Dosso Bello (1136 m)


Publiziert von siso Pro , 31. Oktober 2010 um 20:10.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Sottoceneri
Tour Datum:30 Oktober 2010
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Monte Generoso   CH-TI 
Zeitbedarf: 3:45
Aufstieg: 647 m
Strecke:Obino (500 m) – Alpe Caviano (967 m) – Antenna TV (1034 m) – Punciún da Cavián (1037 m) – Quota 1090 m – Alpe Dosso Bello (1098 m) – Quota 1136 m – Bolla a quota 1093 m.
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Mendrisio – Castel San Pietro – Obino
Unterkunftmöglichkeiten:Mendrisio
Kartennummer:C.N.S. No. 1373 – Mendrisio - 1:25000

Escursione nel Mendrisiotto, poco prima dell’arrivo della perturbazione atlantica; un “Nachmittagstürli” per riscoprire gli alpeggi lungo la dolcissima Dorsale dei Dossi del Monte Generoso.

 

Inizio dell’escursione: ore 12:50

Fine dell’escursione: ore 16:30

Temperatura alla partenza: 16°C

Temperatura al rientro: 13°C

 

Le pessimistiche previsioni di Meteo Svizzera mi inducono, a malincuore, a rinunciare all’abituale escursione settimanale. A metà mattina ho tuttavia un ripensamento: il clima mite e gli ampi spiazzi azzurri in cielo mi stimolano ad improvvisare una gita di ripiego.

 

L’escursione inizia ad Obino (500 m) frazione di Castel San Pietro.

Un segnavia indica la direzione per Caviano: cascina e cima - Punciún da Cavián (1037 m) - che ho raggiunto innumerevoli volte, in tutte le stagioni. Dopo 10 m di cammino, in Via Carabelli - artisti, sono attratto da una targa commemorativa fissata alla facciata di una casa.

La scritta recita “Qui ebbero i natali e vissero gli esimi artisti Carabelli Albino (1692 – 1766), Carabelli Francesco (1737 – 1774), Carabelli Donato (1760 – 1839), che onorarono il paese lasciando in esso ed all’estero opere di alto pregio…”.

 

Tra le pregevoli opere ricordo la bellissima Fontana di Galatea a Villa Litta di Lainate, scolpita da Donato Carabelli in marmo bianco di Candoglia, lo stesso usato per la costruzione del Duomo di Milano.

 

È in questo paesino che nella notte di San Silvestro, fra il 1924 e il 1925, gli artisti espressionisti Albert Müller, Hermann Scherer e Paul Camenisch fondarono il Gruppo Rot-Blau.

 

Superate le case del solatio paesello inizia la mulattiera che in 1 h e 15 min conduce all’alpeggio del Caviano. Il toponimo “Cavian” deriva, secondo il Professor Ottavio Lurati, da caballus ‘cavallo’, nel senso di colle a schiena di cavallo, rilievo, promontorio.

Si tratta di un’antica strada patriziale, acciottolata, che nella parte alta del percorso offre dei panorami decisamente superiori a quella, costruita nel 1932, tra Salorino e Bellavista.

 

È interessante notare come nella parte bassa della mulattiera, fino a circa 650 m di quota, i ciottoli del selciato comprendono sia calcare che granito. I sassi di granito sono stati ricavati in loco dai massi erratici depositati dal Ghiacciaio dell’Adda nella glaciazione del Würm, salito con una lingua in contropendenza. A quote superiori, tutti i ciottoli sono di calcare, detto da noi Calcare del Generoso, che corrisponde al Calcare di Moltrasio (Lias).

 

Proprio da uno di questi massi erratici di granito, un abile e anonimo scalpellino scolpì la base quadrata di un torchio per pigiare l’uva, rimasta nei pressi della strada fino a pochi anni fa. Non so che fine abbia fatto attualmente.

La mulattiera, che presenta pochissimi tornanti, è spesso percorsa dagli amanti del rampichino. A quota 750 m incontro una mandria di capre, guidate da un puzzolentissimo becco.

Al tornante posto a 850 m di quota osservo il sentiero che, in direzione ovest, conduce alle Croci d’Occo: qui un tempo giustiziavano le streghe di Somazzo, Salorino e Castel San Pietro. Le donne che venivano accusate di aver avuto complotti con il diavolo oppure di aver propiziato grandinate con conseguente distruzione del raccolto, venivano messe al rogo. Nella migliore delle ipotesi, la pena veniva ridotta al “meno atroce” taglio della testa.

Possiamo ritenere il capitolo relativo ai processi di stregoneria, come il più grande errore giudiziario che sia mai stato commesso, poiché durò all’incirca mille anni.

Quali ne furono le cause? Si ipotizza che, almeno nei casi in cui le pretese streghe erano tanto numerose da far pensare ad un’epidemia, che le poverette avessero mangiato pane fatto con farina contaminata dalla segale cornuta, una malattia crittogamica comune nella segale. I principi tossici della segale cornuta, in particolare l’ergotina e la cornutina, hanno un potente effetto narcotizzante e paralizzante e agiscono sovente anche sulla mente del colpito, tanto da farlo apparire impazzito.
 

Alle 14.00 raggiungo l’Alpe Caviano (967 m). Su questo ripido pascolo, negli anni ’60 i primi sciatori della regione “facevano campetto”. Negli ultimi decenni sono i parapendisti a “fare campetto” o a spiccare il volo fino a San Martino di Mendrisio o a Melano.

Nel frattempo la foschia ha già invaso il Mendrisiotto; di solito da qui si gode uno splendido panorama che si estende fino al Monte Rosa.

 

Proseguo il cammino fino alla deviazione per l’antenna, ripetitore radio-TV, da qui procedo su una strada asfaltata, sbarrata al traffico privato. Dall’antenna, posta a 1034 m di quota, seguo il crinale boschivo passando dal Punciún da Cavián (1037 m), dalla quota 1090 m, fino al Dosso Bello, che fa onore al suo nome. Splendido il colpo d’occhio sul Monte San Giorgio, sul Monte Generoso, sul Colmegnone e il Bisbino. In estate, per ovvi motivi, è impossibile entrare nel pascolo recintato. Immagino che la zona sia adatta anche a compiere splendide ciaspolate.

L’alpeggio è situato a 1098 m di quota, nell’alta Valle del Prato della Cà, una laterale della Valle di Muggio. È un grande caseggiato disposto su tre piani, all’ombra di maestosi faggi. A circa 50 m di distanza si trova una rustica stalla con fienile, in muratura e legno. L’alpe è servita da corrente elettrica e dispone di acqua da rubinetto proveniente dall’acquedotto di Mendrisio.

Risalgo il pascolo ad est, recintato, fino al punto più elevato della gita odierna: 1136 m.

Prima di riprendere la via del ritorno, effettuo un circuito fino al biotopo a quota 1093 m: due bolle inventariate e facenti parte della Riserva naturale del Monte Generoso.

 

Passeggiata senza grandi pretese, adatta a tutta la famiglia e molto appagante per la bellezza del paesaggio.

 

Tempo di salita: 2 h 10 min

Tempo totale: 3 h 50 min

Tempi parziali

Obino (500 m) – Alpe Caviano (967 m): 1 h 10 min

Alpe Caviano (967 m) – Antenna TV (1034 m): 20 min

Antenna TV (1034 m – Dosso Bello (1136 m): 40 min

Dislivello teorico: 647 m

Sviluppo complessivo: 11 km

Difficoltà: T1

Copertura della rete cellulare: buona

Tourengänger: siso


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