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Grand Tete de By e Mt.Sonadon


Published by andrea62 , 30 June 2015, 14h42.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:28 June 2015
Mountaineering grading: F
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS   I 
Time: 2 days
Height gain: 2030 m 6658 ft.
Height loss: 2030 m 6658 ft.
Route:Glacier (Ollomont) - By - rif.Chiarella-Amianthe - Col d’Amianthe - Gr.Tete de By - Mt.Sonadon
Access to start point:Da Aosta seguire per il Gr.San Bernardo. Dopo alcuni km imboccare la strada a destra per Valpelline. Arrrivando dall'autostrada, alla fine delle gallerie-tangenziali troverete quasi subito il bivio. Al capoluogo Valpelline prendere a sinistra per la valle di Ollomont fino al termine della strada a Glacier (parcheggio abbastanza ampio).
Accommodation:Rifugio Chiarella-Amianthe
Maps:L'Escursionista n.5 Gr.San Bernardo - Ollomont

Gita organizzata da due amici, uno dei quali anche collega, che hanno svolto bene le funzioni di direttori. Comincio dal secondo giorno, il più interessante, una festa per gli occhi visti la bella giornata e l’ambiente di alta montagna.
Dal rifugio Chiarella – Amianthe saliamo su pietraia per traccia di sentiero con ometti, tra due nevai, verso la sovrastante Grand Tete de By.  I direttori con buoni motivi hanno fissato la partenza alle cinque. Cento metri sopra il rifugio, dove la neve diventava continua, formiamo le otto cordate. Saliamo inizialmente dritti verso la Grand Tete, poi pieghiamo a destra fino al Col d’Amianthe (m.3308). Qui l’ambiente è diventato veramente di alta montagna, sull’altro versante ci si affaccia sul Glacier du Mont Durand. Si vedono benissimo le Alpi Pennine da una prospettiva per me insolita mentre a sud si distinguono le cime delle Alpi Graie dalla Tersiva alle Grandes Sassières. A ovest il Mont Velan si mostra imponente, preceduto dalle tante punte rocciose delle Aiguilles de Valsorey. Non c’è una nuvola in giro. 
 
Ci abbassiamo di circa 100 metri sul ghiacciaio, ora in territorio svizzero, lasciando a sinistra il ripido pendio nevoso alla base delle rocce della Grand Tete, con evidenti segni di piccole valanghe. Continuiamo in piano sul Glacier du Mont Durand, con manto nevoso in buone condizioni. Cerco di impegnarmi a tenere la corda tesa, sapendo che è una situazione che non mi risulta naturale. Passiamo non distante da un brutto imbuto di neve e roccia che alla nostra destra precipita sulla parte bassa del ghiacciaio. Questo a mio avviso è il punto più pericoloso dell’itinerario. Iniziamo a salire in traverso il pendio alla nostra sinistra, fattosi ora meno ripido. E’ anche possibile continuare in piano, lasciare a destra una zona di seracchi e girare a sinistra più avanti dove il pendio è ancora meno ripido. Questo sarà il nostro itinerario di discesa. La mia cordata è stata la prima a iniziare questa manovra di aggiramento col risultato che siamo i primi a sbucare nella zona nevosa sotto il colle tra la Grand Tete de By e il poco marcato Mont Sonadon. A poche centinaia di metri in linea d’aria ci sovrasta il versante meridionale del Grand Combin, che ho visto tante volte ma da ben più lontano.

Per una poco marcata costola nevosa raggiungiamo il colle tra la Grand Tete a sinistra e il Mont Sonadon a destra. Saliamo ora lungo la breve cresta della Grand Tete, che dal colle per qualche istante ci era sembrata più ripida di quanto sia realmente. La troviamo quasi interamente nevosa e con qualche roccetta affiorante. La cima della Grand Tete è una cresta detritica con rocce affioranti che presenta tre ondulazioni: viste poi dalla cima del Sonadon, ci sembra che la più alta delle tre sia proprio la prima. Tutto il gruppo del Monte Bianco è ora visibile. La mia cordata è stata la prima del gruppo ad arrivare in cima e lo dico non per vanteria ma piuttosto per sottolineare l’eccezionalità dell’evento. Il tempo di salita è stato di 3 ore.
 
In discesa, mentre tutti completano l’ascensione alla Gran Tete, in tre cordate saliamo anche il Sonadon. Si tratta di salirne la cresta sud-est, quella che inizia dal colle sotto la Grand Tete, nevosa tranne un breve tratto di detriti. Scendiamo poi in direzione nord su pendio nevoso, alla cui base ricompattiamo il gruppo. In discesa facciamo attenzione a due crepacci che si stanno aprendo. Tornati sul Col d’Amianthe partiamo in direzione del rifugio. Dopo aver descritto una blanda “esse” rompiamo gli indugi e vista la buona tenuta della neve scendiamo velocemente lungo la linea di massima pendenza.
Al rifugio, durante l’opportuna sosta, più o meno tutti fanno i complimenti al personale per il vitto e la disponibilità dimostrata. Nel primo pomeriggio discesa interminabile fino al parcheggio. Profusione di fiori nelle ampie zone prative. 
 
