Costa Tardiva e rifugio Chaligne


Publiziert von andrea62 , 12. Februar 2018 um 14:05.

Region: Welt » Italien » Aostatal
Tour Datum:10 Februar 2018
Schneeshuhtouren Schwierigkeit: WT3 - Anspruchsvolle Schneeschuhwanderung
Wegpunkte:
Geo-Tags: I 
Zeitbedarf: 6:00
Aufstieg: 1020 m
Abstieg: 1020 m
Strecke:Petit Bhutier - rif.Chaligne - Costa Tardiva quote 2350 (ripetitore) e 2380 (palo metallico) - rif.Chaligne - Petit Bhutier
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Da Aosta Est raggiungiamo Gignod seguendo per il Gran S.Bernardo, superiamo l'abitato e pochi metri dopo le case di Condemine prendiamo a sinistra per Bhutier. Poco prima del 5o tornante, posto in corrispondenza delle case di Petit Bhutier, sulla sinistra si stacca una strada e dopo pochi metri si trova un parcheggio con 6-7 posti prima della minuscola località Moré. Abbiamo visto altre auto parcheggiate un pò più in alto lungo la strada "principale" che prosegue fino a Mendey.
Kartennummer:L'Escursionista n.4 e n.5

Dalla frazione di Petit Bhutier abbandoniamo la strada, calziamo subito le racchette e alle ore 10 iniziamo a salire per ampi campi di neve. La nostra meta è visibile in alto sulla destra, è una cresta sub-orizzontale contraddistinta da un ripetitore sul suo ultimo dosso settentrionale. Il pendio è percorso dalle tracce di un "esercito" di sci-alpinisti. Saliamo toccando un casolare dopo l'altro, il mio socio con linee più dirette, io con qualche tornante in più. La neve è compatta, con le ciaspole andiamo benissimo. Sbuchiamo in vista del rifugio Chaligne, chiuso per neve e che raggiungiamo con un traverso qualche metro più in basso della strada poderale che arriva anch'essa da Bhutier. La vista è già aperta sulle montagne della Valpelline: Grand Combin, Mont Gelé, Dent d'Hérens, Becca di Luseney mentre in fondo spunta il Cervino. Fino a qui abbiamo impiegato 1h30.
 
Al rifugio sostiamo 15 minuti, ci consultiamo e decidiamo come proseguire. Ci incamminiamo lungo la strada poderale che sale dolcemente in direzione nord tagliando i pendii della Costa Tardiva. Prima di raggiungere il tornante che ne inverte la direzione tagliamo a sinistra nel bosco per una marcata traccia nella neve. Riattraversiamo la poderale e continuiamo a salire nel bosco lungo la traccia fino a sbucare sulla Costa Tardiva a circa 2270 metri, un pò sotto il ripetitore.

Nell'ultima ora ho fatto molta fatica, un pò perché da sempre con le ciaspole comincio a soffrire attorno agli 800-900 metri di dislivello e un pò perché non mi sono deciso a fare una sosta-pranzo corroborante. Mi fermo per mangiare circa 50 metri sotto il ripetitore, che il mio socio ha intanto raggiunto, convinto che la mia salita termini qui. Invece dopo pranzo in pochi minuti raggiungo il socio al ripetitore, posto sul dosso più basso e più a nord della Costa Tardiva, a 2350 metri. Questi ultimi 50 metri di salita sono un più ripidi del resto e in un paio di punti, per qualche metro, bisogna fare un pò di attenzione per non scivolare. Ho impiegato 4 ore, compresi 45 minuti di sosta, quanto prevedevo (o temevo) di impiegarci ma con le ciaspole vado così ed era tanto che non facevo 1000 metri di dislivello in inverno.

La vista si è ora ampliata verso nord al dirimpettaio vallone di Menouve con il Mont Vélan e il piccolo rilievo del Monte Paglietta, da me descritto alcuni anni fa. L'alta valle del Gran San Bernardo è invece avvolta da una nuvola dalla quale spuntano, ma più lontane, l'Aiguille de Triolet e il Mont Dolent. Verso sud appaiono la Grivola e alcuni satelliti del Gran Paradiso. 
 
Dal ripetitore raggiungiamo un dosso successivo, quello con il palo metallico a quota 2380, e qui decidiamo di scendere per il pendio orientale in modo da arrivare molto più vicino al rifugio rispetto alla traccia di salita. Quasi subito scegliamo la massima pendenza, la neve è ottima. Entrati nel bosco arriviamo sul traverso alto della poderale, cerchiamo la zona migliore per fare la traccia nel bosco e scendiamo fino al traverso basso della poderale a pochi minuti dal rifugio.   
 
Qui, dopo 15 minuti di sosta, percorriamo in discesa i pendii aperti dell'andata con l'unico neo che ormai il Sole ha abbandonato questo versante esposto a ovest. Si conclude un'escursione di soddisfazione, in cui ho sputato un pò l'anima per un tratto ma in un ambiente che ci è piaciuto e in una giornata magnifica. Tempo impiegato da me: 6 ore effettive, 7 comprese le soste. Invece di un personalissimo "WT2+" ho scelto la difficoltà WT3 per gli ultimi metri di salita e per i tratti in discesa in alto e nel bosco. Da notare che la gita ci è stata segnalata da un amico che purtroppo ha dovuto rinunciare ma pensiamo proprio che rimedierà.

Tourengänger: andrea62


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Kommentare (6)


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Daniele hat gesagt:
Gesendet am 12. Februar 2018 um 15:37
Che spettacolo!
Bravi!
Ciao

andrea62 hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. Februar 2018 um 18:40
Siamo tornati a casa soddisfatti, nonostante il costo non proprio economico, come sappiamo.
Ciao

ralphmalph hat gesagt:
Gesendet am 12. Februar 2018 um 16:02
Posti fantastici, Andrea!!! ...e che panorami!!
Bellissima zona, eravamo stati qualche anno fa, in estate, alla punta Chaligne, passando, come voi, dalla Costa Tardiva....
Ciao
Graziano

andrea62 hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. Februar 2018 um 18:43
Presto o tardi dovrò tornarci appunto in estate, accompagnandovi chi non ama la neve.
Siamo stati stra-favoriti dalla giornata.
Ciao
Andrea

Panoramix hat gesagt:
Gesendet am 20. Februar 2018 um 13:00
... beh se hai intenzione di tornarvi in estate consiglio il 16 agosto quando col raduno in cima c'e' la possibilita' di degustare il pane noci e fichi locale offerto dalla comunita' di Gignod

andrea62 hat gesagt: RE:
Gesendet am 20. Februar 2018 um 17:33
Suggerimento da tenere in considerazione perché prima o poi ci porterò qualcuno in estate.
Grazie.
Ciao


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