Pizzo d’Orsirora (2603 m) con le racchette da neve


Publiziert von siso Pro , 11. Juni 2017 um 21:30.

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum:10 Juni 2017
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-TI   CH-UR   Gruppo Pizzo Lucendro 
Zeitbedarf: 6:15
Aufstieg: 613 m
Strecke:Imbocco sterrata per la Diga del Lago di Lucendro (2096 m) – Mottolone (2180 m) – Cassina di Giacobbe (2157 m) – Lago d’Orsino (2286 m) – Lago superiore d’Orsino (2388 m) – Passo d’Orsino (2565 m) – Pizzo d’Orsirora (2603 m).
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Autostrada A2, uscita Airolo – Passo del San Gottardo – Parcheggio all’inizio della strada per la Diga del Lago Lucendro (2096 m).
Unterkunftmöglichkeiten:Albergo San Gottardo Ospizio
Kartennummer:C.N.S. No. 1251 – Val Bedretto - 1:25000; C.N.S. No. 1231 – Urseren - 1:25000; C.N.S. No. 255S – Sustenpass – 1:50000.

Ritorno dopo sei anni al Pizzo d’Orsirora, questa volta con le ciaspole. Non c'è due senza tre: dopo aver visto e apprezzato questi versanti innevati, mi ripropongo di risalirli pure con gli sci.

Il Pizzo d’Orsirora è una cima poco rilevante, nascosta dal suo contrafforte orientale, che al contrario è ben visibile dal versante destro della Valle del San Gottardo, in particolare dall’Alpe di Fortünéi. Molto più noti sono gli splendidi laghetti di circo glaciale che cingono questa montagna ad est: il Lago d’Orsino, il Lago d’Orsirora e i Laghi della Valletta. Sono tappe del frequentato anello escursionistico ben illustrato da un pieghevole della collana “Laghetti alpini ticinesi”, edito dalla Banca del Gottardo.

 

Inizio dell’escursione: ore 5:40

Fine dell’escursione: ore 12:00

Pressione atmosferica, ore 9.00: 1020 hPa

Temperatura alla partenza: 6°C

Temperatura all’arrivo: 13°C

Isoterma di 0° alle 9:00: 3700 m

Velocità media del vento: 0 km/h

Sorgere del sole: 5:32

Tramonto del sole: 21:18

 

Come d’abitudine arrivo al Passo del San Gottardo poco prima dell’alba. Desidererei raggiungere in auto la Diga del Lago di Lucendro, ma una sbarra di legno con un cartello di divieto mi bloccano all’imbocco della stradina sterrata, fiancheggiata da muraglioni di neve.

Parcheggio su uno slargo infangato, all’inizio della Valletta di San Gottardo, a circa 2095 m di quota. È un altro punto di partenza per la salita al Pizzo Lucendro, in alternativa al Lago di San Carlo. Una coppia di sciatori ha pernottato in auto, nell’attesa delle prime luci dell’alba, per affrontare la classica ascesa sci alpinistica.

In una dozzina di minuti arrivo alla diga, quindi seguo la stradina asfaltata che gira attorno al Mottolone (2180 m). Alla baracca dei tecnici, controllori degli impianti della diga, sono accolto da un cane pastore bernese che avvisa tutti della mia presenza.

Sul versante nord del Mottolone la stradina è nascosta, come sempre fino alla fine della primavera, da ripidi nevai. Sono costretto a risalire il motto lungo la cresta, per poi perdere quota su un nevaio meno ripido, fino ad imboccare il sentiero che a mezza costa conduce alla Cassina di Giacobbe (Ciacobbe o Giacobi su alcune carte topografiche).

Un ponte di neve mi crea qualche difficoltà, che risolvo scalando il muro di sostegno del sentiero. Superata una presa d’acqua, costruita sul Riale della Passera o Riale d’Orsirora, mi rimangono circa 440 m lineari per arrivare alla Cassina di Giacobbe. Riprendo a salire seguendo alla sinistra il Riale di Giacobi (Orsinobach), verso l’evidente sella. Il sentiero estivo aggira invece il promontorio roccioso, alla destra salendo. Sono le sette: sorge il sole, la temperatura si alza velocemente ed il paesaggio si vivacizza regalandomi scorci straordinari. Il circo glaciale che ospita il Lago d’Orsino (2286 m) è completamente innevato; qui sarebbe bello avere gli sci. La coltre di ghiaccio che ricopre il bacino si sta rompendo ai bordi liberando dei magnifici laghetti con varie tonalità di verde, che mi balzano agli occhi come un distillato di acqua cristallina, erbe alpine e cieli primaverili. Fra qualche giorno attireranno gli appassionati di pesca, allettati dalla pregiata trota iridea (Oncorhynchus mykiss).