Del giorno prima, dedicato alla salita al rifugio Amianthe, segnalo qualche nota. Alla partenza comincio a veder arrivare gli altri partecipanti e … ops, ho dimenticato il casco! Non che sia obbligatorio per questa ascensione ma è sempre una sicurezza in più.
Prima della conca di By, su un dosso erboso si trova la Casa Farinet, che ospitò Luigi Einaudi mentre riparava in Svizzera nel 1943.
Oltre la conca di By, guadato l’ultimo ruscello, a circa 2500 metri, il sentiero mi guida faticosamente per ripidi prati fino a 2750-2800 metri, dove cominciano i detriti. Di nuovo mi guida faticosamente sui detriti fino alla base del gradino roccioso su cui sorge il rifugio. Supero il gradino su un tratto appoggiato facilitato da corda fissa e scalini metallici e sbuco sull’ampia terrazza detritica dove sorge il rifugio, tra i più piccoli che ho visitato ma accogliente. Tempo che ho impiegato per salirvi: 4h30, comprese due soste, una alla casa Farinet e una per lo spuntino di mezzogiorno.     

Hike partners: andrea62


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Comments (12)


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Max64 says:
Sent 30 June 2015, 14h47
Bella escursione e belle foto
complimenti
ciao
Max

andrea62 says: RE:
Sent 30 June 2015, 15h23
Grazie.
Ciao.
Andrea

danicomo says:
Sent 30 June 2015, 18h32
Bella, Andrea.
Giornatona......
Daniele

andrea62 says: RE:
Sent 30 June 2015, 19h13
Proprio una domenica da incorniciare.
Ciao

Daniele66 says:
Sent 30 June 2015, 20h56
Bella 2 giorni con meteo perfetto Complimenti Daniele66

andrea62 says: RE:
Sent 1 July 2015, 10h53
Grazie. IL meteo è stato appunto strepitoso.
Ciao

gebre says:
Sent 30 June 2015, 22h29
Complimenti per la bella vetta!
Ciao
Alberto

andrea62 says: RE:
Sent 1 July 2015, 10h54
Grazie. Un gradito "tuffo" nell'alta montagna.
Ciao

patripoli says:
Sent 1 July 2015, 14h29
Un posto che non conosco, ma che mi piacerebbe esplorare....
Bellissima escursione e altrettanto belle immagini.
Ciao ciao.

andrea62 says: RE:
Sent 1 July 2015, 18h00
Contento che ti siano piaciute. Anche per me è stata la prima visita nella valle di Ollomont e non poteva essere migliore. Nell'alta valle ho visto alcune belle mete di escursione: il bivacco Savoie, il Col Durand ... Ciao

Sky says: RE:
Sent 2 July 2015, 09h25
Io invece la Valpelline la conosco molto bene, e la Grand Tête de By è un mio sogno da tempo (lo so, non è una cima impossibile, ma è così vicina al Grand Combin, che amo e che credo non sarà mai alla mia portata..!).
Sono arrivato fino al col d’Amianthe, e, guardandolo da lì, il ghiacciaio mi è sembrato piuttosto rognoso.. pieno di crepacci ed esposto sul traverso.. Dalle tue foto, tutte molto belle, in una giornata ed un ambiente super, sembra invece abbastanza tranquillo.. Secondo te, che l’hai toccato con mano, com’è ?!
Ciao, grazie ! Luca

andrea62 says: RE:
Sent 3 July 2015, 11h04
Secondo me il ghiacciaio non presenta particolari difficoltà nelle condizioni in cui l'abbiamo trovato noi a inizio stagione e partendo 5 - 5.30 al massimo dal
rifugio in modo da essere in cima verso le 8 - 8.30. Al ritorno verso le 9.30 la neve si stava smollando e il rischio di finire in qualche crepaccio è aumentato ma è bastato fare attenzione procedendo a corda tesa. Il posto ci è parso poco frequentato quindi potresti trovarti senza altre cordate che in caso di bisogno potrebbero darti un aiuto.
Non sottovaluto il traverso che, come ho scritto, a un certo punto passa vicino a uno scivolo che finisce con un salto sul ghiacciaio sottostante. Niente di difficile, non è particolarmente ripido. Lo abbiamo passato all'andata con neve abbastanza dura che teneva bene, al ritorno la neve era abbastanza molle ma ben
pistata dalle nostre tracce. Non mi sono però distratto per fare foto in quel punto.

Ciao
Andrea


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