Val Vobbia (Liguria), tra rocche, boschi e ferrate


Published by Andrea! Pro , 12 November 2014, 17h07.

Region: World » Italy » Liguria
Date of the hike: 8 November 2014
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Via ferrata grading: D+
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days
Height gain: 2300 m 7544 ft.
Route:40 km
Access to start point:Vobbietta. Uscita Isola del Cantone (autostrada Milano-Genova).

A volte il percorso che porta a scegliere una meta non è molto lineare, come è successo per questo giro in Val Vobbia. Cercando, tempo fa, informazioni sull'Alta Via dei Monti Liguri, mi ero imbattuto nelle immagini del Castello della Pietra e mi era rimasta la curiosità di andarlo a vedere, poi in zona ho scoperto esserci anche una ferrata ... altra curiosità da soddisfare.
Avevo preparato un ipotetico percorco che poi era rimasto nel cassetto ... fino a settimana scorsa.

Non trovando mezzi pubblici per compiere una semi traversata, non ci resta altra possibilità che chiudere un anello ma rimaneva un dubbio su come percorrere l'ultimo tratto per ritornare alla macchina.
Sulle cartine in mio possesso non risultava niente mentre su delle vecchie IGM veniva segnato un sentiero.

Chissà se esiste ancora, ci chiediamo. Poi verificando le distanze valutiamo che il pezzo "incognito" è davvero breve (circa 500 metri in linea d'aria) e allora ... mal che vada ... tiriamo dritti in mezzo al bosco.

Quindi partiamo baldanzosi da Vobbietta e percorrendo il sentiero segnalato con un cerchio giallo vuoto raggiungiamo, in mezzo ai boschi, il Bric delle Camere, elevazione non troppo accentuata lungo la dorsale.
Scendiamo a Caprieto (sentiero linea e punto gialli) e imbocchiamo il sentiero per il Ponte di Zan, che la leggenda dice essere stato costruito dal diavolo in una notte (come tanti altri ponti in montagna).

Ad un bivio non seguiamo il sentiero ufficiale (rombo giallo) ma ne prendiamo uno non "bollato" ma ben visibile (a parte un paio di guadi) e segnato sulla cartina che scende comunque nei pressi del Ponte, sulla statale della Val Vobbia.
Percorriamo l'asfalto per circa un chilometro e .. sorpresa: il sentiero (punto giallo) per salire al Castello dalla statale è ufficialmente chiuso per una frana. Non avendo altra possibilità ignoriamo i cartelli e scavalchiamo la recizione dei lavori in corso (che fuori legge che siamo!), sapendo anche che il tratto è breve. Nella parte bassa il tragitto è molto comodo e tranquillo, poi nel tratto franato (effettivamente impossibile da passare) fortunatamente troviamo un varco sui ripidi prati laterali (probabilmente utilizzato anche dagli addetti ai lavori) e raggiungiamo comunque la porta del Castello della Pietra, magnifica costruzione tra due torrioni di roccia.

Il Castello è molto bello è suggestivo, peccato sia chiuso, lo avremmo visitato volentieri.
Dal Castello si percorre il bel Sentiero dei Castellani (croce gialla) che rimanendo principalmente a mezza costa, sempre immerso in bei boschi, conduce all'abitato di Vobbia.
Pausa caffè a Vobbia e poi saliamo a Crocefieschi, percorrendo per un tratto la vecchia e malandata mulattiera della Via del Sale e poi un tratto di asfalto.
Superato Crocefieschi seguiamo ancora la strada asfaltata (due rombi gialli) e quando il percorso lascia l'asfalto e inizia a salire verso il Monte Carmo lo abbandoniamo per seguire una evidente traccia nel prato (e successivamente nel bosco) che ci porta direttamente al nostro agriturismo dove pernotteremo.

La struttura è semplice ma l'accoglienza è davvero molto calorosa e familiare, ci si trova subito a proprio agio in questo bel posto in mezzo al verde (www.pecorenere.net). Ottima e abbondante cena, buon riposo e altrettanta ottima colazione.

