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Traversata Cannobio-Cambiasca: „Via delle colline“ (via Trarego Manegra Esio)


Published by tapio , 29 December 2013, 14h46.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:27 December 2013
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 8:30
Height gain: 1410 m 4625 ft.
Height loss: 1334 m 4376 ft.
Route:28 km. Dettaglio: Cannobio, Punta Amore (214 m) – Solivo (400 m) – Molineggi (454 m) – Viggiona (686 m) – Cheglio (687 m) – Trarego (771 m) – Ponte sul Rio di Cannero (537 m) – aggiramento frana – Oggiogno (515 m) – Donego (420 m) – aggiramento frana di Barbé – Barbé, inizio sentiero per Artivio (365 m) – bivio per Rancone (665 m) – Artivio (770 m) – P.895 – Alpe Casola (883 m) – Alpe Scimige (952 m) – Manegra (883 m) – Luera (818 m) – Val Luisina – Piantello (750 m) - Esio (700 m) – Esio, Via Pree – Alpe Pre (509) – passaggio selvaggio sopra il T. San Giovanni – ponte sul S. Giovanni (370 m) – Pontaccio – Ponte Nivia (408 m) – Ramello (329 m) – Cambiasca (290 m)
Access to start point:Cannobio è situata sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, a 5 km dalla Svizzera (Brissago) e a 20 km dal capoluogo (Verbania).
Access to end point:Cambiasca confina con il capoluogo Verbania ed è la porta della Valle Intrasca
Maps:map.geo.admin.ch / Cartine Zanetti foglio 54 (Parco Nazionale Val Grande)

Dopo le nevicate di Natale e di Santo Stefano e la conseguente situazione critica in quota decido per una gita senza neve: ci sarà tempo dopo che l’assestamento avrà prodotto i suoi benefici effetti, le montagne bianche non scappano…

Scelgo una gita  che avrebbe dovuto essere “molto tranquilla” (non oltre il T2 nelle intenzioni), ma che alla prova dei fatti si è dimostrata ben diversa, anche se non nella totalità del percorso. Per questo motivo evito di indicare la difficoltà globale: chi avrà la pazienza di leggere la relazione troverà, tratto per tratto, la valutazione puntuale, tenendo conto altresì che la gita si è svolta comunque in condizioni particolari, cioè dopo 3 giorni di forti piogge. Le difficoltà indicate possono essere ridotte scegliendo combinazioni di itinerario diverse (per es. lo scabroso tratto tra Esio e Ponte Nivia può benissimo essere evitato proseguendo da Esio su strada e via Bureglio si arriverà comunque in Valle Intrasca in territorio di Ramello)

Cannobio – Viggiona – Trarego

Parto da Cannobio (dal parcheggio sito all’ inizio di Via Valle Cannobina) e raggiungo Casali Amore, cominciando la salita verso Solivo. Questo tratto è da qualificarsi T1 con punte di T2 dove la strada lascia il posto al sentiero boschivo (sempre ottimamente lastricato), in particolare da Molineggi in poi, visto che talvolta risulta scivoloso a causa dei predetti motivi.  Da Viggiona a Trarego, via Cheglio il percorso si svolge per lo più su strada, quindi si ritorna nuovamente al T1.

Trarego – Oggiogno

Da Trarego intraprendo il sentiero che scende nel bosco e subito un primo messaggio annuncia “sentiero senza protezioni”: vabbè, che sarà mai? Fino al ponte sul Rio Piumesc tutto tranquillo. Subito dopo, la prima sorpresa di giornata: il sentiero è interrotto a causa di una frana (i messaggi di interruzione avrebbero potuto metterli già a Trarego, non sarebbe stato difficile, no?). Supero comunque lo sbarramento ma la frana appare davvero invalicabile, visto che si dovrebbe passare su nuda roccia a picco sul torrente. Esiste però una “deviazione a servizio all’area di cantiere” che aggira la frana verso destra salendo in alto. Forse mi sfugge qualcosa, comunque ad un certo punto la deviazione si interrompe. Mi dirigo quindi “ a naso” in discesa verso il sentiero precedentemente interrotto e perdendo quota su terreno boschivo libero (T3 / T3+), lo raggiungo, evitando anche di essere investito dal materiale che una ruspa sta muovendo (forse la costruzione di un nuovo passaggio più alto…). Dopo aver superato alcune transenne provvisorie ed aver incontrato il sentiero che scende da Colle (appena sotto Malpensata c’è una magnifica visuale sulla cresta Est, rocciosa, della Cima di Morissolo) raggiungo Oggiogno. Il sentiero nell’ultimo tratto è diventato un letto di ruscello, spero provvisorio anch’esso.

