Forcella di Gino e creste (sotto Pizzo di Gino)


Publiziert von giorgio59m , 27. Oktober 2009 um 09:45. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Italien » Lombardei
Tour Datum:25 Oktober 2009
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 5:30
Aufstieg: 380 m
Strecke:Rif. Giovo - Rif Sommafiume - Bocchetta Sengio - Forcella di Gino - Creste tra Pizzo di Gino e Cima Verta
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Percorrere la statale Regina che segue il lago di Como, fino a Dongo, qui prendere le indicazioni per Germasino, Brenzeglio, Stazzona. La strada inizia a salire con vari tornanti, giunti a Brenzeglio attenzione a seguire le indicazioni per Rifugio Giovo - San Jorio. Continuare sempre su strada asfaltata, ad un certo punto la strada continua in sterrato, comunque ben tenuto e battuto (non necessaria la 4x4). Seguire tutta la strada fino al rifugio Giovo (ex caserma della Guradia di Finanza). Qui ampia possibilità di parcheggio. Si può proseguire solo muniti di permesso del Comune di Germasino. Sono quasi 18 Km a salire da Dongo, ci vuole una buona mezz'ora. Fare attenzione nella parte sterrata, la strada è per un solo veicolo, ci sono slarghi per far passare due auto quando si incontrano. Al parcheggio proseguire per qualche centianio di metri verso il S.Jorio, sulla sinistra parte un evidente sentiero che segue tutta la Valle Albano.
Kartennummer:Kompass 91

La cronaca di una rinuncia …

In questo report non vi posso raccontare che siamo arrivati dove volevamo arrivare, è il racconto di una consapevole rinuncia.

Ma allora perché pubblicarla? Non è certo facile parlare di un piccolo fallimento !

Un primo motivo, è che non è giusto raccontare solo di quello che è andato tutto liscio, anche i piccoli fallimenti aiutano a crescere, anche se hai già 50 anni.

Un secondo motivo, decisamente più importante, è che comunque è stata una bella ed intensa escursione, in una zona stupenda, in una zona (Val Cavargna – Valle Albano) bella e ricca di cime,vette e creste, un vero paradiso per l’escursionista.

Dopo aver camminato per 15,6Km e visto panorami, che spero le foto rendano anche in minima parte, penso sia giusto condividere tutto questo.

Se a qualcuno leggendo e guardando le foto, venisse la voglia di visitare questi posti … o i suoi dintorni, beh … la magia della montagna si è compiuta …

 

Finita la sviolinata (che serve anche ad auto-convincermi a continuare scrivere), passiamo al racconto.

Obiettivo della giornata era il Pizzo di Gino; è probabilmente la vetta più blasonata della sponda del lago di Como, bella e visibile da molte direzioni.

Si trova poco oltre il centro lago, a cavallo tra la Val Cavargna e la Val Albano, ma vicina al confine italo-svizzero della via del Ferro (Val Morobbia).

La si può salire da varie direzioni, da S.Nazzaro (e qui vi invito a leggere il bel rapporto di Alberto o di Siso, e altri), oppure da Vegna, sempre dalla Val Cavargna, passando dalla Cima Verta, oppure risalendolo dalla cresta Est, infine dalla Val Albano, passando dal Rif. Sommafiume.

Siamo stati diverse volte al S.Jorio e parcheggiando l’ auto il Pizzo di Gino era proprio lì di fronte, quasi a chiamarci, quindi era deciso che quando saremmo andati sul Pizzo di Gino, dovevamo farlo da questa parte (che tra l’altro ha il dislivello più basso, ma il percorso più lungo).

Domenica mattina alle 8:40 siamo al Rifugio Giovo, parcheggiamo l’auto nei grandi spazi, come detto, di fronte al Pizzo di Gino. La giornata è stupenda, non c’e’ una nuvola e non fa neppure freddo, 9° e siamo a 1707 mt.

Lo sguardo corre attorno alle tante cime che già conosciamo, e alle tantissime di cui purtroppo non conosco il nome. C’e’ neve sopra i 2000mt, e il lato nord (la valle Albano è il fronte nord della serie di cime che parte dalla Cima Verta e finisce al Bregagno, passando dal Pizzo di Gino, al Tabor, Marnotto, Cima Pianchette) mostra chiazze imbiancate a quote molto più basse.

