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Chiese e castelli dell'Alto Novarese


Published by paoloski Pro , 23 May 2020, 12h51.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:24 March 2019
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Time: 8:00
Access to start point:Autostrada A26, uscita di Castelletto Ticino poi seguire le indicazioni per Gattico.
Maps:Geo4Map Valle del Ticino 3 scala 1:50000

La meteo è di quelle che invitano ad andare senz'altro in montagna ma le Giornate di Primavera del FAI sono ormai diventate un'abitudine per noi: l'occasione di andare a scoprire una parte dell'enorme patrimonio storico e artistico del nostro paese, Anna poi ci tiene tanto ed il sacrificio non è in fondo così grande.
Vagliate le tante proposte decidiamo di recerci a Briona, a Nord di Novara: non è molto lontano da casa e vi sono anche altre cose interessanti da vedere nei dintorni oltre a quelle proposte dal FAI.
Partiamo presto e visto che i monumenti di Briona aprono alle 10 facciamo una digressione per Gattico: ho visto delle foto molto suggestive della chiesa di San Martino, appena fuori dal paese, in realtà sono dei ruderi ma questo fa si che non ci siano orari di apertura da rispettare.
Raggiungiamo Gattico, indicazioni nessuna, però nel nostro girovagare per strade e stradine ci imbattiamo nel complesso monumentale di Corte Baraggiola. Visto che siamo qui decidiamo per una visita, si tratta di un nucleo di edifici rurali, di un oratorio dedicato a San Nicola e di una torre alta e slanciata che, nata con funzioni militari è divenuta un campanile. La chiesa è chiusa ma dalle finestre riusciamo a scorgere degli affreschi di ottima fattura.
Riprendiamo la ricerca di San Martino, chiediamo informazioni, consultiamo Google Maps ed infine ci convinciamo che i nostri ruderi si trovino al termine di una stradicciola che si addentra fra prati e boschi, è così: riusciamo a scorgerla da lungi ma da qui è impossibile raggiungerla visto che larghe porzioni di bosco sono state recintate e la strada che raggiungeva le rovine è stata chiusa da una rete, proviamo a raggiungere la nostra meta da un altro lato, torniamo sulla strada provinciale e finalmente troviamo un cartello , assolutamente invisibile da chi percorre la provinciale, con l'indicazione per San Martino.  Finalmente eccoci ai ruderi che si rivelano essere in effetti molto suggestivi: si tratta di una chiesa di dimensioni notevoli, a tre navate di cui sono rimasti i pilastri ed i muri perimetrali, tutto è immerso nel verde anche se una speculazione edilizia poco distante, quella che ha inglobato il proseguio della strada, toglierà ben presto molto della bellezza a questo luogo.
È ora di raggiungere Briona, ci dirigiamo verso Suid passando per Momo, dove ci fermeremo al ritorno, e finalmente eccoci a destinazione. All'ingresso del paese c'è un ampio parcheggio ed un gazebo del FAI che ci da le informazioni per la visita ed il consiglio di dirigersi subito al castello per prenotare la visita pomeridiana. Raggiungiamo la base della collina sopra cui sorge il maniero e prenotiamo la nostra visita per le 15,15. Ora possiamo dedicarci con calma alla scoperta del paese. Prima tappa è la chiesa parrocchiale di Santa Maria ad Nives con i suoi notevoli affreschi.
Ci dirigiamo quindi verso il minuscolo Oratorio di San Bernardo, un piccolo edificio voltato a botte ed interamente affrescato. Vista l'esiguità degli spazi c'è una piccola coda per poter entrare ed ammirare i dipinti. Proseguiamo quindi per il cimitero dove si trova la chiesa , un tempo parrocchiale, di Sant'Alessandro. È una costruzione non piccola, di stile romanico in pietra e conci ed orientata. Aspettiamo che si formi un gruppo con i suoi apprendisti ciceroni, quindi entriamo. Anche questa chiesa ha dei pregevoli affreschi e fu costruita nell'XI secolo per poi essere ampliata nel XII con la costruzione di quella che ora sono la navata centrale e la navatella meridionale. La chiesa è rimasta sostanzialmente integra, il campanile crollato intorno al 1670 non venne ricostruito.
