Cima di Menna, Pizzo di Roncobello, Monte Vindiolo, Monte Vetro
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La salita da Zorzone alla Cima di Menna è conosciuta sia da me che da Raffaele, ci concediamo quindi una piccola divagazione al Chignol d'Aral, giusto per dare un tocco di novità a questa salita.
Se non fosse per il vento, oggi sarebbe una giornata veramente calda ... troppo calda ... arriviamo in vetta alla Cima di Menna (quota 2300 metri), toccando solo un paio di chiazze di neve di cui una in cima ...
Appena toccata la croce scendiamo di qualche metro lungo la cresta per ripararci dal vento e mangiucchiare qualcosa poi iniziamo la nostra traversata. Qualche roccetta e erba, qualche tratto un pochino insidioso per la presenza di neve dura, qualche passo di arrampicata fino a ritrovarci al punto in cui il percorso aggira sul versante nord dei piccoli torrioni.
Vista la situazione montiamo i ramponcini per affrontare un passaggio che richiede attenzione per poi risbucare sulla cresta dove teniamo ancora per un tratto i ramponcini ai piedi, più o meno fino a quando inizia la risalita per il Pizzo di Roncobello che si raggiunge senza difficoltà.
Dalla vetta lo sguardo è attratto dal dirupato versante nord di queste cime, in netto contrasto con il versante sud, erboso e relativamente più dolce. Scendiamo ancora su roccette fino ad un saltino di roccia che si supera in disarrampicata per poi continuare sulla più dolce dorsale erbosa che, superato il Passo del Vindiolo, risale al Monte Vindiolo e poi al Monte Vetro.
Da quest'ultimo si prosegue ancora per dorsale in direzione del visibile Passo del Branchino ma che non si deve raggiungere, scendendo prima verso il Passo Val Vedra, nei cui pressi si imbocca il sentiero 231 che scende senza problemi fino a Pian Bracca. Da qui bisogna un pochino destreggiarsi tra i vari bivi per riuscire a rientrare a Zorzone.
P.S.: lungo la via, nei punti "nevralgici", sono posizionati alcuni spit che vengono utilizzati per fissare le corde durante la gara M.A.G.A. però volendo si possono utilizzare per fare sicura ... ovviamente portandosi dietro una corda ... :)
Se non fosse per il vento, oggi sarebbe una giornata veramente calda ... troppo calda ... arriviamo in vetta alla Cima di Menna (quota 2300 metri), toccando solo un paio di chiazze di neve di cui una in cima ...
Appena toccata la croce scendiamo di qualche metro lungo la cresta per ripararci dal vento e mangiucchiare qualcosa poi iniziamo la nostra traversata. Qualche roccetta e erba, qualche tratto un pochino insidioso per la presenza di neve dura, qualche passo di arrampicata fino a ritrovarci al punto in cui il percorso aggira sul versante nord dei piccoli torrioni.
Vista la situazione montiamo i ramponcini per affrontare un passaggio che richiede attenzione per poi risbucare sulla cresta dove teniamo ancora per un tratto i ramponcini ai piedi, più o meno fino a quando inizia la risalita per il Pizzo di Roncobello che si raggiunge senza difficoltà.
Dalla vetta lo sguardo è attratto dal dirupato versante nord di queste cime, in netto contrasto con il versante sud, erboso e relativamente più dolce. Scendiamo ancora su roccette fino ad un saltino di roccia che si supera in disarrampicata per poi continuare sulla più dolce dorsale erbosa che, superato il Passo del Vindiolo, risale al Monte Vindiolo e poi al Monte Vetro.
Da quest'ultimo si prosegue ancora per dorsale in direzione del visibile Passo del Branchino ma che non si deve raggiungere, scendendo prima verso il Passo Val Vedra, nei cui pressi si imbocca il sentiero 231 che scende senza problemi fino a Pian Bracca. Da qui bisogna un pochino destreggiarsi tra i vari bivi per riuscire a rientrare a Zorzone.
P.S.: lungo la via, nei punti "nevralgici", sono posizionati alcuni spit che vengono utilizzati per fissare le corde durante la gara M.A.G.A. però volendo si possono utilizzare per fare sicura ... ovviamente portandosi dietro una corda ... :)
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