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La Trappa di Sordevolo.


Published by paoloski Pro , 5 March 2019, 12h24.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 3 March 2019
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Time: 5:30
Height gain: 530 m 1738 ft.
Height loss: 530 m 1738 ft.
Route:10 Km
Access to start point:Autostrada A26, uscita di Romagnano Sesia, seguire dapprima le indicazioni per Alagna quindi quelle per Gattinara, poi per Masserano e quindi per Biella, da qui raggiungere Occhieppo inferiore, poi Occhieppo superiore ed infine Sordevolo. Passare davanti alla chiesa parrocchiale e proseguire sulla strada principale fino a trovare le indicazioni di un parcheggio sulla sinistra. Esiste anche la possibiltà di parcheggiare più avanti in prossimità del bivio per San Grato.
Access to end point:Gita ad anello.
Accommodation:Trappa di Sordevolo, aperta da aprile ad ottobre. 30 posti letto, ristorazione. Telefono: 348 2703135 o 015 8853231

Della Trappa di Sordevolo, un grande edificio dalle alterne vicissitudini sorta come monastero per i Passionisti ma poi di fatto usato solamente per sei anni da un gruppo di monaci Trappisti in fuga dalla Rivoluzione Francese, ne avevo letto anni fa ripromettendomi di farvi, prima o poi, un giro, ma, come capita, me ne ero in seguito completamente dimenticato.
Nei giorni scorsi però mi è venuto sotto mano un appunto preso allora, visto che il sabato sera siamo a teatro e faremo tardi propongo ad Anna questa gita adatta alle sue possibilità e che ci permetterà di partire un po' più tardi.
Cerco indicazioni su internet ma queste sono contraddittorie e non riesco a capire se il posto sia aperto o meno per cui prendo contatto con il gerente della Trappa che mi dice che la struttura aprirà ad aprile ma che domenica saranno comunque presenti per fare dei lavori e che potremo visitarla.
Partiamo con calma da Varese, a Romagnano facciamo l'imprescindibile tappa alla pasticceria Agarla e alle 10 passate, dopo esserci persi, come sempre, fra le strade attorno a Biella, raggiungiamo Sordevolo, parcheggiamo e partiamo seguendo le indicazioni. Passiamo accanto ad un grande opificio dismesso ma recuperato come testimonianza di archeologia industriale ed ora facente parte della Rete Museale del Biellese, proseguiamo oltre il lavatoio ed infine giungiamo ad un eusauriente pannello esplicativo che illustra il percorso.
Si segue dapprima una stradina asfaltata, ma con traffico veicolare inesistente, che offre degli scorci panoramici molto interessanti: la vallata è larga ed i pendii sono disseminati da edifici d'alpeggio isolati e, a quanto sembra, in buone condizioni, vi è una fitta rete di stradine interpoderali che li raggiungono ed i prati sono ben curati e, con tutta evidenza, ancora caricati.
La strada passa accanto ad alcune costruzioni cosicchè possiamo vedere da vicino i loro magnifici tetti in grandi  beole squadrate. Si alternano tratti asfaltati ad altri dal fondo di terra o di acciottolato, superiamo l'imbocco del percorso che porta alla Ferrata dell'Infernone e raggiungiamo quindi Pian del'Asino, da cui inizia, come spiegato da un cartello, la mulattiera che porta alla Trappa che, pur rovinata dal tempo e dalle intemperie conserva alcuni tratti veramente belli che ne fanno apprezzare la sapiente tecnica costruttiva,
Usciamo dal bosco, passiamo accanto a due edifici rurali e, superato il secondo, ecco all'improvviso apparire la Trappa, pur avendo già visto l'edificio in fotografia l'impatto visivo è notevole, non ci aspettavamo un edificio tanto imponente.
Giriamo attorno alla costruzione e incontriamo un uomo intento ai lavori, ci presentiamo e ci chiama il gestore della Trappa con cui mi ero sentito nei giorni scorsi.
È una persona cordialissima che ci spiega la storia e le attuali attività della Trappa per poi invitarci a visitarla dicendoci: "Girate liberamente, dove è aperto potete entrare".
Se la vista dell'edificio da fuori è stata sorprendente la visita degli spazi interni lo è ancora di più: innumerevoli stanze, alcune affrescate, tre piani collegati da scale, grandi finestre che si affacciano su un  paesaggio incredibile, la visione dei tetti in beole delle parti più basse... I lavori di restauro, in corso da vent'anni, sono veramente notevoli e illustrati da cartelli esplicativi. In una stanza vi sono anche i manifesti riguardanti gli innumerevoli corsi che si tengono alla Trappa: dalla pittura alla costruzione dei muri a secco, dalla fabbricazione del sapone alla lavorazione del feltro, dall'intaglio del legno alla coltivazione delle piante officinali... e poi i concerti e le conferenze, la cucina e il presidio Slow Food del burro di latte crudo.
La nostra visita dura più di un'ora, gli spazi sono immensi e labirintici, infine veniamo invitati a condividere il pranzo con le persone presenti, in tutto una tavolata all'aperto di una dozzina di persone, ottimo cibo, conversazioni interessanti ed allegria.
Arriva l'ora di congedarsi, lasciamo un piccolo contributo per la continuazione dei lavori di ristrutturazione nell'apposita cassetta, salutiamo i nostri ospiti e ci avviamo.
Per il ritorno abbiamo scelto di non ripercorrere il tragitto fatto stamane ma di salire per la mulattiera a monte della la Trappa fino a raggiungere il "Tracciolino" ovvero la SP512 che congiunge i santuari di Oropa e di Graglia. Percorriamo la mulattiera e poi deviamo su un'altra sterrata, traversiamo il Rio Burchina e saliamo quindi, percorrendo un altro tratto sterrato, in un magnifico betulleto, fino alla Strada Provinciale 512 che seguiamo, in leggera salita per circa mezzo chilometro fino a che troviamo una diramazione sulla destra, inizialmente anch'essa asfaltata, che ci porta attraversando un bosco fino alla Locanda Le Piane e poi al sottostante B&B Mandrione. La stradina sterrata prosegue in discesa a tornanti, alcuni evitabili con percorso intuitivo su sentierini non segnalati, offerndo magnifici punti d'occhio sulla sottostante pianura e sulla lineare morena della Serra d'Ivrea, ben presto giungiamo nei pressi della chiesa di San Grato, compiamo una breve digressione per salirvi poi torniamo sulla strada asfaltata che dopo un centinaio di metri abbandoniamo per seguire un tratturo acciottolato che ci riporta nei pressi del lavatoio da cui siamo passati stamane. Riattraversiamo Sordevolo e raggiungiamo la nostra auto.
Essendo in zona decidiamo di non rientrare direttamente ma di raggiungere il non lontano paese di Netro dove vi è una chiesa cimiteriale romanica degna di una visita, così è: Santa Maria Assunta è un vero gioiello.

Breve e facile gita che ci ha permesso di conoscere un luogo veramente di rara bellezza. Torneremo senz'altro alla Trappa.

Per informazioni sugli eventi, i corsi, l'ospitalità:
mail: coordinatore@ecomuseo.it /     telefono: 3493269048
www.facebook.com/Trappa-di-Sordevolo

Il tracciato GPS si interrompe a San Grato avendo inavvertitamente spento lo smartphone, da San Grato il percorso per Sordevolo è comunque elementare.


Hike partners: paoloski, annna


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Comments (1)


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blepori says:
Sent 6 March 2019, 07h22
posti dolcissimi, bella scoperta. Grazie!


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