Ritorniamo verso l'oratorio di San Bernardo, aspettiamo in coda qualche minuto e poi entriamo per ammirare gli affreschi decisamente notevoli. Le pareti e la volta a botte sono ricoperti da affreschi di buona fattura ed in buono stato di conservazione, con l'eccezione naturalmente della rappresentazione del Demonio, tenuto al guinzaglio da San Bernardo, titolare dell'oratorio, che nei secoli passati era "percosso" dai fedeli che così lo "combattevano.
La giornata FAI prevede anche un pasto a prezzo convenzionato presso un ristorante del paese, ci rechiamo quindi al ristorante "Da Mazzo" dove consumiamo un ottimo pranzo in un piacevole ambiente.
La visita al castello è prevista fra un paio d'ore per cui decidiamo di fare un giro nei dintorni, ci rechiamo nella vicina Fara Novarese ma, vista l'ora le chiese sono chiuse, facciamo un breve giro e poi risaliamo in auto, arrivando a Briona siamo passati di fronte ad un piccolo castello veramente spettacolare, raggiungiamo quindi Proh, una frazione di Briona, e parcheggiamo di fronte al maniero. Nonostante le dimensioni ridotte è decisamente scenografico: ha tutti gli elementi che ne fanno un vero forte medioevale: torri, spalti, caditoi, pusterle, merlature... In realtà fu edificato alla metà del XV secolo da Francesco Sforza come villa di delizie. Sorge fra le risaie in posizione molto suggestiva ma avvicinandoci ci accorgiamo come tutto sia abbandonato ed in rovina, un cartello ne narra brevemente la storia: dopo gli Sforza i proprietari furono molteplici, ognuno ha fatto aggiunte e trasformazioni  fino a farlo divenire una cascina, il restauro del 1960 lo restituì alle forme originarie ma, da allora, il degrado è stato continuo. Facciamo un giro attorno alle mura, il luogo è decisamente suggestivo e meriterebbe di essere recuperato e valorizzato ma, tant'è, in Italia i monumenti minori sono tanto numerosi mentre le risorse culturali e la capacità manageriali e di impresa tanto scarse che c'è ben poca speranza di vedere recuperati questi monumenti.
Torniamo a Briona, è quasi l'ora della nostra visita al castello ma abbiamo il tempo di salire lungo la stradina che porta ad un ingresso secondario del parco che lo circonda, da qui abbiamo un'ottima vista sul paese.
La visita guidata al castello è interessante ma, giocoforza visto l'affollamento, piuttosto sommaria. Siamo comunque soddisfatti: le giorate FAI sono una possibilità eccezionale per conoscere dei gioielli che rimarrebbero altrimenti preclusi alla visita.
Sulla strada del ritorno ci fermiamo a Momo per visitare l'Oratorio della Santissima Trinità, sul tracciato della Via Francisca, risalente all'XI secolo ma sorto sui resti di un tempio celtico, è stato completamente affrescato agli inizi del XV secolo.
Gli affreschi sono in ottimo stato e perfettamente leggibile, dei volontari li illustrano ai visitatori, sempre numerosi, e la visita ci lascia estremamente soddisfatti.
Ultima tappa della giornata è la chiesa cimiteriale di San Marcello a Paruzzaro, frazione di Oleggio Castello, anche questa è una bella sorpresa: la chiesa di impianto romanico con bel campanile coevo, a navata unica, è completamente affrescata da dipinti di ottima fattura risalenti al XV e XVI secolo opera di botteghe novaresi e vercellesi. Recentemente restaurati sono oggi ben leggibili  Nel corso dei restauri sono affiorati frammenti di affreschi trecenteschi.
Soddisfatti dalla giornata ci avviamo verso casa, la coda sul ponte di Sesto Calende ci permette di ammirare un magnifico tramonto sul Monte Rosa.

Notevole giornata alla scoperta di monumenti minori della nostra zona.

Hike partners: paoloski, annna


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