Trek sul Vallo di Adriano


Published by NrcSlv , 9 December 2014, 21h17.

Region: World » United Kindom » Cumbria
Date of the hike: 4 June 2014
Hiking grading: T1 - Valley hike
Waypoints:
Geo-Tags: GB 
Time: 7 days
Route:da Wallsend a Bowness
Access to start point:metro da Newcasle a Wallsend
Access to end point:Bus da Bowness a Carlisle
Accommodation:B&B

Percorso lungo l'antico limes che un tempo divideva Scozia e Inghilterra, calcando le orme degli antichi romani da Newcastle a Bowness: fortezze conservate nei secoli di storia disegnano un cammino tra le colline da mare a mare.
1) Wallsend Heddon 25.1 km
2) Heddon Corbridge 24.0 km
3) Corbridge Chester 18.4 km
4) Chester Vindolandia 26.4 km
5) Steel Rig Walton 29.0 km
6) Walton Carlisle 23.1 km
7) Carlisle Bowness 25.8 km Il nostro Muro

Il nostro Muro
Correva l’anno 122 d.C., l’impero romano era alla sua massima espansione ma nelle regioni più lontane cominciavano a manifestarsi delle difficoltà militari; l’imperatore Adriano era quindi desideroso di ristabilire l’ordine e, dopo una visita in Britannia, ordinò la costruzione di un muro per dividere le selvagge tribù dei Pitti che abitavano l’attuale Scozia dagli ormai civilizzati abitanti di quella che oggi è l’Inghilterra. In soli 6 anni, sotto la guida del governatore Platorio Nepote, i soldati delle tre legioni di stanza nell’isola completarono questa grandiosa opera: un muro da costa a costa lungo 120 km, largo circa 3 metri e alto da da 3 a 6 metri, con un profondo fossato a nord e una strada militare sul lato sud. Completavano l’opera 14 grandi forti, 73 fortificazioni minori (milecastles, una ogni miglio romano) e, tra l’una e l’altra, due torri di osservazione.
In seguito l’imperatore Antonino Pio realizzò un’opera analoga di 160 km più a nord e il muro fu parzialmente abbandonato, ma poi, nel 164 d.C., Marco Aurelio, vista l’impossibilità di sottomettere la Scozia, restituì il muro alla sua funzione originale con una guarnigione di 10.000 soldati ausiliari. Questa fortificazione era diventata il simbolo delle forza e grandezza di Roma e continuò ad essere presidiata anche dopo la caduta dell’impero.
Oggi rimane ancora molto e il muro è diventato uno dei più frequentati e classici percorsi di trekking delle isole britanniche. Da Manchester prendiamo il treno per Newcastle, poi proseguiamo in metro. Scendiamo a Wallsend dove esiste un museo con una torre panoramica consente di vedere dall’alto Segedunum: il primo dei grandi forti. In verità rimane poco, visto che nell’’800 su quest’area vi era una miniera di carbone poi sostituita da una zona residenziale.
Iniziamo a camminare costeggiando il fiume Tyne attraverso Newcastle. Non rimane traccia di quelli che erano i cantieri navali più importanti dell’impero britannico, il fiume è deserto, la zona è diventata residenziale, però l’inquinamennto è ancora evidente.
A Heddon-on-the-Wall troviamo il B&B che abbiamo prenotato. Non è stato facile organizzare il trekk: vicino al percorso e alla distanza giusta per una tappa non ci sono alberghi ma solo pochi e piccolissimi B&B. Il paese non è proprio piccolo, ha un paio di pub e l’unico negozio è annesso ad un distributore di benzina. Qui incontriamo il primo pezzo di muro: un centinaio di metri in un prato verde.
Il giorno successivo seguiamo fedelmente il tracciato del vallo che rimane coperto da una strada che però non vediamo perché una fitta siepe la separa dal sentiero erboso. La campagna è coltivata, molti sono i pascoli, vediamo innumerevoli kissing gates che, sul confine delle proprietà, consentono il transito alle persone ma bloccano gli animali. Deviamo per raggiungere la città di Corbridge, con il suo forte, il più importante insediamento romano. Ritornati sul tracciato del muro, il paesaggio cambia, diventa più ondulato e meno coltivato, lasciato prevalentemente a pascolo. Alla fine della giornata ricompare il muro, si attraversa per l’ultima volta il Tyne in corrispondenza del ponte romano controllato dal grande forte di Chesters. Non ci sono posti per dormire, così prendiamo la linea di autobus AD122 (chiamata come l’anno di costruzione del vallo, che effettua il servizio turistico lungo tutto il suo tracciato), raggiungiamo il forte di Vindobala, preesistente al muro, e l’ostello di Once Brewed, una specie di grande rifugio frequentato da escursionisti e ciclisti, c’è una cucina dove prepararsi la cena e abbiamo l’occasione di vedere i piatti scioccanti preparati dai locali.
