Ferrata Deanna Orlandini al Reopasso


Published by Simone86 , 23 October 2012, 15h46. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Liguria
Date of the hike:21 October 2012
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Via ferrata grading: TD
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 3:30
Height gain: 450 m 1476 ft.
Height loss: 450 m 1476 ft.
Access to start point:Autostrada Milano-Genova, uscita Busallo o Isola del Cantone, poi verso Crocefieschi. Parcheggiare.

Crocefieschi è un abitato della valle Scrivia, sull'Appennino Ligure, in provincia di Genova.  Fa parte del Parco Naturale dell'Antola. Questa ferrata ci ha attirato per la geomorfologia delle sue rocce. Il qui presente "conglomerato di Savignone" è composto da ciottoli e sassi cementati tra loro da una malta calcarea. Nella sua particolarità, grazie ad una facile erosione nel tempo, ha donato a queste montagne profonde gole, pendii ripidi e forme bizzarre. Eravamo inoltre curiosi di constatarne la tenuta! E ci ha sorpresi per l''ottimo grip e solidità di roccia. La zona è battuta per la caccia al cinghiale.
La ferrata è gradata DIFFICILE con 3 passaggi MOLTO DIFFICILI. 
Il percorso è composto da un cavo, raddoppiato nel passaggi molto difficili. Non ci sono staffe.


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 Lasciata la macchina in un posteggio lungo la strada provinciale ci si inoltra nel paese in direzione della chiesa. Si devono cercare i segnavia "quadrato giallo vuoto". Li si segue dapprima su strada appena carrozzabile fino ad una chiesetta e poi per ampia mulattiera in un bosco di latifoglie, aggirando il monte Castello sul suo pendio W.  In 20' di passo sostenuto si è all'attacco.

  Purtroppo, dei ragazzi che ci precedevano hanno avuto serie difficoltà fisico/tecniche nel primo settore,  rallentandoci pesantemente (un settore superabile in 10' ne ha richiesti 45', con evidente stress muscolare di braccia e gambe).Cose che succedono, magari non hanno valutato bene le difficoltà della ferrata, ma l'importante è che ne siano usciti sani e salvi. 

1° settore "l'Anchise": è il punto più caratteristico, una grossa spaccatura in cui infilarsi, sospesi a diversi metri da un fondale apparentemente infinito che dona sensazioni di verticalità e leggera claustrofobia. La sua prima parte, direi un D- , è composta da un facile traverso per entrare nella spaccatura, e poi un altro traverso, seguendo il cavo, per portandosi nel cuore della gola. La seconda parte, direi MD, estremamente tecnica e fisica richiede una buon utilizzo dei piedi (scarponi a suola rigida) e delle braccia per uscire dalle verticali pareti della gola. E' richiesto anche un attraversamento da una parete all'altra per nulla semplice. Si sgattaiola cosi sul tetto di questa seconda parte. C'è una terza parte che in realtà è un sentiero attrezzato di collegamento al successivo settore, molto facile quindi F.
Esiste un sentiero che aggira questa prima parte sulla destra dell'ingresso nella gola.

2° settore "la Biurca": è il punto più appariscente. Da lontano sembra un gigantesco formicaio dalle pareti verticali con una lunga cresta aerea. In realtà, avvicinandosi, ci si accorge che è meno tosto di quello che sembra. La prima parte sale con una pendenza modesta, arrampicabilissima, su cresta larga, dove non si avverte esposizione. Potrei gradarlo come PD con passaggi di AD. Gli ultimi 15m invece risalgono la parete Est, con un tratto strapiombante ed un traverso molto fisico. Qui l'esposizione è marcata. Anche questo è un passaggio MD. Quando si sbuca sulla cima è presente un libro di vetta. Siamo sulla Biurca Sud Q934. Prima dell'ultima parte difficile si può prendere un sentierino a destra per raggiungere la Biurca Nord Q941 in tranquillità. E' presente un piccolo bivacco. Il passaggio dalla Biurca Sud alla Nord è composto da un facile tratto attrezzato. Tempistiche: circa 25'.

3°settore "il Traverso": dalla Biurca Nord si scollina perdendo diversi metri di dislivello per poi iniziare un lungo traverso su una facile parete esposta a Est, a tratti umida ma sostanzialmente mai difficile ne aerea. A parte qualche tratto verticale, nella quasi totalità è un traverso appoggiato. Difficoltà: tra il PD e l'AD. Tempistiche: circa 15' .
E' presente un ponte tibetano di 10-12m al termine del settore "il Traverso" che lo collega direttamente al settore successivo. Il ponte è evitabile, ma comunque non è molto alto (circa 6-8m da terra).

4° settore "Carega Do Diao": in dialetto locale significa "sedia del diavolo", e pare essere, a detta di tutti, il punto più ostico di tutta la ferrata. In effetti si tratta di salire un grosso pilone roccioso, verticale con scarsi appigli. E' necessaria una buona forza fisica per issarsi ai cavi. Solo gli ultimi 3-4m di questo pilone sono veramente duri (MD) e occorre superarli in fretta per non stancare le braccia. Poi manca un ultimo tratto medio-facile, che direi essere AD, per giungere sullo zucco sommitale dove è posta una madonnina. Tempistiche: 15'-20'

rientro: seguire i segni gialli, marcati da quadrato e "XX" per costeggiare il lato W e arrivare al ponte tibetano. Seguire il sentiero in cresta che resta a W del traverso. Si arriva cosi, risalendo diversi metri, alla Biurca Nord. Ora si scende per ripido sentiero su una cresta in direzione W per poi compiere un lungo traverso su sentiero verso SE, arrivando in breve all'inizio della ferrata. Da qui per la strada iniziale si torna alla macchina. Tempistiche dal termine della ferrata alla macchina: 50'

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Ferrata favolosa, in ambiente suggestivo, dislivello e distanze contenute, fattibile in una mattinata (se residenti in loco).  Tutti i settori sono aggirabili ed evitabili singolarmente. E' molto ben curata e, a quanto pare, tanto frequentata. Il giro completo con lunghe pause e l'imprevisto iniziale (oltre un ora) ha richiesto 4h30'.  Ma può essere percorsa in molto meno. I passaggi gradati MD sono davvero impegnativi e non alla portata di tutti, principianti solo con esperti (se proprio devono farla..). Personalmente la seconda ferrata più bella mai fatta dopo il Grona.  



Hike partners: Simone86, botticchio


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Comments (5)


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andrea62 says:
Sent 23 October 2012, 16h07
Anche l'Appennino è in grado di regalare emozioni forti e montagne da non prendere alla leggera, bravi.
Andrea

Simone86 says: RE:
Sent 23 October 2012, 16h12
Assolutamente si, anzi i locali hanno detto che anche lungo la costa ligure ci sono diverse ferrate ancor più suggestive.
Grazie Proff!

lucalore says:
Sent 30 July 2014, 18h50
Ciao, rispetto alla Grona è più facile o difficile?

Simone86 says: RE:
Sent 30 July 2014, 20h11
Ciao, rispetto al Grona che tendenzialmente è più lunga e più arrampicabile questa ha tratti banalissimi e solo due punti dove è richiesta molta forza di braccia. Nel complessivo il grona è piu impegnativo ma come picco di difficoltà penso che la Orlandini abbia solo due punti brevi ma molto difficili

lucalore says: RE:
Sent 30 July 2014, 23h45
Grazie


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