Val d'Assa e la Russenna: i luoghi preferiti dell'orso svizzero


Publiziert von Anna , 22. Oktober 2005 um 21:39.

Region: Welt » Schweiz » Graubünden » Unterengadin
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Zeitbedarf: 2:30
Aufstieg: 1000 m
Strecke:Ponte della Resgia (Ramosch) - Val d'Assa -Russenna

La Val d'Assa e la Russenna sono per me due luoghi magici: non sono in grande altitudine (solo circa 2100m), ma incutono una certa soggezione.

Se ero affetta da tale soggestione già nel passato, oggi lo sono ancora di più, anche perchè l'orso - l'uors (in romancio) o "Unserer Bär" (per chiamarlo come piace agli svizzeri tedeschi) - ha passato in questa vallata una buona parte del la sua vacanza svizzera prima di rientrare in Italia e ridare pace e serenità agli ospiti abituali di questa vallata: gli escursionisti locali, i cacciatori e soprattutto le pecore (che hanno sofferto moltissimo di questo turista di eccezione)!

Foto della Russenna presa dall
Foto della Russenna presa dall'Alp d'Ischolas (Piz Arina) all'inizio di ottobre, dopo la prima nevicata. Sulla foto si può vedere la Russenna e sulla destra i due Piz S-Chalambert (Dadora, il piccolo, e Dadaint, il grande in parte avvolto nelle nuvole).


Ma cosa è così affascinante in questa piccola vallata sconosciuta al turismo pedestre?

Per cominciare il percorso: attraversati i campi lungo il fiume En (Inn) e passato il ponte della Resgia, ci si dirige verso una cascata seguendo la strada forestale fino a quasi alla fine. Qui, con occhio attento poco prima della fine si può notare un piccolo sentiero, vagamente indicato dalle tracce dei piedi nell'erba che si trasforma in breve in un vero sentiero molto ripido (come tutti gli altri sentieri che portano a luoghi destinati alle pecore). Non essendo tale sentiero indicato da nessun pannello indicatore del turismo pedestre, si può essere sicuri quasi al 100% di non incontrare nessuno o al massimo qualche abitante locale. Dopo circa 20 minuti di salita ripidissima, il sentiero si appiana per lasciare spazio alla foresta ed una capanna che in autunno serve ai cacciatori. Poi si segue il sentiero lungo il torrente che forma la cascata, ma bisogna sapere dove attraversarlo perché il sentiero si perde in fondo alla valle senza uscita.
Una volta attraversato il torrente si ritrova un sentiero, che poi si perde e che poi si ritrova; infine la salita riprende ripidissima (a tratti il sentiero è molto largo, a tratti strettissimo) fino alla capanna del cacciatore, arroccata su una piccola pianura con vista a strapiombo su Ramosch (meglio non guardare se si soffre di vertigini).

La casa del cacciatore (Cliquez pour agrandir)
La casa del cacciatore

Vista su Tschlin a partire dalla casa del cacciatore (Cliquez pour agrandir)
Vista su Tschlin a partire dalla casa del cacciatore

Da lì, in una decina di minuti si è alla capanna del pecoraio e sulla Russenna.

Questo luogo ha qualcosa di speciale:

1) se c’è una nuvola per sbaglio nei dintorni, si può essere sicuri di prendersi un acquazzone (dopo il quale si possono fare magnifiche foto, peccato che quando fu il caso ho fatto delle diapositive, dunque non posso mostrarle sul web)

2) se si ha paura di perdersi, ci si perde di sicuro

3) se si crede negli elfi, gnomi ed altri spiriti, si può ben pensare di essere a casa loro.

Se si è partiti abbastanza presto si può percorrere tutta la Russenna, passare il confine con l’Italia, rientrare in Svizzera, cercare il piccolo passo che porta sulla Stüra, un altro luogo mitico (ma anche per questo ci vuole l’aiuto di qualche abitante locale, perché se ci si sbaglia, ci si può inguaiare con le rocce) e da lì riscendere sulla Val d’Uina.
La Val d’Uina e la Stüra sono due altri posti interessantissimi. Un’altra possibilità è quella di salire fino sulla cresta ed ammirare l’Italia dall’altra parte (si scopre anche che la salita dal versante italiano è molto più civilizzata).

Oggi ho ripetuto con Stani e Zina (il nostro cane) il rituale di andare sulla Russenna in autunno: dopo più di due mesi di astinenza da questo luogo selvaggio (a causa dell'orso) siamo potuti salire lassù. Sempre suggestivo, sempre bellissimo e con grande fortuna, niente pioggia! I colori dell'autunno sono magnifici, tutta la Val d'Assa è gialla, grazie ai larici (sono ancora piena di aghi di larice nei capelli), sulla Russenna c'è la prima neve. Zina ha trovato qualche osso di pecora (probabilmente ancora un segno del passaggio dell'orso) e ha fatto la festa.

Per leggere il racconto di Stani: http://www.randonneur.ch/post89.html

Le ultime novità sull'orso che ha visitato la Svizzera quest'estate:
l'orso porta un collare radio-emettore
http://www.umwelt-schweiz.ch/buwal/it/fachgebiete/fg_wild/news/2005-10-20-00916/index.html
altre informazioni generali
http://www.umwelt-schweiz.ch/buwal/it/fachgebiete/fg_wild/facts_figures/wildinfos/baer/index.html

Tourengänger: Anna

Galerie


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