Al mattino, utilizzando il bus navetta di un gruppo di ciclisti, torniamo al forte di Chesters e ripartiamo. Poco dopo inizia il tratto più bello del percorso: il muro esiste davvero, è ben conservato (restaurato) e lunghissimo, segue prevalentemente una collina delimitata verso nord da una scarpata rocciosa, e con numerosi crags, profondi varchi con delle fortificazioni per controllare il passaggio di persone e merci.
A metà strada incontriamo Housesteads Fort, Vercovicium per i romani, in cima ad una collina. Il paesaggio è quello tipico delle moorlands con pascoli torbosi, laghi, colline e qualche rara fattoria. Raggiunta Steel Rigg scendiamo al nostro ostello.
Il giorno seguente il muro è ancora più imponente e il paesaggio selvaggio. Arriviamo a Gilsland, il primo paese che incontriamo dopo tre giorni di viaggio. Qui non c’è più il negozio dove pensavamo di fare rifornimento e metà delle case sono in vendita; sembra un paese abbandonato. Continuiamo lungo il muro, sempre possente e ben conservato e raggiungiamo Birdoswald (Banna), l’ultimo forte trasformato in museo. Mentre lo visitiamo inizia a cadere la tipica pioggia inglese. Proseguiamo in piano lungo la collina, poi a Pike Hill salutiamo il muro e con il sole scendiamo verso Walton. Alloggiamo nell’unico B&B, due stanze in una piccola villa signorile; l’accoglienza è molto cordiale, ceniamo in un grande locale con i ritratti degli antenati (tutti militari dell’ex impero) e colmo dei cimeli di famiglia.
L’ambiente è di nuovo agricolo, su e giù per le colline tra fattorie, mucche e pecore. Costeggiamo il fiume Eden e raggiungiamo Carlisle: una città con un castello e una cattedrale, piena di gente e di negozi, ma, alle cinque del pomeriggio, spariscono tutti e a fatica riusciamo a cenare con “fish and chips” nell’unica tavola calda rimasta aperta.
È l’ultimo giorno: dobbiamo raggiungere il Solway Firth e il mare. Siamo preocupati perché gli ultimi 10 km potrebbero essere sommersi dalla marea, proprio in questi giorni il suo ciclo è al massimo e anche l’ora in cui passeremo sarà quella peggiore.
In questo tratto il muro è sotto i detriti della piana alluvionale, però il percorso ne segue fedelmente il tracciato. Arrivati sulla costa alcuni cartelli avvisano che lì l’acqua può arrivare ad un metro di altezza, però ci tranquillizziamo vedendo mucche e pecore che pascolano al limite della spiaggia.
Il trek termina a Bowness sulla cima di una collinetta dove vi era un altro forte romano. Pensavamo fosse una località balneare, ma non ci sono né bagnanti né barche, il fiordo è così piatto che, con la bassa marea, l’acqua si allontana di decine di chilometri. Dalla nostra camera possiamo vedere l’onda di marea che lentamente ma inesorabilmente allaga tutta la baia. Questo paesino è un posto strano, di frontiera, per secoli teatro delle razzie effettuate dagli scozzesi che, sulla via del ritorno, appesantiti dal bottino, alcune volte venivano sorpresi dalla marea e sparivano in mare. Ai primi del ’900 una ferrovia, poi sprofondata, attraversava il fiordo, gli scozzesi la percorrevano a piedi per venire qui dove gli alcolici erano più economici; spesso mentre tornavano a casa ubriachi cadevano in mare e annegavano. Anche i parroci erano gente particolare: tra i vari paesi era abitudine rubarsi le campane.
La camminata è finita, al mattino un ultimo relax sulla spiaggia, che qui è un prato verdissimo coperto di fiorellini rosa. Poi bus, treno, aereo e ritorno a casa.

Hike partners: NrcSlv


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 23225.gpx Hadrian Wall - Newcastle Bowness

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T1
12 Aug 14
Hadrian's Wall Path · Makubu

Comments (2)


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Makubu Pro says:
Sent 10 December 2014, 00h22
Eravamo qui in agosto! Bellissimo!

Cari saluti, Markus

andrea62 says:
Sent 10 December 2014, 16h15
Niente male questo mix di storia ed escursioni.
Ciao
Andrea


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