COVID-19: Current situation

Sentieri fra Alto e Basso Vergante.


Published by paoloski Pro , 8 February 2020, 09h58.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 2 February 2020
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Time: 5:30
Height gain: 700 m 2296 ft.
Height loss: 700 m 2296 ft.
Route:19,1 Km
Access to start point:Solcio è una frazione posta poca a Sud di Lesa sul Lago Maggiore, la si raggiunge con l'autostrada A26 uscendo a Castelletto Ticino e proseguendo poi verso Notrd passando per Arona e Meina.
Access to end point:Gita andata - ritorno con qualche variante.
Maps:Kompass 97 Omegna, Varallo, Lago d'Orta 1:50000

Transitando sulla A26 in direzione della Val d'Ossola io ed Anna ci siamo sempre ripromessi di venire a fare una gita nel Vergante: è così vicino a noi eppure non lo conosciamo affatto. Finalmente decidiamo di effettuare la fatidica gita, studiamo il percorso, consultiamo un po' di documentazione reperita sul web e partiamo in direzione di Lesa.
Usciamo dall'autostrada a Castelletto Ticino e raggiungiamo le sponde del Lago Maggiore, transitiamo per Arona dove si sta svolgendo il mercatino dell'antiquariato...siamo qui, facciamo una sosta.
Riprendiamo la strada e raggiungiamo Solcio, la frazione meridionale di Lesa, parcheggiamo sul lungolago e ci avviamo, prima sosta la spiaggia libera del paese, per raggiungerla attraversiamo un parco pubblico con tavolini e panchine. Dalla spiaggia si ha una bella vista sulla sponda opposta con il massiccio del Campo dei Fiori in bella mostra.
Ritorniamo sui nostri passi e attraverso stradine circondate da villette di varia foggia che si alternano ad edifici più antichi, raggiungiamo un sottopasso della ferrovia ed in breve saliamo all'oratorio di San Sebastiano che si trova all'inizio della strada per Massinio Visconti in posizione panoramica.
La particolarità di questo edificio è di essersi conservato pressochè intatto nelle sue forme originarie, la costruzione, dall'analisi delle tipologie costruttive, risale probabilmente al 1100 - 1125 anche se non si hanno attestazioni anteriori al XIII secolo. Naturalmente è chiuso per cui non possiamo vedere l'interno dove si trovano degli affreschi che, dalla letteratura esistente, sarebbero di non eccezionale fattura ed in cattivo stato di conservazione.
Proseguiamo la nostra gita proseguendo per qualche metro lungo la strada e voltando quindi a destra per una strada privata che contorna il prato in cui si trova l'oratorio. All'altezza del primo tornante, poche centinaia di metri più avanti, inizia il sentiero, segnalato in bianco - rosso, che sale a Massino Visconti.
È un bel sentiero che attraversa una selva castanile ormai abbandonata ma dove resistono grandi alberi maestosi accanto ad altri tagliati a ceduo.
Il tracciato alterna tratti piuttosto ripidi ad altri con pendenza modesta, è ben segnalato e di facile percorrenza nonostante sia ingombro di foglie.
Arriviamo ad un edicola dove si trova un affresco molto deteriorato ma di ottima fattura con una Vergine dal volto molto espressivo. Pochi metri più avanti raggiungiamo le prime case di Massino Visconti e sbuchiamo in Via delle Rotte al termine della quale voltiamo a sinistra imboccando la Via per Lesa salendo verso il centro, all'altezza del tornante vi è una scalinata che, nonostante le apparenze, non è privata ma pubblica, senza la spiegazione di una signora di passaggio non l'avremmo mai vista, e porta rapidamente nella parte alta del paese da cui raggiungiamo la chiesa parrocchiale di cui scorgiamo il campanile.
La messa è appena finita e la chiesa sta chiudendo ma il sacerdote sulla soglia ci dice che una rapida visita possiamo farla. La chiesa è attestata fin dal lontano anno 887 ma della chiesa originaria nulla rimane dopo le trasformazioni in epoca barocca. L'interno è a tre navate con cappelle dai begli altari marmorei, la cappella viscontea in fondo alla navata di destra è decorata da pregevoli affreschi cinquecenteschi, purtroppo gli unici ancora leggibili sono quelli della volta rappresentanti i Dottori della Chiesa ed i simboli dei quattro Evangelisti.
Usciamo ed ammiriamo dall'esterno il complesso del Castello posto accanto alla parrocchiale. Culla dei Visconti risale al XIII secolo ma le forme attuali sono del 1500 per il corpo principale cui, in epoche successive, furono fatte diverse aggiunte.
Ci avviamo verso il paese seguendo una strada interna che ci porta a scoprire i numerosi edifici medioevali che caratterizzano il paese, come spesso in Italia pregevoli edifici storici si alternano purtroppo alle brutture della seconda metà del secolo scorso.
