Sella Boera - Valmala
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Dopo il recente giro in Valbella, un'altra incursione nel selvatico valsesiano.
Questa volta il percorso si svolge nell'appartata Valmala, valle minore che si immette nella principale nei pressi di Scopa. Il buon sentiero 222 (22 secondo la vecchia segnaletica) consente un accesso veloce all'Alpe Valmala Superiore. Per la descrizione di questa parte del percorso rimando all'ottimo sito del CAI di Varallo (link).
La Sella Boera, solitario e panoramico valico che mette in comunicazione la Valmala con la Valle di Gavala, a Sud Est dei più noti (si fa per dire...) Denti di Gavala, ospita le rovine di un alpe raramente visitato che la Mappa Rabbini chiama semplicemente Boera. I sentieri che salgono fino qui, sia dalla Valle di Gavala che da Valmala, sono stranamente assenti anche dalla Open Street Map.
Lo spunto in questo caso viene da alcune relazioni pubblicate da ciolly su questo sito.
Per la sentieristica minore, la cara vecchia Carta Svizzera al 50.000 si è rivelata lo strumento più completo (nell'edizione del 1964, consultabile online).
Il percorso
Con Ferruccio parto dalla chiesa di Scopa. Seguendo il sentiero 222, ci dirigiamo verso l'Alpe Valmala di Sopra. Al Colle della Montaa, che segna l'ingresso nella Valmala, sarà il rosa dell'erica carnea a darci il benvenuto in una giornata di pochi colori.
Da Valmala di Sopra, circondata dagli abeti, traversiamo in piano verso Nord per guadare il Rio Ruschera. Giunti sulla destra idrografica, saliamo con percorso libero fino a trovare dei tagli che immettono sul sentiero, segnato sulla CNS, che traversa a Est verso la testata del vallone.
Dopo un tratto di sentiero evidente, quella che si presenta come la traccia principale porta sul greto del torrente. I tagli invece traversano più in alto, con calpestio ridotto (segno che non era questo il sentiero principale...) e alcuni passaggi esposti che passano sopra una piccola frana.
Superato un canale laterale, la teoria dei tagli procede a fianco al greto per giungere, oltre un canale battuto dalle valanghe, all'isola di abeti visibile da lontano, dove si trovano dei modesti ruderi azzerati. Il vecchio sentiero, in parte soffocato dalle piante, attraversa un canale a Sud e risale sul fianco di una stretta costa arrivando al nucleo principale della Ruschera (CNS 1216).
Il nome suggerisce - come in altri casi analoghi - che questo fosse un ricovero di boscaioli ma la consistenza e il numero degli edifici fanno pensare che qui ci fosse un vero e proprio alpeggio.
Le vecchie foto aeree mostrano che un tempo il prato circondava le baite e l'ombra era data, come in molti altri luoghi, dagli aceri, che ancora resistono di fronte alle rovine, attorniati dagli abeti piantati dopo l'abbandono.
Il sentiero che sale nella faggeta verso la Sella Boera (Bosco di Faggio con 1/3 di roccia, questa è la annotazione a matita sulla Mappa Rabbini...) non è riconoscibile ma qualche segno rosso sui tronchi indirizza a compiere una lunga diagonale poggiando a sinistra (N), fino al canale principale, che attraversiamo su neve compattata dalle slavine. Sulla destra idrografica un traverso e alcuni tornanti conducono ad una carbonera. Si procede quindi con percorso libero nel canale, mai troppo ripido, fino all'Alpe Sella Boera (1492 m), tre rovine e qualche brandello di muro a cavallo di due selvatiche valli. Un baitello ha ancora qualche resto del vecchio tetto in piode - quasi completamente crollato - e un travetto in legno sul piccolo ingresso. Un salice sta per fiorire mentre di fronte noi è ancora inverno.
I Denti di Gavala fanno da barriera ai rumori del mondo. Gli unici elementi riconducibili al nostro tempo sono il comprensorio sciistico dell'Alpe di Mera e il ripetitore sulla cima del Badile.
