Biv. Duilio Strambini m.2530 - biv. Pian del Lago m.2330 (SO): un bel giro ad anello con gran finale


Published by Alberto , 3 September 2015, 10h28. Text and phots by the participants

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:30 August 2015
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Time: 4:00
Height gain: 749 m 2457 ft.
Route:rifugio Malghera m.1960 - casera di Sacco m.2008 - Pian di Mezzo - biv. Duilio Strambini m.2530 : minuti effettivi 98 (ore 1,38) km. 4,260 disl.+582 RITORNO: biv. Duilio Strambini m.2530 - Pian Sortino - biv. Pian del Lago m.2330: TRATTO DI PERCORSO T5 minuti effettivi 83 (ore 1,23) km. 3,860 disl.+169 -365 - casera di Sacco m.2008 - rifugio Malghera m.1960 minuti effettivi 54 km. 2,800 disl. -384
Access to start point:Milano - S.S. 36 - Lecco - Colico - S.S. 38 - Morbegno - Sondrio - Tirano - seconda uscita per Grosio - seguire per il centro,superando la chiesa,poi prendere a sinistra seguendo le indicazioni per valle Grosina - Fusino (alla chiesa di Fusino vi è la macchinetta per prendere il pedaggio giornaliero di 3 euro, ATTENZIONE: chi fa il furbo rischia 120 euro di multa) - prendere a sinistra in discesa passando sotto la diga - val Grosina occidentale - Dossa - Ortesei - Malghera - rifugio Malghera [p ]
Accommodation:rifugio Malghera m.1960 (fabbriceria di Grosio) bivacco Duilio Strambini m.2530: p.l. 9 con coperte,un tavolo,panchine,un fornello a gas,tanica per recupero acqua,caffettiera,canna che conduceva l'acqua vicino alla struttura,ora in disuso,quindi la si recupera a un minuto di cammino seguendo il sentiero verso il passo di Sacco. bivacco Pian del Lago m.2344: p.l. 4 con coperte,piatti e padelle,cucina a gas e fornello a gas (non vi è la bombola),acqua all'interno della struttura e all'esterno,tavolo e panche,luce (era a pannello solare che è sparito mentre la batteria è distrutta e si trova all'esterno ai piedi della struttura,probabilmente vandalismo),piccola stufa a legna ma non si capisce se la vogliono far funzionare o la vogliono dismettere. Struttura poco sfruttata per quanto riguarda la sua metratura,spartana per quanto il suo mantenimento. A poche decine di metri,poco sotto vi è il lago,uno dei tanti che sono in questa zona.
Maps:carta val Grosina - Mortirolo: itinerari nel territorio della Comunità Montana Valtellina di Tirano - CNS n° 279 brusio e 269 Passo del Bernina

Lorenzo mi avvisa che si trova a Teglio (il paese,per coloro che non lo sanno,che diede il nome alla val-tellina appunto,perché gli abitanti sono tellini e dove risiede l'accademia del pizzocchero d'oro: poi,i pizzoccheri come altri piatti,sono buoni quando piacciono) in vacanza,quindi il Bradipo delle Alpi mette a frutto la sua conoscenza delle zone visitate per scegliere qualcosa alla portata dei più,anche se molti sono ancora in ferie.

Scelgo la val Grosina in modo tale che al ritorno chi è d'accordo,si possa cenare dalla Giovanna per evitare code infinite del caotico rientro ferie: ovviamente telefono per avvisare e che darò conferma del numero quando ci vedremo per fare l'escursione. Nessun problema,per ora il posto c'è!

Alle 6,30 mi ritrovo con Gianluigi a Bione,i miei calcoli sulla base di un precedente ritrovo a Tresenda in cui eravamo in ritardo,"allungo" le tempistiche,ma il Gian con il suo piede di "piombo" mi fa pensare che saremo in anticipo...molto in anticipo,quindi poco dopo,zona Morbegno,si cerca di rallentare restando nei limiti minimi di legge.

Giunti al parcheggio una mezz'oretta prima delle 8,15 attendiamo l'arrivo di Lorenzo "l'evidenziatore delle Alpi" che arriva 15 minuti prima,non resta che aspettare Patrizia...Gli dico a Gian di chiamare la Patty...prova e riprova ma il suo cellulare non funziona: interviene il Bradipo con il "baracchino" che serve e riesce solo a effettuare chiamate e sms,nulla di più,ma...drinnnn,pronto...e avviene il miracolo della comunichescion.

Meno male che si è potuto contattare la Patty visto che lei ci aspettava più avanti dato che è scesa dall'Aprica passando per Stazzona: quindi senza troppi ma e però ci dirigiamo al successivo ritrovo che ci si passa via per forza di cose dove conosciamo Patrizia la quale si spaventa nel non vedere altre donne,perché teme di essere una palla al piede.