Arriviamo alla chiesa di San Michele, probabilmente il più bello dei gioielli di Massino Visconti. Risalente all'XI secolo la chiesa ha subito vari rimaneggiamenti e dell'impianto romanico rimane solo il campanile, costruito fra il 1025 ed il 1050. Probabilmente al seguito di una frana, all'origine presumibilmente anche dell'accentuata inclinazione del campanile, la chiesa fu abbandonata per poi essere ristrutturata fra seicento e settecento. La chiesa è sempre visitabile e l'interno riserva la visione di ottimi affreschi quattrocenteschi attribuiti alla bottega di Giovanni da Campo con la panoplia degli Apostoli e dei Profeti sulla parete settentrionale, Il Cristo Pantocratore fra San Michele ed una Madonna in trono sulla parete Est ed infine, sulla parete meridionale Sant'Agata, la Trinità ed il martirio di San Lorenzo.
Ci rimane da visitare l'ultimo monumento: la chiesa della Madonna di Loreto che si trova all'estremità settentrionale  del borgo.
Edificata nel XV secolo ha degli affreschi, commisionati dai Visconti, attribuibili a varie scuole, fra cui quella di Sperindio Cagnoli, altri affreschi della chiesa sono datati 1599 ed altri, quelli della cappella di San Carlo, databili al '600.
È ora di pranzo, l'unico locale aperto del paese è la pizzeria, in una mezzoretta siamo pronti a ripartire, a poca distanza dalla chiesa di San Michele vi sono le indicazioni del sentiero H7 che porta alla nostra prossima meta: l'Eremo di San Salvatore posto sulla sommità dell'omonimo monte.
Il percorso si inoltra ripidamente fra le case e ben presto si trasforma in un sentiero che sale in un castagneto offrendo delle belle viste sul paese sottostante e sul lago. Si passa accanto ad un'edicola con una Madonna purtroppo deteriorata ma di notevole bellezza, il sentiero è sempre ben segnato in bianco e rosso finchè non giungiamo nel centro abitato della frazione superiore di Massino Visconti, qui i segnavia scompaiono e conviene memorizzare il percorso per ritrovarlo al ritorno.
Sbuchiamo in via San Salvatore dove ritroviamo dei segnavia: ci si offrono diverse possibilità, scegliamo la più diretta e veloce nonostante ciò comporti il camminare sull'asfalto ma, d'altronde il traffico è inesistente e il panorama notevole.
Arriviamo in breve in cima al monte, qui si trova l'eremo preceduto dalla locanda, chiusa nella stagione invernale, anche la chiesa è chiusa ma dalle due finestre accanto al portone si riesce ad avere una buona visione della zona absidale affrescata. Accanto al corpo principale vi sono altre tre cappelle di foggia affatto diversa. Una prima presenta una bella Crocefissione, nella seconda, un tempietto circolare, vi sono degli affreschi rappresentanti una Madonna con dei Santi, purtroppo in pessimo stato, l'ultima, una piccola edicola ritrae una Madonna del Latte.
È ora di scendere, ripercorriamo a ritroso il nostro cammino, ritorniamo a Massino dove è in corso una processione, esploriamo ancora un po' il paese e poi riprendiamo il sentiero per Lesa, giunti in prossimità dell'oratorio di San Sebastiano però prendiamo un sentiero che si diparte a sinistra e, attraversando una zona di antica industralizzazione ci porta a Villa Lesa, frazione del capoluogo da cui raggiungiamo il santuario della Madonna in Campagna, èun edificio costruito fra il XVII ed il XVIII secolo, con dei discreti affreschi barocchi ed un paio di tele notevoli.
La prossima meta è la chiesa parrocchiale di San Martino: la Guida Rossa del Touring Club parla di un campanile romanico di sette piani. Rimaniamo però piuttosto delusi: la torre campanaria è stata intonacata e trasformata così da non conservare praticamente nulla dell'aspetto originario. L'interno è comunque pregevole: begli altari, un grande organo, balaustre marmoree ed un eccezionale pavimento in cotto medone. Vicino all'ingresso una copia del "Trasporto del Cristo al sepolcro" del Cisari il cui originale si trova alla Madonna del Sasso ad Orselina.
Torniamo alla Madonna in Campagna mantenendoci lungo la viabilità interna e dal santuario proseguiamo  fino ai ruderi del Castellaccio, posto sulla riva del lago, ricoperto dalla vegetazione ed in stato di completo abbandono ormai da secoli, è un rudere probabilmente risalente al XII secolo ma di cui non si hanno praticamente notizie.
La mancanza di una passerella pedonale che permetta di attraversare il torrente Erno ci costringe a percorrere un breve tratto della trafficatissima Strada Statale del Sempione, in breve però siamo di ritorno al lungolago di Solcio ed alla nostra auto.

Piacevole gita che permette di apprezzare luoghi veramente belli con panorami d'eccezione.
I sentieri fra Lesa e Massino Visconti e da qui all'eremo di San Salvatore sono tutto sommato in buone condizioni e ben segnalati.
L'unico punto dolente della nostra esvcursione è la viabilità di Lesa decisamente non a misura di pedoni nè, tanto meno, di escursionisti, la mancanza di una passerella sul torrente Erno in prossimità del lago costringe a transitare sulla strada statale.

Hike partners: paoloski, annna


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Slideshow Open in a new window · Open in this window


Post a comment»