Bella vita e guerre altrui: passeggiate a Berlino - 2


Published by andrea62 , 29 August 2019, 07h15.

Region: World » Germany » Norddeutsches Tiefland
Date of the hike:20 August 2019
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Time: 2 days
Maps:Nel Parco Sanssouci vendono la mappa 1:5000 (superflua)

Per prima cosa visitiamo due parchi dove camminare, alternando il walking alla visita di castelli reali. Nel parco di Charlottenburg a Berlino, semi-centrale, si può camminare per un’oretta. Il parco Sans Souci che si trova a Potsdam è più grande, ricco di viali e vialetti dove perdersi e può impegnare un paio d’ore, più le visite.
 
Potsdam sta a Berlino come Monza sta a Milano: si trova a pochi chilometri dalla grande città e ha un parco con al suo interno i palazzi dei Re. I palazzi sono più di uno però manca l’autodromo, ma negli anni venti del Novecento vi organizzavano le prime corse in automobile.
 
A Berlino invece anche lì gli operatori turistici si ingegnano per suggerire passeggiate "a tema". Quella che abbiamo fatto noi, aiutandoci in parte con i mezzi pubblici, è stata la ricerca dei luoghi collegati al Terzo Reich, “
un periodo storico da non esaltare ma da conoscere”. Si possono quindi vedere: l’isolato dove sorgevano la cancelleria del personaggio che in città non si vuole nominare e il bunker dove morì, il ministero dell’aereonautica dove lavorava Goring, il muro dove venne fucilato il colonnello Stauffenberg che avete visto in “Operazione Valchiria”, il museo della resistenza al nazismo, i pochi resti della gigantesca Anhalter Bahnhof da cui partivano gli ebrei destinati alla deportazione, il piccolo museo dedicato al fabbricante di scope e spazzole  Otto Weidt che per alcuni anni riuscì a nascondere suoi dipendenti ebrei. Con un po' di attenzione e di fortuna potete vedere anche le “pietre di inciampo”: cubetti infissi nei marciapiedi con incisi i nomi di persone ebree che abitavano lì davanti, partite per i lager e non ritornate.
 
Bella vita e guerre altrui di Mr.Pyle, gentiluomo”, da cui ho tratto il titolo, è un romanzo ambientato nella Berlino napoleonica. Il gentiluomo è ovvio che avrei potuto essere io :D :D , bella vita perché sono in ferie (mi sono abbronzato al Sole della Germania del Nord),  guerre altrui perché qui in appena 300 anni ce ne sono state tante ma combattute e subite da altri. “Il 3 settembre 1939 (giusto 80 anni fa) era domenica e una grande folla si era radunata sulle spiagge di Grunenwald lungo il fiume Havel. Quando giunse la notizia della dichiarazione di guerra piombò il silenzio. Nonostante la propaganda si sperava che la guerra non sarebbe scoppiata, si pensava che le potenze occidentali avrebbero tollerato anche l'invasione della Polonia.” Il 26 agosto 1940 alcuni aerei della RAF sganciarono le prime bombe dal cielo sopra Berlino.


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Comments (5)


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Sent 29 August 2019, 09h19
Molto belli i parchi e i palazzi dei Re... e bella la tua relazione/racconto che rimanda a pensieri profondi verso quel terribile e assurdo passato e verso l' altrettanto assurda intolleranza che sta crescendo sempre più in tutta Europa.

Riguardo alla verità storica ufficiale e a ciò che hai scritto:

"...Si possono quindi vedere: l’isolato dove sorgevano la cancelleria del personaggio che in città non si vuole nominare e il bunker dove morì..."

Stalin e i russi hanno sempre avuto forti dubbi sulla morte effettiva di Hitler (nonostante la successiva e falsa perizia necroscopica) idem pochi storici... e io con loro.
Non so se effettivamente se Hitler sia morto (di vecchiaia o di malattia) all' Estacia San Ramon vicino a San Carlos de Bariloche, nella sconfinata ed isolata Patagonia argentina, o in un qualunque altro luogo di quel vasto Paese che tanti, tantissimi criminali nazisti accolse con evidenti complicità...
Complicità politiche argentine... ma sopratutto complicità di alcuni vescovi del Vaticano e di esponenti della Croce Rossa che, probabilmente, lo aiutarono a fuggire e quindi a salvarsi...
Come aiutarono i vari Mengele, Eichmann, Priebke, Kutschmann, ecc.
La cosa importante è che non tornino più quei tempi bui anche se la Storia sempre più insegna a chi non ha memoria...
Purtroppo...

Bel viaggio e salutoni...

