Poncione di Maniò, Cima 2880 m


Publiziert von siso Pro , 12. August 2009 um 14:04.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:11 August 2009
Wandern Schwierigkeit: T4 - Alpinwandern
Hochtouren Schwierigkeit: L
Wegpunkte:
Geo-Tags: Gruppo Pizzo Rotondo   CH-TI   CH-VS 
Zeitbedarf: 10:00
Aufstieg: 1266 m
Strecke:Ospizio All’Acqua (1614 m) – Capanna Piansecco (1982 m) – Rifugio Cassina di Baggio (2360 m) – Gerenpass E (2691 m) – Passo di Maniò (2700 m) – Poncione di Maniò, Cima 2880 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:A2, uscita Airolo – Strada della Val Bedretto – All’Acqua
Unterkunftmöglichkeiten:Ristorante All’Acqua – Capanna Piansecco
Kartennummer:C.N.S. No. 1251 – Val Bedretto - 1:25000

Bel massiccio costituito dal fantastico granito del Rotondo.

Il Dottor Francis de Quervain (1902 - 1984), già professore in petrografia tecnica all’ETH di Zurigo, nel suo libro “Die Nutzbaren Gesteine der Schweiz” (1969), a pagina 69 scrive:

“Der Rotondogranit, von 8 km Länge und bis 5 km Breite, besteht aus einem massigen, fein- bis mittelkörnigen, sauren, hellgrauen bis schwach violett-rötlichen Gestein, in der Eigenschaften wohl ähnlich dem Aargranit. Er wurde aus Sturzblöcken in Bedrettotal gewonnen und in kleinen Umfange zu Hausteinen (Sockel, Tritte, Schwellen) verarbeitet.”

Per la precisione, il granito del Rotondo veniva estratto dai massi erratici a Selva, presso Ronco.

Questa roccia è particolarmente apprezzata dai rocciatori, che nella regione della Capanna Piansecco hanno aperto numerose vie.

 

Parto da casa sotto un bel cielo stellato, pieno d’entusiasmo: la regione che visiterò è una delle mie preferite. Ore 6 e 40: ad All’Acqua cade qualche goccia di pioggia; un arcobaleno collega il Passo di San Giacomo con l’Alpe di Cruina.

Mi incammino comunque. Per fortuna la pioggerella è di breve durata; le nuvole sul Chüebodenhorn sembrerebbero tuttavia persistenti, idem per la nebbia.

In 55 minuti raggiungo la Capanna Piansecco e dopo un’ulteriore ora arrivo al Rifugio Cassina di Baggio (2360 m) accolto da un maestoso stambecco, che fa gli onori di casa. Poco sopra, il resto del branco, circa 10 esemplari in tutto, pascola senza preoccuparsi troppo per la mia presenza.

 

Ora devo affrontare il tratto più faticoso della gita: un ripido versante di sfasciumi e macigni, con tracce di sentiero e omini di pietra: un aspro dislivello di circa 350 m per uno sviluppo di soli 750 m.

La salita è interrotta frequentemente sia per tirare il fiato sia per l’irresistibile desiderio di fotografare gli speroni e le guglie del Poncione di Cassina Baggio.

Il mio amato Gerenpass è purtroppo invaso dalla nebbia! La visibilità non va oltre i 10 m. Il fatto mi induce a calzare i ramponi, anche perché attraverso questo idilliaco ghiacciaio per la prima volta. A ragion veduta, non sarebbero stati necessari: la neve ricopre infatti ancora quasi completamente la superficie del Chüebodengletscher. La pendenza è modesta: difficile scivolare; la piccozza rimane legata allo zaino.
 

Sul ghiacciaio noto numerose farfalle posate sulla neve gelata, con le ali chiuse: mistero! Dovrebbe trattarsi della specie migratrice Autographa gamma. Sulle ali brune si nota un disegno bianco la cui forma ricorda quella della lettera greca gamma. Vola di notte e di giorno.

In pochi minuti raggiungo il Passo di Maniò. Qui la nebbia mi obbliga ad una prolungata pausa, in attesa di una schiarita. Pile, giacca a vento e guanti sono utilissimi: la temperatura è assai rigida!

Finalmente la nebbia si dirada e posso vedere il versante che devo risalire per raggiungere la cima. Tolgo i ramponi e mi incammino. A quota 2800 m circa incontro due botanici, intenti a fare un transetto sulla magra vegetazione presente a questa quota.

La Cima 2880 m del Poncione di Maniò è raggiunta: "geschafft"!

Le altre tre cime del gruppo sono più impegnative ed esposte: indispensabile una corda di sicurezza.

Impressionante il ghiacciaio sospeso del Poncione di Maniò: sembra un gigantesco schermo piatto appeso ad una parete verticale, oppure, un enorme quadro d’arte contemporanea. Una meraviglia della natura! Fino a quando resisterà, così abbarbicato sul fianco della montagna?

Ora la nebbia è sparita completamente: mi concedo parecchio tempo per scattare foto alle montagne, ai ghiacciai e al magnifico laghetto proglaciale, contenente degli iceberg coperti di neve rossa (proliferazione dell’alga Clamydomonas nivalis).

Anche questa volta il Gerenpass non mi ha tradito!

Visto dal lato occidentale del laghetto il Chüebodenhorn assume un aspetto decisamente imponente: da qui si può valutare meglio la notevole pendenza che si deve affrontare per raggiungere la sua vetta.

 

La discesa a valle è lunga e faticosa, soprattutto nella “ganna” che segue il Gerenpass.

Pochi minuti prima di raggiungere All’Acqua si ritorna alla “civiltà”. Numerose famiglie animano il sentiero: decine di persone ciarliere colgono i mirtilli. I più organizzati sono muniti di pettine; altri, sprovvisti pure di appositi contenitori, mettono le bacche nelle bottiglie di PET.

 

Tempo di salita: 4 h

Tempo totale: 10 h

Dislivello: 1266 m

Difficoltà: T4

Difficoltà alta montagna: F

Copertura della rete cellulare: sul Chüebodengletscher scarsa o nulla.

Tourengänger: siso

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