Visto che non è tardi, cerchiamo di salire verso la Punta di Sella Boera ma, oltre un'anticima (che sia questa in realtà la Gulia Boera della Mappa Rabbini, visto che la Punta delle mappe moderne non è visibile dall'omonimo alpe...?), appare evidente che non ci sono le condizioni per proseguire: un fungo di neve sovrasta l'affilata cresta, per me già poco invitante anche senza l'aggettante cornice.
Ritorniamo quindi nei pressi dei ruderi per una breve pausa e scendiamo nel vallone lungo il percorso dell'andata.
Al termine del traverso che conduce fuori dal vallone della Ruschera, anziché ripassare dall'Alpe Valmala, imbocchiamo un sentiero evidente (assente da tutte le mappe) che traversa a NO in leggera discesa e poi si abbassa con qualche tornante al guado di un torrente (Comba di Gollie sulla Geo4Map), dove arriva anche il sentiero che traversa da Valmala di Sopra in direzione dello Stallo del Trento.
Sicuramente, vista la larghezza del calpestio, il tratto di sentiero percorso non è solo una scorciatoia o un raccordo, ma è il sentiero di carico dell'Alpe Boera. Appare infatti più diretta questa via rispetto a quella dall'Alpe Valmala, a dispetto dell'assenza di manutenzione. Dal greto del torrente il sentiero traversa con percorso piacevole e chiaro tra le roverelle, scende nella faggeta a superare il canale che scende dalla zona dei Denti di Gavala, e giunge allo Stallo del Trento (923 m, questo è il nome sulla Mappa Rabbini, ma su CNS leggiamo Stallo di Trenta, Stalle di Tranta su Geo4Map, a voi la scelta...), un cospicuo gruppo di rovine circondato dagli immancabili abeti.
Il tracciato, sempre evidente, traversa sotto le baite in direzione Nord e quindi, con qualche tornante, scende una costa prima di immettersi sul sentiero 222 percorso all'andata.
Questa volta il percorso si svolge nell'appartata Valmala, valle minore che si immette nella principale nei pressi di Scopa. Il buon sentiero 222 (22 secondo la vecchia segnaletica) consente un accesso veloce all'Alpe Valmala Superiore. Per la descrizione di questa parte del percorso rimando all'ottimo sito del CAI di Varallo (link).
La Sella Boera, solitario e panoramico valico che mette in comunicazione la Valmala con la Valle di Gavala, a Sud Est dei più noti (si fa per dire...) Denti di Gavala, ospita le rovine di un alpe raramente visitato che la Mappa Rabbini chiama semplicemente Boera. I sentieri che salgono fino qui, sia dalla Valle di Gavala che da Valmala, sono stranamente assenti anche dalla Open Street Map.
Lo spunto in questo caso viene da alcune relazioni pubblicate da ciolly su questo sito.
Per la sentieristica minore, la cara vecchia Carta Svizzera al 50.000 si è rivelata lo strumento più completo (nell'edizione del 1964, consultabile online).
Il percorso
Con Ferruccio parto dalla chiesa di Scopa. Seguendo il sentiero 222, ci dirigiamo verso l'Alpe Valmala di Sopra. Al Colle della Montaa, che segna l'ingresso nella Valmala, sarà il rosa dell'erica carnea a darci il benvenuto in una giornata di pochi colori.
Da Valmala di Sopra, circondata dagli abeti, traversiamo in piano verso Nord per guadare il Rio Ruschera. Giunti sulla destra idrografica, saliamo con percorso libero fino a trovare dei tagli che immettono sul sentiero, segnato sulla CNS, che traversa a Est verso la testata del vallone.
Dopo un tratto di sentiero evidente, quella che si presenta come la traccia principale porta sul greto del torrente. I tagli invece traversano più in alto, con calpestio ridotto (segno che non era questo il sentiero principale...) e alcuni passaggi esposti che passano sopra una piccola frana.
