Genova


Published by paoloski , 21 October 2017, 09h48.

Region: World » Italy » Liguria
Date of the hike:30 September 2017
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Time: 2 days
Access to start point:Varese, autostrada A8 poi A26 direzione Alessandria - Genova. Uscita di Genova Ovest - Genova Centro, prendere per Sopraelevata, uscire per Porto Antico, seguire via Gramsci e poi le indicazioni per la stazione Principe.
Accommodation:Noi abbiamo dormito all'Hotel Bologna, economico, pulito, con personale cordiale, parcheggio gratuito ed estremamente centrale.

Capitano quelle settimane difficili in cui sorge l'esigenza di staccare brevemente: questa sia per me che per Anna è stata una di quelle. Scartata l'idea di andare a Torino vista la coincidenza con il G7, decidiamo di andare un paio di giorni, scarsi, a Genova. Nè io nè Anna ci siamo mai stati, prenoto un albergo su internet, raccogliamo un po' di documentazione ed alle 13 di sabato partiamo, abbiamo qualche difficoltà a trovare il nostro albergo, decisamente defilato ed in una piazzetta di accesso non semplice, ma a metà pomeriggio, depositati i nostri bagagli in camera, siamo pronti ad iniziare il nostro tour di Genova.
Essendo la prima volta abbiamo deciso di tralasciare musei, gallerie e mostre: vogliamo farci un'idea della città e visitare diversi edifici monumentali: Anna si è fatta una lista delle chiese romaniche della città da vedere assolutamente.
Prima tappa è però alla Chiesa dell'Annunziata, vicinissima al nostro hotel e sul tragitto per raggiungere il centro. Da fuori la pur bella facciata neoclassica non fa presagire nulla della magnificenza dell'interno. Pur avendo subito danni gravissimi durante l'ultima guerra, l'interno è un'autentica panoplia della pittura genovese del '600. Anche i marmi intarsiati, gli stucchi e gli affreschi sono di una bellezza che toglie il fiato.
La seconda tappa è San Siro, la prima cattedrale di Genova, anche questa una magnifica chiesa, ricchissima di marmi e con soluzioni architettoniche quali le colonne binate ed il falso matroneo, non così usuali.
Via Garibaldi, che percorriamo per recarci nella zona più centrale di Genova si rivela essere un autentico gioiello (non per niente ha ottenuto il sigillo di bene tutelato dall'UNESCO): un susseguirsi di palazzi nobiliari uno più bello dell'altro, oggi ospitano il Municipio o dei Musei, che come detto ci siamo prefissati di visitare nel corso di una prossima visita, ma già solo l'esterno basta ad appagare la vista ed a far venir voglia di tornare.
Attraversiamo vie e piazze e raggiungiamo una delle piazza e delle chiese che Anna ha sottolineato sul suo elenco: San Matteo con la sua piccola chiesa posta in una piazza circondata dai bellissimi Palazzi Doria, tutto il complesso ha mantenuto il suo aspetto medioevale e lo sguardo non può che soffermarsi stupito sulla magnificenza delle decorazioni che altrove risulterebbero quasi ridondanti ma qui riescono a formare un tutto armonico ed  ammirevole. Arriviamo in piazza San Lorenzo dove si trova la cattedrale ma entrati scopriamo che è in corso una celebrazione, così rimandiamo la visita all'indomani, anche nella chiesa dei Gesuiti, posta a fianco della cattedrale, si sta svolgendo la messa per cui ci limitiamo ad ammirare da lontano il magnifico Rubens che qui si trova.
Raggiungiamo Porta Soprana, recentemente riportata all'antico splendore con un accurato restauro e l'abbattimento delle tante costruzioni che nel corso dei secoli vi si erano addossate. Suggestivo il chiostro di Sant'Andrea, unico ricordo dell'omonimo monastero e qui spostato dopo l'apertura delle grandi arterie del centro. Accanto vi è la presunta casa natale di Cristoforo Colombo, il cittadino più illustre di Genova.
La giornata sta volgendo al termine ma prima che arrivi al buio decidiamo di salire al Belvedere di Castelletto per ammirare la città dall'alto. Raggiungiamo Piazza del Portello e saliamo con l'ascensore al Belvedere Montaldo. Da qui possiamo godere di una vista di prim'ordine sui tetti di Genova, riconosciamo le cupole ed i campanili delle tante chiese, vediamo il porto con le enormi ed incongrue navi da crociera e la Lanterna, il simbolo della città. Scendiamo a piedi e ci dirigiamo verso il mare, percorriamo i portici di Sotto Ripa, Via del Campo, resa famosa da Fabrizio De Andrè e poi cerchiamo un locale dove cenare. Anna ha un indirizzo ma, giunti sul posto, scartiamo subito l'idea di addentrarci nel vico, male illuminato e frequentato da poco raccomandabili individui, in cui la sua trattoria tipica è situata. Troviamo un locale di fronte alla casa natale di Mazzini e consumiamo una buona cena ad un prezzo onesto. Poi rientriamo in albergo, domani ci attende la visita di tante altre parti di Genova.
