Anello di Upega: salendo al Pèrtega per la Testa di Garibaldi


Publiziert von surlyswiss Pro , 22. Dezember 2016 um 23:33.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum:30 Oktober 2016
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Strecke:Upega; Passo del Lagaré; Testa di Garibaldi o Frerà; Passo del Franargal; Cima di Pèrtega; Colle Selle Vecchie; Upega
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Upega - val Tanaro
Unterkunftmöglichkeiten:http://locandaupega.com/

Grossomodo l'escursione è questa qui.
1) Da Upega si risalgono tutti i viottoli del paese, in direzione nord, puntando ad un manufatto in miniatura all'interno del quale passa la condotta dell'acquedotto. Poi su comodo sentiero, si procede in direzione est, nord est verso Carnino, per arrivare in circa una mezz'ora/quaranta minuti al passo del Lagaré.
2) Qui si risalgono in direzione nord i prati, cercando di intravvedere il sentiero ormai in disuso; al termine del pendio prativo, inizia una macchia di alberi che ricopre l'intero crinale. Le possibilità di errore - ancorché il sentiero vada e venga - sono comunque minime dal momento che è sufficiente risalire l'intero crinale per arrivare ad un'altra distesa di prati, stavolta in piano.
3) Da qui il sentiero torna ad essere evidente e stando ancora sul filo di cresta, per pochi metri tocca aggirare qualche torrione di roccia sul versante nord (è l'unico tratto dell'intero giro assistito da qualche "malconcia" fune metallica), si raggiunge il punto di massima elevazione.
4) Scendendo, sempre sul filo di cresta, si raggiunge agevolmente il passo di Franargal e la relativa carrozzabile.
5) Si può così rimontare per i prati scoscesi in direzione ovest direttamente alla cima del Pèrtega; una volta in vetta, si scende dal sentiero che si trova al termine della cresta est della cima.
6) In poco tempo si raggiunge così il Colle Selle Vecchie, si scende (sulla propria destra) per la carrozzabile e dopo poco si incontra il comodo sentiero che riporta ad Upega.

Osservazione personale: posto con molto ritardo queste mia ultima gita a piedi a causa di un bel pò di casini ed impegni che mi hanno tenuto lontano dal pc per motivi ludici. Però il posto e la particolarità del giro meritano di essere condivise e - nel mio piccolo, con le mie scalcagnate modalità - divulgate.

Ero stato in Val Tanaro la prima volta a sciare al Mongioie e correva l'inverno del 2015. Poi avevo sciato al Marguareis, ma per il versante della Val Pesia, ma mi ero promesso di tornarci qui prima o poi, con gli sci per gli altri scivoli chiccosi che offrono belle scivolate a poca fatica. 

E' capitato invece che ci tornassi a piedi in questo w.e. di metà autunno, con il foliage ai suoi massimi e devo dire che gli occhi sono stati ripagati del viaggio. Son davvero posti inusuali dell'arco alpino, che offrono a noi "delle Alpi Centrali" un punto di visuale insolito sulla pianura padana e sull'intero arco che da qui grossomodo ha da poco iniziato a compiere la sua ronda.

Ora, mentre scrivo questa relazione, dopo i danni provocati a metà di novembre dalla piena del Tanaro, pare che in alta valle nevichi; non è la "porta della Bora" ad essersi aperta ma una scioroccata da sud che resta confinata alle alpi occidentali meridionali. Orbene, mentre buona parte dei miei conoscenti si dispera perché sulle Alpi Centrali restiamo a secco, ecco, il Surly ride sotto le sue guanciotte, perché sa che anche "VISTA MARE" si possono picchiare fuori delle sciate tip-top su scivoli eccelsi.

Tourengänger: surlyswiss


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