Oggiogno – Donego – Barbè

Il percorso si svolge su strada asfaltata, ma nel tratto Donego-Barbè una galleria è ostruita da ambo i lati da una frana (la cosa non è recente, e pare che si sia rinunciato totalmente a ripristinare lo status quo ante; probabilmente la zona è troppo a rischio: la circolazione automobilistica per Donego e Oggiogno avviene via Cannero e non più, da anni, via Oggebbio). Vicino alla galleria c’è un sentierino molto ripido, dotato anche di corde (T3+) che aggira sia la galleria (in realtà sono due gallerie) sia la frana e scende sul versante opposto, poco sopra Barbè.

Barbè – Alpe Casola – Manegra

Evito di scendere nel paese di Barbè, da cui avrei potuto raggiungere Gonte e proseguire via Novaglio, Deccio etc etc per sbucare a Intra, e salgo invece su buon sentiero in direzione Piancavallo, con l’intenzione di deviare verso l’Alpe Casola. Il sentiero è abbastanza univoco, ma mancano del tutto le segnalazioni. Così, dopo aver raggiunto Artivio, continuo a salire ma in prossimità di alberi segnati in rosso devio a sinistra, mancando così l’Alpe Pieggio e dovendo percorrere un tratto senza sentiero (T2+) che mi immette però su di una bella mulattiera pianeggiante (anche se con parecchi alberi caduti che ostruiscono il passaggio). Questa in breve mi conduce all’Alpe Casola, bellissimo balcone sul Verbano ed in particolare su Luino. Da qui su ampia sterrata raggiungo facilmente Manegra.

Manegra – Luera – Esio

A Manegra, su di un bel prato faccio una breve pausa pranzo, dopo circa 5 ore e 30’ di marcia ininterrotta. Poi riprendo la marcia e a Luera decido di dirigermi verso Esio, percorrendo il sentiero della Val Luisina, come l’idea originaria prevedeva (pronto comunque in ogni momento a cambiare programmi, a seconda delle condizioni e del procedere delle ore). I molti alberi caduti e l’estrema scivolosità del terreno non consentono, ad oggi, di indicare meno di T3. In altra stagione non escludo che la valutazione possa essere diversa. Dopo aver passato Piantello, sbuco al cimitero di Esio e, dopo aver percorso in discesa le stradine del paesino, intraprendo l’ultima parte della camminata, la più ostica.