 

Purtroppo,Patrizia,avendo vissuto esperienze risalenti una decina di anni fa,quando il Gian cercava di "spronare" i partecipanti,pensava che noi (il Bradipo non sprona nessuno e nessuno sprona il Bradipo,rischierebbe una vada via al...po po he he he...han cercato altri di provarci,ma l'esito è stato negativo: vi sono coloro che han l'abitudine del pronti partenza e via,cercando di raggiungere la meta nel minor tempo possibile,pensando che i lenti si stimolino ad accelerare il passo e questo lo fanno anche in discesa,pensando che se tiriamo,i lenti accelerano,così arriviamo presto a casa...poi vi son stati eventi esemplari che han dato ragione al Bradipone,il quale sostiene,come molte guide alpine,che in montagna si deve andare senza preventivare orari di rientro "ristretti" evitando di avvisare chi è a casa dalla cima,meglio quando le terga sono eventualmente appoggiate al sedile dell'auto mentre è in movimento...sperando che non accada nulla in strada!) andiamo veloci e che lei era costretta a fermarsi da qualche parte...non siamo delle Ferrari,ma delle 500 d'epoca che vanno senza problemi...consumando poca "benzina".

 

Così partiamo alla volta della val Grosina,a Fusino prendiamo il permesso e seguiamo la strada che ci porta in val Grosina occidentale fino a raggiungere il rifugio Malghera m.1960,situato vicino al santuario Madonna della Misericordia o del Muschio costruito nel 1888 utilizzando come presbiterio la vecchia cappella del 1836,sorta a ricordo di una immagine della Madonna col Bambino apparsa sul "muschio" di una roccia a un pastore nel 1750 durante una terribile tempesta: in alcune carte viene citata come Madonna della Neve.

La giornata è a dir poco spettacolare,l'atmosfera frizzante,data la quota e la partenza...tranquilla come sempre: infatti Patrizia rimane meravigliata,in particolare perché Gianluigi non è colui che ricordava nelle escursioni fatte anni or sono.

 

Bisogna anche ammettere che il tempo passa,si medita su quale comportamento è meglio adottare nel camminare in montagna,poi c'è quel lato che si dice "migliorarsi nel tempo" una cosa rara ma fattibile,mentre altri soggetti saranno costretti per forze maggiori,a migliorarsi,cambiando radicalmente il modo di affrontare la montagna adattandosi per "costrizione": presto o tardi,TUTTI rallentiamo,nella speranza di non fermarci troppo presto,cosa che avverrà senza ombra di dubbio e su questo credo che nessuno abbia da ridire!

 

All'inizio del percorso la segnaletica indica che vi è un altro bivacco di cui non ne sapevo nulla: la cosa m'intriga,eventualmente verrò quassù un altra volta per visionare il percorso...però,mentre saliamo in direzione della nostra meta,osserviamo il lago e il bivacco Pian del Lago e il possibile tracciato da fare,ovviamente fuori pista dato che non vi è un sentiero di collegamento,vediamo,tanto abbiamo tutto il giorno e se siam d'accordo tutti ovviamente.

Così giungiamo al bivacco Duilio Strambini m.2530 dove Lorenzo prepara la merendina: l'acqua che avrebbe dovuto giungere vicino al bivacco non c'è,poco importa dato che a 1 minuto di cammino vi è il vicino ruscello dove riempiamo le bottiglie.

Senza esagerare pranziamo con la buona insalata di farro che Patrizia ha preparato,buona,salame e formaggio,poi gli immancabili pistacchi che vanno a ruba.

Gianluigi si fa una pennichella di mezz'oretta mentre un gruppetto arriva dal passo: anche loro han intenzione di andare al bivacco Pian del Lago,così alle 13,30 ci incamminiamo,prima in discesa per poi risalire un po su percorso non proprio agevole evitando di finire con una gamba in qualche buco ostruito dai rododendri,pervenendo su una sorta di altopiano dove con comodità raggiungiamo il bivacco.

E' stato proprio un giro ad anello che ha meritato,offrendoci una bella vista della valle di sacco dall'alto: al bivacco patrizia approfitta della vasca per un bel pediluvio rigenerante,mentre io preferisco l'ombra della struttura dato che il sole martellava alla grande.

Poco dopo sopraggiunge una famigliola che ha fatto un giro ad anello di quelli tosti,infatti si vedeva bene un sentiero che tagliava in quota il Sasso Farinaccio m.2780 che proseguiva sotto il Sasso Campana per giungere al rifugio Biancadino: un percorso aperto da un paio di anni.

Dopo un poco ecco che arriva anche il gruppo che abbiamo conosciuto alla partenza,i quali son saliti a vedere dei laghetti (in questa zona sono numerosi) e delle pozze data la loro grandezza ridotta,le quali sono una meraviglia a detta loro che sono del tiranese e che han battuto molte delle cime di questa zona.

Bene,vien l'ora di scendere per poi andare dalla Giovanna dove ci aspettano dei piatti favolosi e ad ogni portata seguiva sempre l'offerta di averne un'altra identica,ma si doveva arrivare alla fine,quindi meglio non esagerare anche perché le portate erano esageratamente abbondanti.

Giornata stupenda dal punto di vista meteorologico,dal gruppetto ben assortito e compatto e infine dall'ottima cena!

 

 

Ciao a tutti e alla prossima!


Hike partners: Alberto, gianluigi


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Comments (2)


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danicomo says:
Sent 3 September 2015, 10h57
Giovanna?
Nome del ristorante, please....
Ciao
Daniele

Alberto says: RE:
Sent 11 September 2015, 17h03
Locanda da Giovanna a Mazzo di Valtellina: ti assicuro che non te ne pentirai, ciao!


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