Albaredo: le Alpi di Vesenda


Published by cai56 , 10 February 2024, 15h46. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 8 February 2024
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:45
Height gain: 1067 m 3500 ft.
Height loss: 1067 m 3500 ft.
Route:Parzialmente circolare 17,46 km
Access to start point:Da Milano a Morbegno lungo le statali 36 e 38; seguendo le indicazioni per il Passo San Marco si percorre la statale "Transorobica" finchè si oltrepassa Albaredo. Poche centinaia di metri oltre un tornante verso sinistra si imbocca una stradina a destra (svolta difficoltosa) presso alcune baite, in direzione della Chiesetta della Madonna delle Grazie. Parcheggio in tre piccoli piazzali nei pressi del tempio. In inverno la stradina è chiusa per pericolo di ghiaccio: parcheggiare al tornante successivo della statale.

Il torrente Bitto sfocia con un'unica asta nell'Adda poco a nord di Morbegno, sempre in unico alveo attraversa la città e per qualche centinaio di metri risale in forra verso sud; a monte si divide nei due rami principali di Gerola e di Albaredo. Le due vallate principali rimangono divise dalla dorsale Monte Verrobbio-Pizzo Berro in comune di Bema. Il Bitto di Albaredo, che scorre sempre profondissimo ed attraversato da un solo ponte, raccoglie i molti ruscelli discendenti dai pascoli alti dell'ampio anfiteatro meridionale. La maggior parte degli alpeggi si è sviluppata nel versante orientale (Albaredo), che vanta miglior esposizione soliva, tuttavia qualche rara casera è presente anche sul versante di Bema; modernamente è stata aperta una pista agro-silvo-pastorale a partenza da Bema, ma un tempo l'accesso avveniva solo da Albaredo seguendo il percorso di questa escursione. 
Tutto il tragitto, in assenza di neve, è visibilmente bollato bianco/rosso e sono presenti, agli incroci principali, paline indicatrici che spesso però risultano incomplete e mal direzionate; in inverno, a parte qualche rischio di valanga in un paio di punti, la neve può rendere difficile l'orientamento in diverse occasioni. Inoltre molte mappe sul web non riportano l'esistenza delle Alpi di Vesenda. 

Dalla chiesetta della Madonna delle Grazie si segue l'antico tracciato della Via Priula (percorso commerciale che univa Morbegno a Bergamo) scendendo con comodi tornanti sul fondovalle oscuro di Pedena: oltrepassate le baite della Riva ed un primo ponte, ci si avvicina al secondo affiancando i resti di una vecchia segheria ad acqua. Si attraversa il torrente andando a risalire l'opposto versante in un fitto bosco che, tramite altri nuovi tornanti, riporta alla luminosità del Dosso Chierico, un'ordinata serie di baite sul filo di un crestone roccioso. Subito si presenta un bivio: si trascura a sinistra il proseguimento della Via Priula e si procede lungamente a destra per un comodo tracciato a saliscendi che si addentra nella vallata. Ad un bivio successivo si volge a destra su quella che sembra la traccia principale (questa non è comunque una zona di alta frequentazione turistica) e si scende al Bitto che qui viene scavalcato da due ponti - uno evidentemente pericolante - e le cui acque vengono captate a scopo idroelettrico. Un cartello avverte del rischio di caduta massi, ma, come si potrà vedere dai detriti al suolo, il pericolo maggiore nelle giornate di vento è il crollo di alberi e frammenti di grossi rami [Nelle Valli del Bitto è particolarmente marcato il deperimento degli abeti rossi a causa dell'infestazione da Bostrico]. La mulattiera (i lunghi muri di sostegno a valle e protezione a monte ne denotano l'antica importanza) prosegue per un lungo tratto pianeggiante tornando verso nord, poi inserisce una serie di ripidi e stretti tornanti prima di un nuovo traverso; un'ultima salita - quasi 200 metri di dislivello - accompagna ad uscire sugli erti prati della Casera Melzi. Alle baite giunge anche una diramazione della pista forestale proveniente da Bema, ma, prima di raggiungerla, ad un vicino tornante, si imbocca verso l'esterno della curva un sentiero diretto a sud (bolli, ma non indicazioni). La via, larga e comoda, prosegue per lungo tratto pianeggiante, ma, dopo il guado della Valle di Reggio, sale decisamente fino al bivio col sentiero per la Baita Aguc (nei pressi della dorsale Dosso Cavallo-Pizzo Berro): si continua a sinistra - diritto - raggiungendo la vastissima e scoscesa radura dell'Alpe Vesenda Alta. Per il momento da qui non è possibile proseguire, ma è previsto il passaggio della nuova "Ciclovia del Bitto", che proprio in questi mesi viene aperta dalle ruspe con criteri, metodi e caratteristiche a dir poco discutibili. Dalle baite, con tornante a gomito ed un paio di traversi, si scende il pendio sottostante (pericolo di valanga) e si rientra nel bosco; qualche curva al coperto, poi si esce nuovamente all'aperto sui prati meno impervi dell'Alpe Vesenda Bassa. Esiste, ed è segnalato, un sentiero che, attraverso l'Alpe di Orta Vaga, va a ricongiungersi alla Via Priula, ma in presenza di neve non è identificabile sul terreno. Proseguendo oltre l'edificio della stalla, si scende gradualmente a margine del bosco, per rientrarvi all'altezza dell'area picnic - abbandonata e degradata - dedicata all'osservazione degli alberi monumentali qui localizzati: purtroppo l'esemplare più significativo, un abete bianco valutato di circa 350 anni, è morto (in un passaggio di 10 anni fa era chiaramente già in uno stato agonico); rimangono pochi altri abeti e qualche faggio di cospicuo aspetto. Il sentiero, sconnesso e a tratti paludoso, prosegue poi nel pascolo fino ad un guado con passerella in massi di pietra; sulla riva opposta si ritrova una buona mulattiera nel bosco che, lungamente in lieve e costante discesa, oltrepassa una fonte ("Acqua della Contessa") andando a raggiungere il bivio per i ponti sul Bitto. Da qui lungo la via di andata.

Hike partners: cai56, chiaraa
Communities: Hikr in italiano


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T2
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23 Nov 14
Rifugio Alpe Piazza · caco

Comments (2)


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Sent 11 February 2024, 10h43
Sempre percorsi originali e molto "immersi" nelle realtà locali. Dimostrano una grande conoscenza delle zone.
Un gran bel giro, complimenti, da copiare !

cai56 says: RE:
Sent 11 February 2024, 15h35
In effetti conoscenza cinquantennale..., ma capita spesso - cercando bene - di trovare qualcosa di nuovo. Grazie Ciao


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