Esio – Ponte Nivia – Cambiasca

La carta riporta un’esile traccia che da Esio scende verso la Valle Intrasca ed il letto del Torrente San Giovanni in direzione WSW. La traccia passa da una località chiamata Alpe Pré. Quando, tra le vie del paesino, intravedo una certa Via Pree, mi ci butto a capofitto. Inizialmente il sentiero è ben visibile, anche se non segnalato. Quando arriva alle rovine dell’Alpe Pree, si perde (o almeno, io l’ho perso). Supero verso sinistra parecchi ruscelli in piena su traccia evanescente e scivolosissima (T5 alle condizioni attuali), e al di sotto ci sono sempre le forre del San Giovanni... Arrivato, dopo parecchie peripezie, sul letto del fiume, trovo inizialmente una costruzione dell’Enel che comprende forse un ponte tibetano. Ma in realtà è solo un filo, e la larghezza del fiume qui è di circa 20 metri. Procedo sulla sinistra idrografica e all'improvviso, con mia grande sorpresa, mi si para davanti un esile ponticello in cemento, dall'aspetto poco invitante. Le Pianezze sono ancora lontanissime, e l’oscurità sta per arrivare, per cui attraverso senza indugi e svolto a sinistra subito dopo il ponte. Sbuco non so come in zona Pontaccio (mentre la traccia su carta dice che sarei dovuto arrivare al fiume molto più a Nord). Dopo un ulteriore errore che mi avrebbe portato a tentare il guado su di un ulteriore riale in piena (???...non ce ne dovrebbe essere un altro… scoprirò poi che si tratta del Nivia che scende da Intragna) recupero la precedente esile traccia verso destra e con un’ultima salita sbuco FINALMENTE sulla provinciale della Valle Intrasca proprio in prossimità del bivio per Intragna, cioè poco prima del Ponte Nivia. L’oscurità comincia davvero ad incombere, ma ormai sono fuori dai problemi. Restano solo i circa 5 Km sulla provinciale, passati i quali giungo a Cambiasca, dove la gita termina. Il ritorno a casa avviene in auto grazie ad un accordo precedente.

Conclusioni

Come si vede, non è necessario scegliere percorsi di cresta per trovare dell’avventura. Mi rimane la voglia di ri-esaminare il percorso Esio-fondovalle della Valle Intrasca, magari in senso contrario e sicuramente in altra stagione e situazione. Per il resto le possibilità e le varianti sono infinite, quindi è possibile partire dallo stesso punto e giungere allo stesso arrivo combinando a piacere le tratte. E in questo risiede il fascino di questi percorsi.

 

 


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Comments (16)


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bigblue says: appuntamento al buio...
Sent 29 December 2013, 17h21
...."eccheggiro".......ho capito....solo perchè avevi appuntamento a Cambiasca :-)
Comply
Ciao
Pia

tapio says: RE:appuntamento al buio...
Sent 29 December 2013, 18h50
Ciao Pia, grazie...! Diciamo che l'appuntamento di Cambiasca è stato creato apposta per permettermi di fare questi due passi... Meglio non perdere l'allenamento... e poi c'erano le calorie natalizie da smaltire :-)

Ciao, Fabio

gbal says:
Sent 29 December 2013, 18h44
Ottima e dettagliata la tua guida turistica di questo lungo giro cominciato all'insegna della tranquillità ma che ha guadagnato parecchi punti di difficoltà strada facendo.
E' che non sembra il percorso dove uno dice: "Beh, semmai torno indietro!"
Complimenti

tapio says: RE:
Sent 29 December 2013, 18h55
Grazie Giulio! Esattamente come dici tu: da un certo punto in avanti, non vale più la pena tornare indietro. Certo che potendo combinare diversamente la percorrenza, avrei preferito trovare le difficoltà all'inizio e poi chiudere sul tranquillo. Ma va bene così, ormai è andata...

Ciao, Fabio

patripoli says:
Sent 29 December 2013, 21h26
Con tutta questa neve....non riesco proprio ad immaginarti in giro a piedi!
Ciao.
Patrizia

tapio says: RE:
Sent 29 December 2013, 21h51
È proprio perchè è mia intenzione sfruttare al meglio tutta questa neve, che per questa volta ho rinunciato...
Ciao Patrizia, grazie per la fiducia...

