:15
Height gain: 620 m 2034 ft.
Route:Parcheggio Cascina La Bolla (1045 m) – Alpe d’Orimento (1275 m) – Cascina Boll (1333 m) – Barco dei Montoni (1350 m) – Murelli (1499 m) – Cima della Piancaccia (1610 m) – Sasso Bianco (1645 m) – Bocchetta d’Orimento (1275 m) – Rifugio Cristè (1150 m) – Alpe Grande – Cascina La Bolla (1045 m).
Access to start point:Autostrada A2 – uscita Bissone – Maroggia – Arogno – Dogana Valmara – Lanzo – Pellio – Casasco – Cascina la Bolla (ca. 15 km dalla Dogana di Valmara).
Accommodation:Baita di Orimento; Rifugio Cristé.
Maps:C.N.S. No. 1353 – Lugano – 1:25000; Carta escursionistica transfrontaliera Monte Generoso 1:25000; Carta turistico – escursionistica Basso Ceresio – Lario Comasco (Strade di pietra no. 1) – 1:30000; Kompass 91 “Lago di Como-Lago di Lugano - 1:50000.

Classica meta sciistica sul versante nord orientale del Monte Generoso.

Bellissima giornata oggi nel profondo sud della Svizzera. Il favonio ha avuto l’effetto di alzare la temperatura a valori quasi primaverili, senza per altro disturbare minimamente gli escursionisti impegnati sul lato lombardo del massiccio.
Vedi video dell’escursione.

 

Inizio dell’escursione: ore 8:25

Fine dell’escursione: ore 13:45

Temperatura alla partenza: 1°C

Temperatura al rientro: 7°C

 

Risalgo con l’auto la Val Mara senza incontrare anima viva, né lungo la strada né alle dogane svizzera e italiana. Dalla località Piano delle Noci proseguo in direzione di San Fedele d’Intelvi, quindi Casasco d’Intelvi. All’inizio del paese, in prossimità della Pizzeria Bellavista, imbocco la lunghissima via Fratelli Terragni, che mi porta dagli 800 m circa del villaggio ai 1000 m e passa della località Cascina la Bolla (la strada è libera dalla neve fino all’Alpe Grande, a circa 1070 m di quota).

Lascio l’auto nell’ampio parcheggio ad est dello stagno, poco sopra il ristorante. Mi preparo per la partenza scambiando qualche impressione con altri tre sciatori che conoscono molto bene la zona. Ne approfitto per chiedere loro qualche dritta. Scatto un paio di foto al Monte Crocione, meta della ciaspolata di sabato scorso, con partenza dalla Valle di Muggio. Ritorno, sci in spalla, fino all’Azienda Agricola Abate. Da qui procedo per circa 100 m lungo la strada che sale alla Bocchetta d’Orimento. Sul lato sinistro inizia il percorso, segnalato con frecce verdi disegnate sui tronchi delle piante.

Metto gli sci e risalgo il sentiero boschivo, cosparso di numerosi rametti, lungo il versante destro della Vallaccia. In meno di un’ora raggiungo la Baita d’Orimento, ancora chiusa. Il ritrovo apre solo quando la strada è libera dalla neve.

Procedo verso la Cascina Boll e il Barco dei Montoni. La neve non è più polverosa come sabato scorso, tuttavia permette un cammino celere.

Il paesaggio dell’alta Valle Breggia è incantevole! Scatto numerose foto e mi riempio il cuore di tanta magnificenza.

In prossimità dei segnavia a Barco dei Montoni (1350 m) mi concedo la prima pausa su un tavolino prospiciente una postazione per grigliate famigliari.

Da qui il sentiero fiancheggia la fitta piantagione di abeti rossi dell’Alpe di Gotta. È uno dei tratti più ripidi dell’escursione. Una piccola radura mi concede una spettacolare visione del Monte d’Orimento, che il 10 gennaio scorso mi offrì una delle più belle ciaspolate.