Al mattino ripartiamo per tornare a Crocefieschi e prendiamo il sentiero (quadrato giallo) che porta all'attacco della ferrata Deanna-Orlandini, che si sviluppa sui slanciati torrioni delle Rocche del Reopasso. La ferrata attacca in un fessurone con subito un bel passaggio atletico (aggirabile), poi scende per andare ad attaccare il successivo torrione, quello più bello che porta in cima alla Biurca Sud. Se il primo tratto di questa seconda sezione è tranquillo, il successivo tratto (anche un po' strapiombante) richiede tecnica e forza per essere superato e raggiungere la prima cimetta poco sopra al Bivacco Busalla (il tratto impegnativo è aggirabile andando direttamente al bivacco).

Il bivacco è proprio un nido, appollaiato sulle rocce della Biurca.

Si prosegue sempre lungo i cavi, si supera anche la cima della Biurca Nord per poi scendere e con un traverso raggiungere il ponte di cavi, superato il quale si affronta l'ultima verticale fatica per arrrivare in cima alla Carega do Diao (dialetto ligure: sedia del diavolo), anche questo tratto è aggirabile.

Dalla cima si scende ancora con l'aiuto di qualche cavo metallico fino a ricongiungersi con i sentieri. I tre ragazzi incontrati sulla ferrata faranno ritorno a Crocefieschi (con il sentiero quadrato giallo) mentre noi due proseguiamo in direzione del Monte Reale, seguendo il sentiero segnalato con "due X gialle".

Il sentiero dapprima un pochino impervio, si trasforma successivamente in una strada sterrata che conduce comodamente all'abitato di Minceto, dove scendiamo per una pausa pranzo.
Ritornati brevemente sui nostri passi prendiamo il sentiero "tre palline gialle" che porta sulla cima del Monte Reale dove c'è un Santuario con annesso bivacco. Il bivacco lo troviamo aperto per la presenza di un gruppo scout, ma penso che normalmente sia chiuso e bisogna chiedere le chiavi.

Dalla vetta si segue un sentiero (non bollato) che scende ripido verso l'Alpe Curlo. All'inizio il sentiero è ben visibile, mentre verso la fine la traccia si perde un po' in mezzo ai rovi fino all'incrocio con quello che porta a Griffoglietto. In questo tratto incontriamo un cane da caccia che sembra esseri perso e continua a seguirci. Troviamo un numero di telefono sul collare e chiamiamo il padrone. Ci mettiamo d'accordo che se il cane ci seguirà ancora di lasciarlo in qualche modo legato a Griffoglietto dove loro arriveranno in macchina.

E il cane ci segue lungo la mulattiera che rimane in quota e che porta alla frazione di Griffoglietto (in un tratto, a causa di alberi caduti abbiamo perso la traccia principale ma poi ritrovata ... bastava seguire il cane).
Lasciamo in custodia il cane ad un signore e poco dopo incontriamo la persona giusta: un ragazzo che conosce molto bene la zona. E' proprio quello che ci serve per darci indicazioni sull'ipotetico sentiero che scende a Vobbietta. Con grande sorpresa scopriamo che il sentiero esiste, anche se non in buone condizioni e che lui lo percorre ogni tanto durante i suoi allenamenti.
Molto gentilmente ci accompagna fino all'imbocco del sentiero che coincide perfettamente con quanto segnato sulla IGM.

Quindi risolviamo anche questo ultimo dubbio del percorso e velocemente torniamo a Vobbietta e alla macchina dove mentre ci cambiamo inizia a piovigginare .... tutto preciso!

Hike partners: Andrea!


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Comments (3)


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Sent 12 November 2014, 19h14
Che bei posti,davvero particolari!!! Ciao ALE

Andrea! Pro says: RE:
Sent 12 November 2014, 19h16
Si, meritano una visita in questi periodi di "transizione" tra le stagioni.
Andrea

massimo61 says:
Sent 13 November 2014, 13h29
belle zone che roccia strana
Ciao Massimo61


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