Applico le racchette da neve e risalgo il costolone fino al Lago superiore d’Orsino (2388 m).

Osservo con attenzione il promontorio roccioso che viene indicato come Pizzo d’Orsirora. Visto da qui non è così mansueto come sembrerebbe da lontano.

Abbandono il sentiero che consente di effettuare la classica gita famigliare del giro del laghetti Orsino – Orsirora – Valletta e mi alzo di quota in direzione di un ripido canalone. Come sempre, la fatica varia in base alle scelte che si fanno lungo il tragitto. Se si vuole tagliare parte del percorso, le salite sono più dure; se si sceglie di seguire la via più lunga e meno ripida, lo sforzo è minore. Le buone condizioni della neve mi invitano a scegliere la via diretta. Il rampone delle racchette fa buona presa nella neve già leggermente ammorbidita; al primo gradino segue un terrazzo, poi un secondo gradino più lungo e più erto del precedente. Alla quota di 2540 m pervengo ad un magnifico pianoro, dal quale vedo immediatamente il Passo d’Orsino (2565 m) e la vetta che desidero raggiungere.

Da questo valico alpinistico posso osservare la strada del Passo della Furka e una delle cime più gettonate dagli sci escursionisti: gli Stotzigen Firsten (2759 m).

La meta odierna è a 250 m di distanza e a circa 40 m più in alto. Tolte le ciaspole, percorro le ultime decine di metri su macigni e rocce affioranti, prima di poter affermare Pizzo d’Orsirora (2603 m) geschafft!
 


L’omino di pietra non contiene il libro di vetta, ma poco importa. A sud del pizzo si estende una plaga, ancora completamente coperta dalla neve, di cui ci si potrebbe innamorare. Una serie di ometti di pietra, di ottima fattura, invitano il viandante a seguire la bellissima e facile cresta che funge da confine tra Ticino e Uri.

 

Per la discesa gradirei compiere un anello passante dal Passo d’Orsirora (2528 m) o Gatscholalücke, ma per questioni di sicurezza (la neve sta diventando pappa) ritorno a valle seguendo le orme che ho lasciato.

La racchettata si conclude dopo 6 h 15 min dalla partenza con il benaugurante brindisi con una flüte di spumante: prosit!

 

Interessantissimo pizzo, a torto poco frequentato sia dai ciaspolatori che dagli sciatori. Il periodo propizio per raggiungerlo si limata a una decina di giorni, a partire dalla riapertura stagionale del Passo del San Gottardo (normalmente la terza settimana di maggio). Conviene fissare la partenza dalla Cascina di Rodont (1969 m), ubicata sulla vecchia strada del Passo del San Gottardo.

 

Tempo di salita: 3 h

Tempo totale: 6:15 h

Tempi parziali

Imbocco sterrata per la Diga del Lago di Lucendro (2096 m) – Cassina di Giacobbe (2157 m): 1 h 10 min

Cassina di Giacobbe (2157 m) – Pizzo d’Orsirora (2603 m): 1 h 50 min

Dislivello in salita: 613 m

Sviluppo complessivo: 10,2 km

Difficoltà: T3/WT3

Coordinate Pizzo d’Orsirora: 683.275 / 159.085

Copertura della rete cellulare: buona

Libro di vetta: no


Tourengänger: siso


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Kommentare (2)


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Daniele66 hat gesagt:
Gesendet am 11. Juni 2017 um 21:40
Bella ma pensi che sia ancora fattibile con gli sci..........o troppo portage? ancora complimenti.....Daniele66

siso Pro hat gesagt: RE:
Gesendet am 11. Juni 2017 um 21:55
Dal Lago d'Orsino (o poco sotto) sarebbe ancora fattibile. Ma chi ha voglia di portare gli sci da 1969 m a 2200 m di quota?
Non è impossibile, comunque bisogna essere molto motivati. I pendii in alto sono molto invitanti: con neve sicura sono veramente piacevolissimi!
Il paesaggio è meraviglioso e poco sfruttato in confronto alla Fibbia / Lucendro.
Grazie Daniele, a presto!
siso.


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