A Murelli (1499 m) raggiungo il crinale che funge da limite dell’Alpe Pesciò. Ritorno al sole: il panorama mi offre scenari vastissimi. Le due cime che voglio raggiungere sono lì a portata di mano. I loro versanti orientali sono ricamati di splendide serpentine disegnate da sciatori e snowboarder. Procedo lentamente, attratto spesso dal panorama o da qualche sciatore che sta affrontando la discesa. È un continuo susseguirsi di meravigliosi scenari.

L’ultimo tratto prima della Cima della Piancaccia presenta un impressionante cornicione di neve sul lato nord. Sul culmine della Cima della Piancaccia (1610 m) c’è il cippo di confine 23.4.

Percorro i 90 metri di discesa, fino alla Sella Piancaccia (1598 m), senza togliere le pelli di foca. Il segnavia denomina qui erroneamente il luogo “Crocette”. Mancano ancora circa 160 m di salita, i più impegnativi. Raggiungo la cima del Sasso Bianco (1645 m) dopo circa tre ore dalla partenza. La carta nazionale della Svizzera, 1:25'000, non assegna un nome a questa cima e le attribuisce una quota di 1645 m; solo la carta escursionistica KOMPASS 91 le conferisce il nome “Sasso Bianco”, con una quota di 1650 m.
 

                                                      Sasso Bianco (1645 m)

Il paesaggio è spettacolare!

·        A sud il Baraghetto (1694 m) sfoggia la sua magnifica architettura: una serie di bastioni, pilastri, gendarmi, valloncelli e forre che costituiscono la controvetta del Monte Generoso. Sulla cresta nord del Baraghetto c’è una Via ferrata, realizzata nel 1985 dalla Sezione di Merone del CAI. L’ho percorsa una sola volta, in discesa e in solitaria. Non può ovviamente competere con le ferrate delle Dolomiti, ciò nonostante offre alcuni minuti di piacevole percorso su scalette, cenge e passerelle. Per percorrerla è obbligatorio l’uso dell’imbragatura da ferrata.

·        Ad ovest il versante precipita con inquietanti dirupi, intercalati da piccoli terrazzi, verso Rovio e Maroggia. Il Monte San Giorgio, a soli 6 km di distanza, emerge dal Ceresio, più lontano si distingue la sagoma del Monviso; dista ben 207 km!

·        A nord lo sguardo si spinge solo fino alla Cima del Simano, le nuvole non permettono oggi di ammirare il punto più settentrionale del Ticino, il Piz Valdraus.

·        Ad est si presenta la bellissima dorsale sciabile posta tra la Valle Erba Fredda e la Valle Squadrina. Sul versante opposto della Valle Breggia ammiro, una volta di più il magnifico Pizzo della Croce, più lontano il Legnone.

 

La discesa, su neve umida e assestata, è comunque piacevole. In alcuni tratti mi permette di compiere delle curve a corto raggio. Tengo una traiettoria che mi consente di raggiungere la Bocchetta d’Orimento senza dover montare di nuovo le pelli di foca.

Dall’Alpe d’Orimento proseguo lungo la strada innevata, passando dal Rifugio Cristé e dall’Alpe Grande.

Percorro l’ultimo km, nel fitto bosco della Vallaccia, con gli sci in spalla.

 

Raggiungo Cascina la Bolla con alcune bolle ai piedi: sarà una casuale assonanza con le numerose bolle degli alpeggi visitati oggi, oppure una gabella che ho dovuto pagare per questa bella e mite giornata passata sulla neve.

 

Tempo di salita: 3 h (comprese le numerose pause fotografiche)

Tempo totale: 5 h 20  min

Tempi parziali

Parcheggio Cascina La Bolla (1045 m) Alpe d’Orimento (1275 m): 55 min

Alpe d’Orimento (1275 m)  Cascina Boll (1333 m): 20 min

Cascina Bol (1333 m) – Barco dei Montoni (1350 m): 20 min

Barco dei Montoni (1350 m) – Murelli (1499 m): 30 min

Murelli (1499 m) – Cima della Piancaccia (1610 m): 30 min

Cima della Piancaccia (1610 m) – Sasso Bianco (1645 m): 20 min

Dislivello teorico: 620 m

Sviluppo complessivo: 13,7 km

Difficoltà: F

SLF: 2 (moderato)

Copertura della rete cellulare: da sufficiente a buona


Hike partners: siso


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