Biella


Published by paoloski , 25 September 2018, 15h20.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:16 September 2018
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Time: 6:00
Access to start point:Da Varese si prende l'autostrada A8 e quindi la A26 in direzione Genova uscendo a Romagnano Sesia, si passa per Romagnano seguendo le indicazioni per Alagna ma passato il Sesia si lascia a destra la strada per la Valsesia e si prende per Gattinara, la si attraversa e si prosegue fino a Masserano dove si imbocca la superstrada per Biella. Alla domenica i parcheggi sono gratuiti.

Il tempo per questa domenica non sembra proprio essere eccezionale, io ed Anna decidiamo perciò di continuare il nostro Tour d'Italie andando a Biella. Io ci sono passato qualche volta per fare delle gare di corsa o per andare a fare le ferrate sopra il Santuario di Oropa, ma non posso certo dire di conoscerla.
Da quanto ci siamo letti per documentarci questa cittadina sembra avere diverse attrattive, anche se viene da chiedersi se esista qualche luogo in Italia che non ne abbia.
Da Varese dobbiamo percorrere meno di 70 chilometri, pur facendo l'abituale sosta in pasticceria a Romagnano, in un'oretta raggiungiamo la nostra meta.
Parcheggiamo senza problemi su un viale nella parte più moderna della città e, cartina alla mano, ci dirigiamo verso il centro. O per meglio dire uno dei centri, essendo Biella divisa in tre parti principali: il Piano, la zona bassa, il Piazzo corrispondente a quella alta ed il Vernato alle propaggini meridionali del Piazzo. Piuttosto inusualmente le parti più antiche sono quelle inferiori: il Piano ed il Vernato di origine romana. Il Piazzo invece si sviluppò a partire dal Medioevo assumendo presto la caratteristica di centro economico e politico della città. Questo fino al 1848 quando la sede comunale ed il mercato si trasferirono al Piano, facendo si che si preservasse il tessuto urbano originale con la Piazza della Cisterna, le porte, le ripide coste, gli edifici patrizi, il castello.
Il Piano ed il Vernato invece, sull'onda di una crescente industrializzazione, Biella fu uno dei principali centri lanieri d'Italia, subirono radicali trasformazioni tanto che del tessuto abitativo antico poco o nulla rimane.
Raggiungiamo la chiesa di San Sebastiano, la facciata è stata rifatta nel XIX secolo eliminando quella originaria che presentava diversi elementi decorativi in cotto per sostituirla con l'attuale che, pur riprendendo lo stile rinascimentale, non è certo bella quanto quella originale, l'interno è decisamente interessante con delle cappelle laterali che ricordano la decorazione illusionistica della chiesa di San Satiro a Milano. Come avremo conferma più tardi anche qui c'è la mano del Bramante. 
Raggiungiamo ora il centro cittadino, qui si trova un autentico gioiello, ovverossia il Battistero, il monumento più insigne ed antico della città, un piccolo edificio in laterizi dalle perfette proporzioni. Accanto il Duomo, risalente al XV secolo ma che nel XIX è stato completamente stravolto tanto da rendere illeggibili le rinascimentali forme originarie sostituite da un obbrobrio neogotico bizantineggiante di incredibile bruttezza. Quando vi arriviamo è in corso una funzione per cui rimandiamo la visita a più tardi. Ci perdiamo per le vie della città bassa, vi sono molte case ottocentesche e tanti portici sotto cui camminare al riparo dalla pioviggine che cade. Del nucleo antico rimane ben poco :la zona del Piano è di case borghesi ottocentesche, il Vernato alterna case più popolari a laboratori e piccole officine ormai perlopiù in disuso.
Saliamo al Piazzo usufruendo della funicolare, gratuita, che la collega al Piano. Salendo si ha modo di apprezzare il panorama sulla città e, appena giunti al termine della breve corsa ci troviamo immersi in un'atmosfera affatto diversa, qui il tempo sembra essersi fermato, la stazione di arrivo della funicolare si trova in quanto rimane di un antico chiostro conventuale, ci avviamo verso il borgo percorrendo strette strade affiancate da bassi portici medioevali, la Piazza della Cisterna è un autentico gioiello circondato da edifici porticati che le donano un aspetto unitario, sui due lati corti del parallelepipedo si trovano due pregevoli edifici: il Palazzo Gromi di Ternengo e, di fronte, il Palazzo Della Porta della Cisterna. Quasi nascosta in una rientranza della piazza la chiesa di San Giacomo, romanico - gotica con il bel campanile.
