Diga del Gleno


Published by imerio , 2 October 2018, 22h14.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:17 September 2018
Hiking grading: T1 - Valley hike
Time: 2:30
Height gain: 300 m 984 ft.
Access to start point:Pianezza si raggiunge da Vilminore di Scalve, a cui si giunge dopo aver superato il Passo della Presolana provenendo da Clusone (Val Seriana) e Bergamo.

Descrizione: Se chiedessi a chiunque “conosci il disastro del Vajont ?” quasi tutti risponderebbero di sì, ma alla domanda “conosci il disastro del Gleno?” pochi saprebbero rispondere, ad eccezione di molti bergamaschi e di chi frequenta la Valdi Scalve, anche se la diga del Glenodista meno di due ore di auto da Milano…
Mentre la tragedia del Vajont avvenne il 9 ottobre 1963 (circa 2.000 vittime), in un periodo quindi dove l’informazione era più diffusa, il crollo della diga del Glenosi manifestò il 1° dicembre del 1923 quando, alle 7.15 di mattina, una massa di circa 6 milioni di metri cubi di acqua sfondò la parte centrale del muraglione precipitando lungo la Valle del Dezzo, arrivando fino al Lago d’Iseo, causando circa 500 vittime e danni notevoli all’economia e all’ambiente.
Alla cosa non venne dato grande risalto, vuoi per i mezzi di informazione di allora, ma soprattutto perché non sarebbe stata una grande pubblicità per l’allora nascente Partito Fascista.
Ma perchèla Diga del Gleno crollò ?
Il Disastro del Glenorappresenta un esempio macroscopico degli effetti di un'approssimativa progettazione e malcostruzionedi una diga. La scelta, dettata da ragioni puramente economiche, di variare in corso d'opera la tipologia stessa della diga (da manufatto a gravità a diga ad archi multipli) ha rappresentato una sorta di bestemmia strutturale.
Le dighe ad archi multipli presuppongono un ottimo terreno d'appoggio poiché le volte hanno la funzione di trasmettere gli elevati carichi alle fondazioni e queste ultime devono essere dunque incastonate in roccia compatta ed integra. A Pian del Glenole rocce subivano gli effetti degradanti del gelo e disgelo ed inoltre erano state sottoposte all'azione dei ghiacciai durante le glaciazioni. Ma, anche tralasciando il fattore geologico dell'area, ben undici arcate furono appoggiate direttamente sul tampone a gravità inizialmente costruito, creando quindi una pericolosissima discontinuità strutturale. Solo un'accuratissima esecuzione delle opere avrebbe garantito un certo grado di sicurezza. Non solo: le imprese che lavorarono sotto la supervisione del Viganò(titolare della “fraterna Viganò” e impresario all'antica, che non tollerava l'intrusione di ingegneri in cantiere e gli sprechi di materiale) vennero pagate a cottimo e quindi meno tempo vi impiegavano tanto era di guadagnato! Ed ancora: venne criticato il tempo di maturazione del cemento delle arcate. Testimonianze affermarono che i muratori, nelle ultime fasi di costruzione, lavorarono direttamente sulle barche: si riempiva il lago mano a mano che i lavori progredivano!! Con queste premesse (e ve ne furono molte altre) il disastro fu inevitabile. Al contrario del Vajont non vi fu nessuna corsa al collaudo perchènon vi fu alcun collaudo e anche qui si trattò di una tragedia annunciata.
Numerose sono le pubblicazioni che si possono trovare sulla vicenda, ma secondo me la più completa è rappresentata dal poderoso volume di G.S. Pedersoli  “IL GLENO – Storia e album fotografico – edizione speciale per l’80° anniversario del tragico crollo della diga del Gleno– Con alcuni documenti inediti. (Edizioni Toroselle)”.

Commenti: classica e piacevole escursione che unisce la bellezza della natura della Valdi Scalveal ricordo dell’immane tragedia conseguente al crollo della diga (ci si arriva da Bergamo risalendo la ValSerianae poi seguendo le indicazioni per il Passo della Presolana). Raggiunta Pianezza (frazione di Vilminoredi Scalve) abbiamo seguito il sentiero 411 che in breve tempo e con poca fatica (solo 300 m di dislivello) ci ha condotti nella Valle del Glenoe alla relativa diga.
Devo dire che per essere un lunedì di fine settembre abbiamo incontrato un certo numero di escursionisti, alcuni dei quali proseguivano poi per il Rifugio Tagliaferri. Bello il meteo e i panorami.
Al ritorno, sosta obbligata alla Latteria Sociale Montana di  Scalve(a Vilmaggiore), dove si trovano ottimi formaggi. 

Hike partners: imerio


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Comments (1)


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mazeno says: Interessante
Sent 3 October 2018, 08h44
Molto interessante. Da ragazzo ne ho sentito parlare, ma non conoscevo i dettagli.
Grazie


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