Li Conchi - Alburu Nieddu


Published by imerio , 4 December 2020, 18h06.

Region: World » Italy » Sardinia
Date of the hike: 6 August 2015
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Time: 7:00
Height gain: 400 m 1312 ft.
Access to start point:Vallicciola si raggiunge da Tempio Pausania, dopo una lunga salita a tornanti. Io ho iniziato il mio cammino circa 1 km dopo Vallicciola seguendo la stradina asfaltata che sale a Punta Bandiera.

Altra escursione nella zona del Limbara, gruppo montuoso di rilievo che abbiamo nelle vicinanze; se potessi fare cose in giornata andrei anche sul Gennargentu e sul Supramonte, ma sono troppo lontani.
Questa volta ho voluto visitare la zona Nordorientale del massiccio, dove non ero mai stato.
L’escursione si è svolta su piste forestali e su sentieri ben tracciati, in una zona caratterizzata da fonti, torri e guglie che spuntano dai boschi di leccio e che conferiscono all’area un aspetto molto selvaggio  (in questi giorni ho sentito di un’aggressione fatale a una persona da parte di un cinghiale e i giornali locali ci sguazzano…).
E’ un’area particolarmente vocata per l’arrampicata, ma si tratta di zone poco frequentate e non facili da raggiungere (tutte le volte che ci sono stato non ho mai visto nessuno arrampicare e nemmeno si vedono sulle pareti chiodi o spit).
Qui si seguito, alcuni nomi delle guglie granitiche della zona, con alcune delle impegnative vie di arrampicata*: Monte Biancu(Caveman Crack), Lu Monti di la Madonna (Nelle mani della Madonna), Punta Mala (Vento in Poppa), Guglia Spazzavento (Raffiche di Lacrime), Torre Littaghjesu (Pane per i friend, Mi ci ficco), Torre Innominata (Via della Tribolazione, La vedo brutta), Castello delle Streghe (Battesimo di sangue, Il collare del Condor, La placca mi invoglia), Monte Nuddoni (Tributo di sangue), e così via, ce ne sono veramente tante!
*Gli arrampicatori hanno una fantasia imbattibile nel battezzare le vie di arrampicata, ne ricordo una in particolare che ho visto anni fa scritta sulle falesie del M. San Martino, dopo Lecco, che si chiamava “Priscilla prendi l’anguilla”…
Dopo aver visitato questa zona del Limbara, mi sono portato sul lato opposto della valle, orientandomi con la mia guida ma anche grazie ad alcuni ottimi pannelli esplicativi presenti nei punti più strategici, fino a ricollegarmi sui sentieri che avevo percorso qualche giorno fa con Damiano (l’area del Limbara di Tempio è molto meglio segnalata di quella di Berchidda e presenta molte più possibilità di percorsi e concatenamenti).
Verso mezzogiorno mi sono fermato a mangiare nei pressi della Madonna della Neve, e qui, nella pace del bosco, mi è venuto spontaneo un paragone con la giornata di ieri dove, alla stessa ora, ero al mare con la famiglia: siamo stati all’Isola Rossa, un posto veramente magnifico, caratterizzato da una bella spiaggia e da rocce sommerse dove, nuotando, si vedono decine e decine di pesci, il mare era anche calmo e con Damiano ho fatto un giro con la canoa tra gli scogli al largo, tutto bello, però (c’è un però), dopo le 10 la spiaggia ha cominciato ad affollarsi e avevamo persone che si sono messe molto vicine a noi (quando i bagnanti si mettono a una distanza inferiore ai 12 m, mi inquieto…); c’era chi parlava (gridava) al telefono, chi faceva mostra del costume in tinta con il cappello e con la borsa, tutti a fare foto con  l’iphoneo il tablet, chi dava le coordinate per essere raggiunto, e così via; ho avuto nostalgia di questi momenti….
Ritornato all’auto, anche se faceva un bel caldo, ho voluto “esplorare” un’altra zona che finora non avevo mai percorso (quella sotto Punta Giugantinu), camminando un altro paio d’ore e riuscendo a migliorare di molto la mia conoscenza dei luoghi: ora posso dire che il Limbara ha meno segreti per me. 

Hike partners: imerio


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