Dalla piazza si dipartono le due arterie principali del nucleo: il Corso del Piazzo e la via Avogadro, dedicata al grande matematico che qui visse. Nella via si trova una porta monumentale in laterizi, la chiesa settecentesca dedicata a Sant'Anna, la casa del suddetto matematico ed altri edifici rimarchevoli.
Ma è in Corso del Piazzo che troviamo i due palazzi più rappresentativi per storia ed aspetto, sono il Palazzo Ferrero La Marmora e quello dei Ferrerro Fieschi di Masserano. Appartenenti a due rami della famiglia Ferrero ed una volta uniti, sono di origine rinascimentale ed hanno subito nel corso dei secoli svariate trasformazioni conseguenti alle vicende familiari di una delle casate più insigni della storia d'Italia, a partire dal '500 con Sebastiano Ferrero ministro del Ducato di Milano, passando per i conti Fieschi da Masserano e finendo con la famiglia La Marmora che diede quattro generali al Risorgimento italiano.
Il Palazzo La Marmora è visitabile dalle 14,30 per cui decidiamo di mangiare in un ristorante sotto i portici di Piazza della Cisterna, ci sediamo ad un tavolo sotto il porticato e mangiamo con tutta calma dei piatti tipici piemontesi.  È ancora presto per cui decidiamo di scendere per una delle coste che collegano il Piazzo al Piano ed andare a berci un caffè nella parte bassa della città, ne approfittiamo per rendere visita anche al Duomo tralasciato stamane, anche l'interno cosiccome l'esterno è stato tragicamente stravolto.
Riprendiamo la funicolare, facciamo un ulteriore breve tour per le stradine del borgo  e ci troviamo poco prima dell'ora stabilita davanti a Palazzo La Marmora.
Il palazzo è visitabile solo con una guida, siamo noi ed un'altra mezza dozzina di persone, veniamo introdotti in un anticamera dove ci viene illustrato brevemente quanto vedremo quindi si passa in un grande salone dove si trovano un camino e diversi quadri fra cui uno con l'albero genealogico dei Catena, altra famiglia imparentata con i Ferrero. Si passa quindi ad una sala più piccola le cui volte sono affrescate con le rappresentazioni delle decine di feudi che nel corso dei secoli sono divenute possesso della famiglia. Vi è poi la Sala dei Motti cosiddetta perchè le volte del soffitto sono affrescate con scene illustranti motti proverbiali, poi vi è una sala con, fra gli altri, un grande quadro ottocentesco rappresentante la numerosa famiglia La Marmora con, ben riconoscibili, i quattro generali. Alle pareti di ogni sala vi sono una profusione di quadri, paesaggi, nature morte ma, soprattutto, ritratti dei componenti della casata e degli innumerevoli rami collaterali entrativi a far parte per matrimonio o adozione. Poi vi sono soprammobili, vasi, sculture, armadi pieni di libri e memorabilia...Un vero godimento per gli occhi.
La visita continua nel giardino da cui si gode un panorama eccezionale sulla città sottostante all'ombra dell'alta torre cinquecentesca che fa parte dell'adiacente Palazzo Ferrero Fieschi ma che i La Marmora dopo la divisione delle due proprietà, un tempo unite, si sono riservati.
Il giardino scende fin quasi al Piano in direzione della visibile chiesa di San Sebastiano, da sempre una sorta di cappella di famiglia, per la cui decorazione Sebastiano Ferrari, che a Milano ebbe modo di conoscere il Bramante e, forse, Leonardo, chiamò a lavorare se non il Bramante stesso, non vi è documentazione in tal senso, almeno qualcuno della sua bottega.
Infine eccoci alla conclusione con l'orangerie con una vite canadese di oltre 150 anni che ricopre soffitto e pareti.
Ritorniamo in Piazza della Cisterna, raggiungiamo la funicolare e ci rechiamo alla nostra auto parcheggiata nella zona moderna della città.

Biella è stata veramente una piacevole sorpresa, è difficile trovare in Italia un luogo che non abbia delle attrattive turistiche e culturali, ma questa cittadina, decisamente fuori dai circuiti turistici, ha veramente molte cose interessanti da vedere e da conoscere. Se la parte bassa, pur piacevole, è stata molto stravolta nel corso dei secoli, il Piazzo si è conservato praticamente intatto ed offre un'immersione nell'antichità veramente peculiare.

Hike partners: paoloski, annna


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