Fabio

Seeger says: Neue Wegpunkte
Sent 30 December 2013, 12h16
Hallo Fabio
Da hast Du uns aber wieder recht neugierig gemacht mit Deinen 8 (!!!) neuen Wegpunkten :-))
Gruss vom Appenzellerland
Andreas

tapio says: RE:Neue Wegpunkte
Sent 30 December 2013, 16h28
Hallo Andreas,
Danke sehr für deinen Kommentar! Ich denke, dass ein paar deren nach deinem Geschmack gewesen wären…
Liebe Grüsse vom Langensee
Fabio

coral54 says:
Sent 30 December 2013, 12h56
Anch'io,circa un mese e mezzo fa,ho fatto le tue stesse considerazioni riguardo la segnaletica della frana sul Rio Cannero.Ci sono cascato in pieno con conseguente laborioso e faticoso aggiramento,che ha rischiato di farmi perdere il battello a Cannero.Purtroppo solo saltuariamente faccio relazioni sulle escursioni,e mi rendo conto che in questo caso avrebbe potuto essere utile.
Ciao Buon Anno
Alfredo

tapio says: RE:
Sent 30 December 2013, 16h36
Ciao Alfredo,
mi fa piacere di non essere l'unico ad averla pensata in quel modo. La cosa strana è che in senso opposto (da Oggiogno a Trarego) i cartelli ci sono, e anche abbondanti, e sono situati a pochi minuti dal paese.
Sì, se ci fosse stata una tua relazione riguardante questi posti, l'avrei sicuramente tenuta presente e avrei quindi pensato l'itinerario in maniera diversa.
Anche io ogni tanto mi sono fatto degli scrupoli a pubblicare alcune relazioni, ma poi è sempre venuto fuori che potevano avere la loro utilità per qualcun altro, per cui di norma cerco di pubblicare sempre (a parte naturalmente i giretti fuori porta...).
Buon Anno anche a te, ciao, Fabio

wildfrog says: Ultimo tratto
Sent 1 January 2014, 18h27
Ciao
Complimenti per il giro, davvero lungo e faticoso.
Interessante, per me, soprattutto l'ultimo tratto. Una delle cose che ho iniziato e che un giorno forse terminerò è l'esplorazione del versante orientale della Valle Intrasca.
L'esile ponticello in cemento di cui parli arriva subito dopo uno sbarramento sul torrente dell'Enel? Quando l'hai attraversato e girato a sinistra hai trovato una casa (bianca mi pare) in stato di semi abbandono?
Se non ho capito male sei tornato al ponticello per poi proseguire dritto quindi sbucare sull'asfalto poco prima del Ponte Nivia?

Se avessi una traccia GPS mi sarebbe davvero utile
Grazie e Buon 2014!
Andrea

PS: se avessi voluto solo chiudere il giro senza problemi a Esio avresti dovuto prendere il sentiero segnato e tranquillo che scende verso il Piano di Aurano per poi prendere la provinciale poco prima del Ponte Laura.
In realtà avresti avuto - a mio parere - anche un'altra soluzione "sul lato oscuro" ma la devo approfondire :-)))

tapio says: RE:Ultimo tratto
Sent 1 January 2014, 19h36
Ciao, grazie, e complimenti a te, dal tuo messaggio si evince una conoscenza davvero approfondita della Valle Intrasca! È esattamente come dici tu: il ponticello in cemento è abbastanza vicino allo sbarramento dell'Enel. Dopo averlo attraversato, girando a sinistra c'era la casa bianca abbandonata e, se non ricordo male, anche altre costruzioni un po' più avanti, sempre abbandonate. Aggirate le costruzioni, avevo, di fronte a me la strada provinciale, separata però da un ulteriore fiume, il Nivia, e due pendii abbastanza scoscesi, soprattutto quello oltre il fiume, che risale sulla provinciale.
Come hai giustamente dedotto, sono tornato indietro in direzione del ponticello e un attimo prima di arrivarci sono salito su una traccia debole ma visibile che porta alla provinciale, una cinquantina di metri prima del Ponte Nivia.
Riguardo alle altre due soluzioni "sul lato oscuro", non ne conoscevo nessuna. La prima, però, era sulla carta: l'ho esclusa solo perchè "tornava a Nord" mentre la mia meta era "a Sud" (Cambiasca). Sulla seconda aspetterò i tuoi approfondimenti... attualmente non mi pare un periodo troppo indicato per fare ricerche, almeno fino a quando non arriverà un fase un po' più asciutta. Più mi avvicinavo al letto del fiume, più trovavo terreno cedevole...
Per quanto riguarda la traccia GPS...: non nego l'utilità dello strumento in certe situazioni (nebbia, terreno sconosciuto etc etc), ma personalmente non lo uso, quindi purtroppo non dispongo di nessuna traccia.
Grazie ancora e Buon 2014 anche a te!
Fabio

wildfrog says:
Sent 1 January 2014, 20h53
ciao
grazie della risposta e degli auguri!