Partiamo di buona lena, i primi 5,2Km sono un lungo saliscendi ad aggirare tutta la Valle Albano a semicerchio, fino a raggiungere il rifugio Sommafiume.

Per la cronaca, si passa sopra l’ Alpe Nembruno (deviazione a sinistra salendo al Sommafiume), successivamente davanti all’ Alpe Albano, poi poco sotto il rifugio Sommafiume si lascia a destra la deviazione che sale alla Cima Verta.

Tutte questi edifici sono sempre visibili nel nostro percorso, prima come dei puntini lontani poi sempre più vicini fino ad oltrepassarli.

Raggiungiamo il Rifugio Sommafiume, posto in posizione panoramica stupenda, nella parte alta della Valle Albano, e vicino alla Cima Verta con la facile comunicazione sia con la Val Morobbia che con la Val Cavargna verso Vegna (ho pubblicato questa escursione se vi interessa), si inizia a salire sul versante nord, in ombra e quindi particolarmente ghiacciato.

Il passo è stato buono, 1h:35m, comprese soste per bere e le tante foto, per 5,2Km.

Si risale un tratto erboso alle spalle del Sommafiume, in direzione di un vecchio recinto in sassi, seguendo le poche tracce bianco-rosse, con un po’ di attenzione non ci si perde proprio.

Il sentiero è tutto in ombra e la neve che lo ricopre è completamente ghiacciata, si scivola facilmente. Procediamo quindi passando sul prato o tra gli arbusti ai lati del sentiero per evitare la traccia ghiacciata. Non c’e’ alcun pericolo, solo attenzione a non scivolare, ci sono comunque arbusti verso valle per dare sicurezza.

L’ ultimo tratto che porta alla bocchetta di Sengio (o di Sommafiume come riportano le cartine) è ghiacciato e scoperto verso valle (niente arbusti per sicurezza), quindi procediamo con molta cautela.

In meno di un’ora ‘scavalliamo’ alla bocchetta di Sengio Q1995.

Qui tiriamo il fiato, per la pendenza di questo tratto e per il ghiaccio calpestato. Siamo ora al sole e si apre la vista stupenda verso la parte alta della Val Cavargna, e verso le amate cime del Garzirola (il nostro primo 2000 …), il Camoghè, Segor, Stabiello, Cima della Valletta. Vi lascio alle foto.

Il Pizzo di Gino è proprio davanti a noi, imponente.

Proseguiamo fino alla prossima bocchetta, la forcella di Gino Q2067.

La Forcella di Gino è chiamata localmente coul del Pizzo; il termine coul indica un grande colino a imbuto usato nella preparazione dei formaggi.

Nel raggiungere la forcella i primi seri problemi, ci sono delle rocce da superare completamente ghiacciate alcune si superano con difficoltà, anche per chi di noi ha indossato i ramponcini.

Il sentiero che sale alla cima dalla forcella è una parete di 180mt che corre in gran parte sulla cresta, su pietre e roccia, ma questa è tutta ghiacciata non possiamo fare troppo affidamento, soprattutto per la discesa.

Purtroppo non abbiamo esperienza di percorsi alternativi, vediamo molti escursionisti che salgono dal crestone dal lato di S.Nazzaro, ne vediamo bene molti e molte capre sulla vetta attorno alla grande croce.

Ma aggirare il Pizzo di Gino fino al crestone dove vediamo salire gli altri, ci imporrebbe un percorso su un sentierino completamente ghiacciato ed esposto verso valle, sotto la parete ghiacciata.

Un NON breve consulto fra di noi (la rinuncia è un grande peso !) e decidiamo di non rischiare ulteriormente, pensando soprattutto alla discesa.

Chissà forse una maggiore conoscenza dei sentieri ci avrebbe aiutato, ma onestamente nelle due cartine dell’ area, le informazioni erano abbastanza contraddittorie (la Kompass 91 e le Strade di Pietra nr.4).

Ritorniamo sui nostri passi fino alla bocchetta di Sengio, più comoda e soleggiata, per pranzare.