La domenica il tempo è ancora buono: poco sole ma temperatura piacevole, facciamo colazione e poi percorriamo in su ed in giù via Balbi per scendere quindi attraverso piazza dei Truogoli di Santa Brigida fino alla chiesa di San Giovanni in Prè, purtroppo non visitabile, ci spostiamo nella zona del porto: non abbiamo intenzione di visitare l'Acquario ma vogliamo vedere da vicino le tante attrazioni che la zona offre: il sottomarino Nazario Sauro, il galeone, il mercato del pesce, il Palazzo San Giorgio...Dal lungomare ci addentriamo di nuovo nella città eraggiungiamo la singolare chiesa di San Pietro in Banchi. Un edificio affatto diverso dagli altri: la chiesa è posta infatti in posizione sopraelevata, al di sotto si trovano infatti dei negozi. La cosa risale all'epoca della fondazione quando per raccogliere la somma necessaria alla costruzione si pensò di dare in affitto i locali sottostanti, all'epoca molti di questi vani furono occupati dai banchi dei pegni e da prestadenaro, la particolarità è che le contrattazioni si svolgevano sopra un "banco" di marmo, una grande lastra che, qualora l'attività fallisse veniva spezzata, quest'uso ha dato origine al temine "bancarotta" ancora oggi in uso. Tutto questo ci viene spiegato da un anziano ex marinaio che oggi fa il volontario della parrocchia.
Ora è tempo di raggiungere la Basilica di Santa Maria delle Vigne, un altro degli insigni monumenti genovesi.
La chiesa risale al secolo X ma venne rifatta nel XIII secolo per poi essere rimaneggiata ulteriormente nel '500.
Il campanile del XII secolo poggia sopra un voltone posto fra il fianco della chiesa ed il chiostro. Al di sotto della volta si trova un sarcofago romano in posizione sopraelevata.
Ci spostiamo ora verso la zona detta di "Castello" in cui i Liguri già oltre 2000 anni fa si insiediarono. Passiamo accanto alla Torre degli Embriaci del secolo XII e che è l'unica a non essere stata "mozzata" in seguito all'editto prefettizio del 1296. Vicinissima è la Chiesa di Santa Maria in Castello, di origine paleocristiana, venne rifatta nel secolo XII e abbellita nel '400 quando le venne annesso un convento. All'interno vi sono delle magnifiche opere d'arte databili fra il XIV ed il XVIII secolo.
Scendiamo fra i vicoli per vedere la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, non visitabile ma con un'interessante facciate ospitante delle sepolture.
Percorriamo ora via San Bernardo, dove si trovano numerosi palazzi nobiliari con facciate e portali scolpiti e raggiungiamo San Donato, un altro dei capolavori della città. La facciata fu completamente rifatta dal D'Andrade a fine '800 ma è comunque piacevole e non incongrua. L'interno è veramente notevole:le colonne di reimpiego da templi romani sovrastate da un falso matroneo, la magnifica Vergine con il Bimbo di Nicolò da Voltri posta nell'abside di destra dell'altare maggiore vale, essa sola, la visita. In una cappella laterale si trova poi una grande, magnifico trittico raffigurante "L'adorazione dei Magi" opera cinquecentesca di Joos van Cleve. All'esterno lo sguardo è rapito dalla bellezza dell'edicola della Madonna posta sulla parete di destra, capolavoro seicentesco di Gio Domenico Casella detto Scorticone. Al di sopra la torre nolare, ossia il campanile, ottagonale, a tre ordini dicolonne sovrapposte (bifore, trifore, quadrifore, i primi due originali, il terzo opera del D'Andrade (sempre lui). La torre, unico esempio in Genova, poggia all'interno sul tiburio che raccorda il vano quadrato con la parte superiore ottagonale per mezzo di cuffie che ripetonoal di sopra il motivo dei possenti archi inferiori. Breve visita al vicino chiostro triangolare della chiesa di Sant'Agostino e poi percorriamo via Ravecchia che ci riporta a Porta Soprana, risaliamo quindi via Dante e ci ritroviamo in Piazza De Ferrari da cui imbocchiamo via XX Settembre, la via genovese dello shopping, caratterizzata da sontuosi edifici ottocenteschi,noi però siamo diretti alla sopraelevata chiesa di Santo Stefano.
Romanico - gotica, edificata prima dell'anno 1000 fu ricostruita fra la fine del XII secolo ed il 1260.Ha una facciata a fasce bianche e nere con portale gotico sovrastato da un rosone. L'interno è decisamente inusuale, piuttosto spoglio e caratterizzato dal grande presbiterio sopraelevato sulla cripta con una cantoria della fine del '400 opera dei Rovezzano ed una tela con un Martirio di Santo Stefano di Giulio Romano.
Passiamo sopra la grande Porta Monumentale e ridiscendiamo sulla via XX Settembre per ritornare in piazza De Ferrari, non prima di esserci però concessi un dolcetto in una pasticceria della via. È ora di rientrare, ma dapprima facciamo visita alla cattedrale di San Lorenzo che non abbiamo visitato ieri, decisamente un monumento notevolissimo e di un'imponenza che toglie il fiato. Anche l'esterno è ricchissimo di decorazioni e non ci si può che soffermare lungamente ad ammirare le varie statue e decorazioni che lo caratterizzano.: Ora però torniamo in piazza De Ferrari,ripercorriamo quindi via XXV Aprile, piazza delle Fontane Marose, via Garibaldi e via Cairoli, un ultimo sguardo alla chiesa dell'Annunziata e siamo di nuovo in via Balbi. Recuperiamo la nostra auto parcheggiata di fronte all'albergo percorrendo lo strettissimo vicolo e ci avviamo verso casa districandoci fra il traffico decisamente convulso e congestionato della città.

Prima volta a Genova: magnifica città ricchissima di monumenti e caratterizzata da un'atmosfera veramente caratteristica e piacevole. Certo due giorni scarsi non sono assolutamente sufficienti per visitarla ma contiamo di tornarci presto.

Hike partners: paoloski, annna


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