"conoscenza approfondita" mi pare decisamente troppo...

Le due soluzioni sono rappresentate da due tracce che corrono lungo le pendici del Monte Cimolo partendo da sopra Ramello. Le ho percorse entrambe partendo da lì ma solo fino ad un certo punto in quanto più avanti si va, più le difficoltà aumentano. Una è marcata con delle fettucce ma ho desistito incontrando un brutto scarico che si era mangiato via il sentiero (e in più si era fatto tardi) mentre l'altra si perde proprio e ci dovrò ritornare con più tempo e calma.

Un altro aspetto interessante è che dalle parti del ponticello ho iniziato a percorrere una traccia che dovrebbe raccordarsi - salendo - con la più bassa delle due ma alberi caduti (già un anno fa rappresentavano un grosso problema figurati adesso con l'epidemia di crolli che abbiamo avuto - vedi ad esempio il sentiero Cicogna Pogallo ormai impercorribile) mi avevano fatto desistere (poi pioveva...). Ti dirò di più, in realtà c'è un altro punto da dove si potrebbe risalire ma anche qui gli alberi caduti e la pioggia mi avevano stoppato.

La tua esperienza è interessante in quanto la più bassa credo finisca proprio a Pre (e forse il cammino da te percorso è proprio la sua prosecuzione) mentre la più alta si dovrebbe intersecare col sentiero che da lì sale ad Esio.

In merito all'avventura alle porte di casa... la prima traccia di cui ho parlato l'ho trovata facendo un giro a caso dopo aver portato mia figlia a fare i compiti da una sua compagna di Ramello! Fa un certo effetto fare una cosa "normale", immergersi immediatamente in una tipica esplorazione con le tensioni, le ansie (ma anche le soddisfazioni) del caso e poi tornare di botto alla quotidianità :-)))))

ciao e grazie

PS: GPS, strumento utile soprattutto se devi tornare alle responsabilità della "vita normale" di cui sopra, sai quante ne sentivo da mia figlia se mi perdevo? :-)))))))))

tapio says: RE:
Sent 1 January 2014, 21h26
Grazie a te per tutte le considerazioni che hai voluto condividere: il lato oscuro della Valle Intrasca è davvero interessante e merita sicuramente di essere esplorato senza fretta ed in situazioni adatte (meteo, minore umidità, ed avendo tempo a disposizione). Non mancheranno le occasioni... :-)))

Ciao, Fabio

veget says:
Sent 1 January 2014, 21h40
Ciao Fabio,
Innanzi tutto Auguri per il nuovo Anno.. "bela sgamelada" come da par Tuo.. Tracciati in parte scomparsi o abbandonati...solo la determinazione e la curiosità....e l'ingegno contribuiscono alla riuscita di molte imprese... Complimenti...
Nel nostro piccolo qualche anno fa , con il gruppo "club de la Madona" , abbiamo percorso da Intra , Cannobio, sul tracciato più basso, Zoverallo. Trinità Gonte,Oggiogno ,Trarego Cannobio , più semplice ma abbastanza lungo....un po' dimenticato , ma esistente!!
Scusa la divagazione.
Cari saluti
e Buona Continuazione
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 2 January 2014, 09h01
Ciao Eugenio!
Grazie mille e tanti Auguri anche a Te! La variante da Te citata era una delle alternative da tenere presente in caso di quota neve più bassa: ma non ce n'è stato bisogno... Certo che anche quella percorsa da Voi è stata una "bela sgamelada": i chilometri ci sono, eccome!
Cari saluti anche a Te,
ciao, a presto,
Fabio


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