Gli sguardi non possono non correre fino alla croce di vetta che ci sovrasta, 180mt, meno di un’ora … se non ci fosse la neve. Ognuno di noi se lo ripete, forse per convincersi.

Ma gli scherzi e le battute tra amici smacchiano ogni cosa, anche la macchia di una sofferta rinuncia.

Un’ ora circa per il pranzo, e quando la sosta è così lunga vuol sempre dire che è piacevole, il tempo è perfetto, la compagnia pure, il panorama a disposizione …. Infinito!

Possiamo scendere per la stessa via, ma per dare un senso “alpinistico” alla giornata, decidiamo di risalire la cresta rocciosa, nella prima parte, fino alla Cima Verta.

Ecco un bel percorso da fare con l’ aiuto delle mani per piccoli tratti, con attenzione tra le rocce poi su prato, ma sempre al limite altimetrico. La vista è veramente impagabile.

Arriviamo sotto la Cima Verta, possiamo aggirarla fino alla bocchetta, oppure ritornare indietro e scendere per riprendere a il sentiero che sale dal Sommafiume (tagliando comunque il tratto ghiacciato sotto la bocchetta).

Decidiamo di scendere al Sommafiume, ritornando indietro sulla cresta per poi scendere fino al sentiero. Oggi è cambiato l’orario, farà buio presto e abbiamo ancora tanto sentiero da percorre.

Il ritorno è sullo stesso percorso, unica cosa simpatica da segnalare, poco sopra il Sommafiume una cerva (con il suo piccolo, il cervino, scoperto solo con lo zoom della fotocamera), ci ha spiato dall’ alto mentre passavamo sotto di lei sul sentiero.

Arriviamo all’ auto abbastanza stanchi, 7,8Km per il ritorno comprensivo del giretto sulla cresta, per un bel totale di 15,7Km e 5h:40m di cammino effettivo.

Un gran peccato, ci mancava proprio la ciliegina sulla torta (o la croce sopra Gino), ma sarà per una prossima occasione, tu Gino aspettaci !

Vi ho tediato anche troppo con le parole, vi lascio alle foto.

 
 
Piccolo riassunto:
Andata : 7,66Km

Ritorno: 7,8 Km comprensivo di giretto per le creste

Totale :   15,5Km al nostro passo 5h:40m di cammino, 7:30 complessive circa

Non ripete il nostro giro, ci sono vari avanti e indietro, leggete il report per le spiegazioni.

 
Molte altre foto, cartine, diario e file-gps sul nostro sito
 
www.girovagando.net    escursione 45
 
 
 

Tourengänger: giorgio59m, roberto59, brown, gimmy

Minimap
0Km
Klicke um zu zeichnen. Klicke auf den letzten Punkt um das Zeichnen zu beenden

Geodaten
 1427.kml KML
 1428.gpx GPX andata,ritorno,waypoints
 1521.kml

Galerie


Slideshow In einem neuen Fenster öffnen · Im gleichen Fenster öffnen

T3
T2
8 Mai 07
Pizzo di Gino (2245 m) · rihu
T2
WS-
2 Mär 14
Pizzo di Gino (2245 m) · Laura.
15 Jul 12
Pizzo di Gino da Giovo · Laura.

Kommentare (2)


Kommentar hinzufügen

heliS hat gesagt: "Fallimenti"
Gesendet am 27. Oktober 2009 um 10:27
Certo, anche i "fallimenti" vanno raccontati, almeno per non sentirci soli nella rinuncia :)
I "fallimenti" per me sono tali solo se non ti sei divertito, se non hai imparato nulla ... insomma: non li considero mai tali. Mi lasciano sempre qualcosa e sono cmq stata in mezzo alla natura.
Le montagne sono li che ci aspettano, quando saliamo su una cima tanto agognata la soddisfazione è ancora maggiore!
Grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza :-)
Buone montagne
S.

giorgio59m hat gesagt: RE:"Fallimenti"
Gesendet am 27. Oktober 2009 um 14:20
Grazie heliS, la penso come te riguardo ai fallimenti, sono parte della vita e quindi fanno parte del crescere, qualunque sia l'età ...
E' un piacere condividere i bei momenti in altura con chi li apprezza :-)


Kommentar hinzufügen»