Superato un canale laterale, la teoria dei tagli procede a fianco al greto per giungere, oltre un canale battuto dalle valanghe, all'isola di abeti visibile da lontano, dove si trovano dei modesti ruderi azzerati. Il vecchio sentiero, in parte soffocato dalle piante, attraversa un canale a Sud e risale sul fianco di una stretta costa arrivando al nucleo principale della Ruschera (CNS 1216).
Il nome suggerisce - come in altri casi analoghi - che questo fosse un ricovero di boscaioli ma la consistenza e il numero degli edifici fanno pensare che qui ci fosse un vero e proprio alpeggio.
Le vecchie foto aeree mostrano che un tempo il prato circondava le baite e l'ombra era data, come in molti altri luoghi, dagli aceri, che ancora resistono di fronte alle rovine, attorniati dagli abeti piantati dopo l'abbandono.
Il sentiero che sale nella faggeta verso la Sella Boera (Bosco di Faggio con 1/3 di roccia, questa è la annotazione a matita sulla Mappa Rabbini...) non è riconoscibile ma qualche segno rosso sui tronchi indirizza a compiere una lunga diagonale poggiando a sinistra (N), fino al canale principale, che attraversiamo su neve compattata dalle slavine. Sulla destra idrografica un traverso e alcuni tornanti conducono ad una carbonera. Si procede quindi con percorso libero nel canale, mai troppo ripido, fino all'Alpe Sella Boera (1492 m), tre rovine e qualche brandello di muro a cavallo di due selvatiche valli. Un baitello ha ancora qualche resto del vecchio tetto in piode - quasi completamente crollato - e un travetto in legno sul piccolo ingresso. Un salice sta per fiorire mentre di fronte noi è ancora inverno.
I Denti di Gavala fanno da barriera ai rumori del mondo. Gli unici elementi riconducibili al nostro tempo sono il comprensorio sciistico dell'Alpe di Mera e il ripetitore sulla cima del Badile.
Visto che non è tardi, cerchiamo di salire verso la Punta di Sella Boera ma, oltre un'anticima (che sia questa in realtà la Gulia Boera della Mappa Rabbini, visto che la Punta delle mappe moderne non è visibile dall'omonimo alpe...?), appare evidente che non ci sono le condizioni per proseguire: un fungo di neve sovrasta l'affilata cresta, per me già poco invitante anche senza l'aggettante cornice.
Ritorniamo quindi nei pressi dei ruderi per una breve pausa e scendiamo nel vallone lungo il percorso dell'andata.
Al termine del traverso che conduce fuori dal vallone della Ruschera, anziché ripassare dall'Alpe Valmala, imbocchiamo un sentiero evidente (assente da tutte le mappe) che traversa a NO in leggera discesa e poi si abbassa con qualche tornante al guado di un torrente (Comba di Gollie sulla Geo4Map), dove arriva anche il sentiero che traversa da Valmala di Sopra in direzione dello Stallo del Trento.
Sicuramente, vista la larghezza del calpestio, il tratto di sentiero percorso non è solo una scorciatoia o un raccordo, ma è il sentiero di carico dell'Alpe Boera. Appare infatti più diretta questa via rispetto a quella dall'Alpe Valmala, a dispetto dell'assenza di manutenzione. Dal greto del torrente il sentiero traversa con percorso piacevole e chiaro tra le roverelle, scende nella faggeta a superare il canale che scende dalla zona dei Denti di Gavala, e giunge allo Stallo del Trento (923 m, questo è il nome sulla Mappa Rabbini, ma su CNS leggiamo Stallo di Trenta, Stalle di Tranta su Geo4Map, a voi la scelta...), un cospicuo gruppo di rovine circondato dagli immancabili abeti.
Il tracciato, sempre evidente, traversa sotto le baite in direzione Nord e quindi, con qualche tornante, scende una costa prima di immettersi sul sentiero 222 percorso all'andata.
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