Angelo

andrea62 says: RE:
Sent 29 August 2019, 11h15
Grazie per gli spunti di indagine su un argomento che non ho mai approfondito.
Adesso pare, anche se molto meno importante, che anche la vicenda dell'atleta Owens fosse in parte diversa da come la raccontavano. Poi ti racconto, anche se magari lo saprai già.
Ciao

Angelo & Ele says: RE:
Sent 29 August 2019, 11h50
Si Andrea, la vicenda di Owens già l' avevo letta, comunque grazie per averla citata...
Fin da ragazzino sono sempre stato appassionato della misteriosa "scomparsa" di Mengele e delle sua mostruose malvagità quanto della sua scarsissima intelligenza scientifica ma che tante vittime fece, tra atroci sofferenze oltretutto...

Hitler doveva morire ad ogni costo... e così è stato... anche se magari poi ha passato i suoi ultimi anni in Argentina (...se fosse vera tale teoria, ovviamente)
A tal proposito, ecco tre strane "stranezze" di quella oscura vicenda:

1) Quando alla Conferenza di Potsdam, sempre nel 1945, il presidente americano Harry Truman chiese a Stalin se Hitler fosse morto, il dittatore sovietico rispose senza mezzi termini: “No

2) Fra i cadaveri trovati nella Cancelleria del Reich i medici russi scelsero i due più carbonizzati, li contrassegnarono con i numeri 12 e 13 e dissero che erano quelli di Hitler e della Braun.
Il primo misurava 1,65 metri e il secondo 1,50. Ma Hitler da vivo era alto 1,73 e la sua amante 1,63. Difficile ipotizzare che il fuoco li avesse accorciati in modo così considerevole.
Inoltre le radiografie eseguite su Hitler nel 1944 dal dottor Erwin Giesing non collimano con le immagini ai raggi X mostrate dai sovietici.

3) La perizia necroscopica, effettuata dai medici sovietici nel maggio del 1945 nella clinica di Buch alla periferia di Berlino, è un colossale falso storico-scientifico.
Nella relazione finale il tenente colonnello Faust Chkaravski e i suoi tre assistenti annotarono, di proposito, alcuni errori grossolani, forse per salvarsi la faccia davanti alla storia.

Quando hai voglia e tempo prova a leggere le dichiarazioni dello storico Alessandro De Felice, nipote del famoso Renzo De Felice:

http://www.storiainrete.com/7541/xx-secolo/hitler-fuggi-in-patagonia-su-un-uboot-ho-visto-dove-si-nascose/

Queste "voci" sulla fuga in Argentina di Hitler sono sempre più numerose, anche se non si avranno mai delle prove inconfutabili, ovviamente...

Medesima sorte "Sudamericana" per l' latro grande mistero italiano che mi ha sempre appassionato: cioè quello relativo al grandissimo e geniale fisico siciliano, cioè Ettore Majorana e la sua "strana" scomparsa...

andrea62 says: RE:
Sent 7 October 2019, 16h09
Molto interessante l'articolo che mi hai consigliato, finalmente l'ho letto. Non ho trovato notizie del suo libro di 600 pagine che doveva uscire ma se uscisse sarei tentato di leggerlo (il problema è l'alto numero di libri che vorrei leggere ma non trovo il tempo).
Su Majorana so poco, soltanto qualche documentario-inchiesta, dai tempi della tv in bianco e nero fino ad oggi. Nell'ultimo che ho visto alcuni testimoni erano sicuri che il fisico era vivo in Sudamerica negli anni '50.
Ciao.

Angelo & Ele says: RE:
Sent 7 October 2019, 19h08
Di nulla Andrea...
Qualunque sia la reale verità sulla fine di Adolf Hitler è certo che nel suo ultimo anno di vita avesse varie patologie e che fosse dipendente da potenti e strani medicinali che gli forniva il suo personale dottore (...che ora viene considerato un vero e furbo impostore)
Nell' ultimo filmato che lo ritrae mentre accarezza dei bambini nel suo squallido bunker, si vede chiaramente che nasconde una mano tutta tremante dietro la schiena...
Attualmente ipotizzano che erano già i primi segni dell' Alzheimer...
...è brutto dirlo ma quell' uomo meritava di soffrire di più...

Majorana
Questo incredibile genio è sempre stato una mia passione sin da ragazzino... e credo anche io che sia andato in Sudamerica per fare una vita diversa... una vita senza troppe pressioni... una vita non condizionata dai dittatori e dai politici del tempo...
Aveva capito, prima di tanti, dove sarebbe arrivata la Fisica e dove sarebbe arrivato Enrico Fermi (che lo considerava un genio al pari di Galileo Galilei) con le armi atomiche.

Ciao e buona settimana...


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