Pizzo dei Tre Signori


Published by imerio , 7 December 2020, 20h38.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike: 1 July 2015
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Time: 7:30
Height gain: 800 m 2624 ft.
Height loss: 1700 m 5576 ft.
Access to start point:Introbio si raggiunge da Lecco risalendo la Valsassina.

Quando Carlo mi ha proposto questa escursione, ho accettato volentieri l’invito, anche se su questo gruppo montuoso ero stato la scorsa settimana con Fabrizio e Giuseppe, partendo però dal versante Valtellinese.
Giunti a Introbio (Valsassina) l’organizzazione prevedeva la salita alla Conca di Biandino con un fuoristrada: dal Rif. Tavecchia si sono infatti attrezzati per portare i turisti con questo sistema –occorre prenotare –, cosa che evita la noiosa e lunga risalita della prima parte della valle (900 m di dislivello), percorsa da una mulattiera ora ormai completamente asfaltata.
Arrivati al Rifugio Tavecchia, io ho salutato i miei compagni e sono partito a spron battuto verso il Rif. Grassi (egoisticamente la battaglia tra il rimanere con il simpatico e ben assortito gruppo, oppure salire al Pizzo dei Tre Signori, è stata vinta “facilmente” da quest’ultima soluzione: era troppa la voglia che avevo di raggiungere questa cima da cui mancavo da un po’ di anni e a cui mercoledì scorso ho dovuto rinunciare), dove i miei soci sono poi saliti fermandosi a mangiare.
Raggiunto rapidamente il rifugio ho quindi proseguito verso il Pizzo dei Tre Signori , seguendo le indicazioni per la via del Caminetto, che percorre sostanzialmente la cresta erbosa che dalla Cima di Camisolo si collega con il Pizzo.
Non ricordavo il tratto finale così faticoso, dove il sentiero si impenna con pendenze severe (a volte si sale aiutandosi con le mani) fino a raggiungere il cosiddetto Caminetto, una spaccatura nella roccia attrezzata con catene (che con bel tempo e a stagione inoltrata si possono anche non usare) che si risale per arrivare in cima, da cui ho potuto ammirare lo stupendo panorama, un po’ limitato dalle nuvole di condensazione.
Dopo  aver consumato il mio ridotto pranzo (il pensiero è andato ai miei amici che “gozzovigliavano” al Grassi…) ho  iniziato la discesa dal lato opposto della cima, passando da zone molto rocciose, fino ad arrivare alla Bocchetta di Piazzocco.
A causa della nebbia e della segnaletica non ineccepibile, alla Bocchetta ho avuto un po’ di indecisione, seguendo per un po’ un sentiero che poi ho ripercorso a ritroso (capivo che stavo andando in una direzione sbagliata) per scendere da un altro sentiero che mi ha portato in breve tempo al punto di ritrovo stabilito: il Lago di Sasso, situato in una bella conca.
Lì mi sono messo in libertà e, un po’ prendendo il sole e un po’ rinfrescandomi nel lago, ho aspettato i miei compagni che, partiti dal Rifugio Grassi e scesi da una bocchetta del sentiero 101, sono arrivati dopo un’oretta, ma si sa, i pranzi nei rifugi prendono la mano, ed è sempre difficile rinunciare alle grappe, alle torte, ecc..
Riunitosi il gruppo, siamo ripartiti scendendo tutta la Val Biandino, dapprima in mezzo a bellissime praterie alpine in fiore e poi, raggiunto di nuovo il Rifugio Tavecchia, percorrendo il sentiero che costeggia il torrente Troggia di fianco alla mulattiera che al mattino abbiamo percorso con il fuoristrada, con utili scorciatoie suggeriteci da Enrico (anfitrione della valle…).
Questo ultimo tratto è stato ben faticoso (2 h dal Tavecchia ad Introbio per 900 m di discesa) e quando siamo arrivati alle auto, la stanchezza era tangibile su molti volti, anche se era mitigata dalla consapevolezza e dalla soddisfazione di aver compiuto un bel dislivello in discesa (dalla bocchetta che scende al Lago di Sasso ad Introbio ci sono 1.400 m di discesa).
Nel complesso una bellissima giornata, trascorsa in compagnia di un bel gruppo di amici. 

Hike partners: imerio


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