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Pizzo Dosso Cavallo


Published by Andrea! , 13 February 2014, 23h06.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:12 February 2014
Ski grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Height gain: 1480 m 4854 ft.
Route:16,3 km a/r
Access to start point:Bema (strada per il rifugio Ronchi). Da Morbegno si seguono le indicazioni per il Passo San Marco e poi per Bema.

Oggi la cima l'abbiamo proprio voluta!

Il Pizzo Dosso Cavallo è una cimetta tra la Val Gerola e la Valle di Albaredo, abbastanza "invisibile" ma che ci ha regalato una bella emozione.

Arriviamo con la macchina sopra il paese di Bema, fin dove la strada è pulita dalla neve (1100 circa). Percorriamo la lunga strada che, passando di fronte al Rifugio Ronchi, continua praticamente in piano tagliando il versante est del Pizzo Berro fino all'alpe "il Baitone" a quota 1480.

Da qui inizia la salita vera e propria. Un breve pendio, un tratto nel bosco e un traverso ci portano nella conchetta finale.

Il Pizzo è proprio davanti a noi.

Dalla vetta si dipartono due creste, noi scegliamo quella di sinistra (est) che sembra percorribile. Iniziamo la salita ma ben presto la cresta si restringe troppo e non si riesce più a salire con gli sci. Sembra pericoloso fare dei tagli sui ripidi pendii laterali (c'è un discreto ammasso di neve simil cornice che percorre tutta la cresta che non ispira per niente fiducia), quindi a 90 metri dalla vetta rinunciamo e decidiamo di provare a fare la cresta di destra (ovest).

Scendiamo per 150 metri e ripelliamo. Arriviamo al colletto e il primo tratto si riesce a percorrere, anche se con un po' di difficoltà. Ma poco dopo la strada è ancora sbarrata. Qui le pendenze sono ancora peggiori e, come prima, i pendii laterali sembrano troppo carichi per andarli a sollecitare.

Nei pochi minuti di attesa degli altri incomincio a rimuginare sul da farsi. Sembra ormai inevitabile dover scendere e rinunciare. Con i soci presenti ci diciamo che forse si poteva provare a salire a piedi l'altra cresta, visto che mancavano solo 90 metri, da qui manca di più e sarebbe una gran bella ravanata con questa neve.

Ma il tarlo gira e la scimmia fa i salti in testa...

Parto per salire a piedi! Poi vedremo fin dove arriveremo!

Si sprofonda parecchio e un erto tratto di circa 5 metri mi impegna per quasi 10 minuti. Mi sembra quasi impossibile poter continuare. Ma pian pianino salgo e poi cedo il posto a batter traccia.

Continuiamo sulla cresta, stando attenti a non caricare i pendii alla nostra destra che sembrano in bilico (qualche spaccatura si vede molto bene). Ritorna il mio turno di scavare (più che battere) traccia. Seguo perfettamente la linea di cresta e poi più a destra per evitare le cornici.
Arrivo in vista del versante rivolto a sud e si vede una notevole spaccatura di circa 3 metri su tutta la lunghezza del pendio, di una valanga da fondo.
Anche se ne siamo abbastanza lontani ed è una cosa dei giorni scorsi, fa una bella impressione. Solo l'idea di quanta neve potrebbe scendere a valle se partisse il pendio ....

Ormai sono a pochi metri dalla cima e con un'ultima ravanata la raggiungo. Quando siamo tutti in vetta ci diciamo che - anche se "del cavolo" è una cima da "brivido" -, per come ci ha impegnato.

Torniamo sui nostri passi e raggiunti gli sci scendiamo velocemente (grazie all'ottima neve) fino alle baite di quota 1480. Da qui riprendiamo la strada fino al primo cartello che indica il Pizzo Berro. Anche se un po' tardi decidiamo di provare a salire anche questa vetta. Sono 500 metri di salita da battere ma ci eviterebbe la noiosa stradina al ritorno.

I primi 350 metri sfilano via faticosamente lisci, poi ci troviamo sotto una barriera rocciosa. Anche se non è molto alta non riusciamo proprio a passarla con gli sci. Proviamo anche a scendere un tratto e risalire più di lato ma niente, non si passa. Vista l'ora non abbiamo più tempo per ulteriori tentativi e dobbiamo per forza scendere e tornare alla stradina.

Che si rivelerà noiosa e lenta come previsto, dovendo in molto punti spingere (tanto da riaprire gli attacchi in modalità "salita") e superare almeno 4/5 guadi.

Insomma, una gran bella ravanata orobica che regala tanti bei momenti.



Hike partners: Andrea!


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