Stra di Guardie (con la prima neve) - Valli dell'Ogliana


Publiziert von atal , 6. Dezember 2017 um 22:12.

Region: Welt » Italien » Piemont
Tour Datum: 2 Dezember 2017
Wandern Schwierigkeit: T3+ - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 7:00
Aufstieg: 1000 m
Abstieg: 1000 m

La montagna di Beura presenta molte tracce del passato, facilmente raggiungibili, che rendono questa zona particolarmente interessante: forni per la cottura del pane, torchi, una macina, un affresco del '500 e persino la rovina circolare di una fornace per la calce, più iscrizioni e oggetti di uso quotidiano, capaci di evocare il fantasma di un vissuto, per dirlo con le parole di Ivan Guerini. Se poi ci spingiamo nell'appartata valle del Rio delle Rovine, lasciandoci alle spalle le baite rimodernate e i sentieri ancora mantenuti, ci immergiamo in un mondo abbandonato nel silenzio.

Tra questi boschi, il nome dell'Alpe Ruscà, sembra trattenere in sé la sintesi delle fatiche del passato.

Annotazioni
Stra di Guardie è il nome altisonante con cui è noto localmente un vecchio percorso, non segnato sulle mappe, tra l’Alpe Uler (1011 m CNS) e l'alpe Praor, dove passa il sentiero ufficiale per l'Alpe Pozzolo. Le uniche notizie che ho trovato sono quelle riportate sul sito alpi-ticinesi.ch a questa pagina.
 
Il percorso tra Beura e l’Alpe Solìa di Dentro è una comoda e piacevole mulattiera che non presenta difficoltà ed è mantenuto come sentiero natura. I sentieri per l’Alpe Ruscà sono di fatto scomparsi, mentre tra Ruscà e Oler c’è una traccia riconoscibile anche sotto la neve e segnalata da tagli.

La Stra di Guardie, salvo il tratto iniziale nei pressi di Oler, è anch’essa riconoscibile e presenta qualche ometto e dei tagli.

Non ci sono difficoltà particolari anche se il terreno innevato e, a tratti, gelato ha richiesto comunque una certa cautela.

Da Beura a Solìa
Nevica. Ci rifugiamo in un bar con la scusa di un caffè per decidere il da farsi. Il previsto miglioramento è in ritardo ma ormai siamo qui e tanto vale fare almeno un tentativo... Iniziamo a salire la bella mulattiera per l’Alpe Pozzolo. Arrivati ai primi ruderi, lasciamo il percorso per l’Alpe Pozzolo alla nostra sinistra e proseguiamo dritti lungo il "sentiero natura". Arriviamo a Bissoggio (30'), borgata che conta ben due cappelle, due forni comunitari per la cottura del pane e un torchio, tra baite riattate e altre in rovina.

Proseguiamo lungo il comodo sentiero che traversa il versante toccando i ruderi di Slasca e Lugros e attraversiamo il Rio delle Rovine su un ponte di legno. Poco più in basso, si vede il vecchio ponte, dall’aria poco raccomandabile. Dall'altra parte del torrente c'è una vecchia macina abbandonata. Arriviamo in breve a Solìa di Fuori. Il sentiero traversa ancora verso Est e, dopo un tratto dove la vista si apre sul Pizzo di Cortetto, raggiunge Solìa di Dentro.

Fin qui, un comodo percorso e baite ancora utilizzate.

Tempi: 1:30 di cammino

Da Solìa a Uler
Ripercorriamo l’ultimo tratto di sentiero fino ad una pietra con l’indicazione scrostata per Ruscà. Il sentiero, dopo i primi metri, è irriconoscibile e non ci sono tagli che aiutino a orientarsi. Siamo in una ripida faggeta, dove l’unico inconveniente è il terreno gelato sotto la neve. Traversando in salita verso Est incontriamo delle carbonere e quindi i primi ruderi dell’Alpe Ruscà (1015 m IGM). Traversando ancora verso Est, troviamo un secondo gruppo di ruderi (998 m IGM). Proseguendo nella medesima direzione si individua una traccia sul terreno, segnalata anche da qualche taglio, che traversa fino a superare un canalino laterale per poi giungere ad una biforcazione. Prendiamo la traccia che scende verso il Rio delle Rovine, che superiamo senza problemi intorno ai 960 m di quota. Sempre seguendo i tagli, traversiamo in salita verso Ovest arrivando sotto i ruderi di Uler (Rabbini: Oler; quota 1011 m IGM).
Diverse incisioni portano tutte la data del 1908.

Tempi: 1:20

Stra di Guardie
Salendo il pendio alle spalle dell’alpe, si incontra una traccia evidente che traversa in direzione Est, probabilmente per arrivare all'acqua. Poco più in alto si trova un sentiero, segnalato da qualche ometto e da tagli, che risale con alcune svolte il pendio fino ad arrivare alla base di una zona rocciosa, dove traversa a Ovest immettendosi su una cengia con muro di sostegno. Il sentiero attraversa un canale e si immette su una seconda cengia, larga in alcuni punti un paio di metri, molto panoramica, che porta in un vallone imboscato. Qualche decina di metri più in basso si vede una vecchia fornace. Poco più in alto, con un ripido traverso seguito da un tornante (resti di muretto), la traccia immette sul sentiero per l’Alpe Pozzolo in corrispondenza di un colletto a circa 1270 m di quota, sulla dorsale a monte dell'alpe Praor (il nome è presente solo sulla Mappa Rabbini).

Tempi: circa 1 ora

Il ritorno
Percorriamo in discesa il sentiero segnalato, già noto da precedenti visite.

Sono sempre di grande fascino il gruppo di ruderi dell'alpe Praor (1227 m IGM) e la coppia di grandi rustici, ancora in buono stato, che costituisce il nucleo inferiore dell'Alpe Provo (984 m IGM).

All'Alpe Caggiani (477 m) o, meglio, Ca d'Giani, tra i grandi edifici con terrazze situati a nord del sentiero, si possono vedere un forno comunitario del 1846 e i resti di un vecchio torchio.


Link alla relazione di Ferruccio:


Tourengänger: atal

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Kommentare (4)


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jkuks hat gesagt:
Gesendet am 7. Dezember 2017 um 17:27
bellissime montagne, con evidenti segni di antropizzazione del passato. meno note delle evidenti cime dei dintorni, meritano di essere conosciute ed apprezzate.
ciao

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 8. Dezember 2017 um 09:05
Grazie del commento. Sono posti interessanti, perfetti per una giornata come quella di sabato scorso. Ciao

ChristianR hat gesagt:
Gesendet am 8. Dezember 2017 um 09:15
Una nuova prova che il paradiso non è sempre dall'altra parte della Terra. Spesso è più vicino, ma paradossalmente, più difficile da raggiungere.

Fermo filosofia per oggi.

atal hat gesagt: RE:
Gesendet am 8. Dezember 2017 um 09:53
Grande Christian! Sottoscrivo la tua pillola di saggezza.
E aggiungo che la carriola di legno scoperta per caso in una baita vale più di tanti musei...


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