Monte Canaussa (2492 m)


Published by emanuele80 , 25 October 2017, 15h47.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:16 September 2017
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 7:00
Height gain: 1650 m 5412 ft.
Access to start point:Da Torino su SP 460 fino a Pont Canavese, dove si segue l'indicazione Valle Soana; giunti all'inizio del paese, a destra troviamo il ponte in legno dove inizia il percorso per Tiglietto; si può lasciare l'auto nel piccolo spiazzo a monte del ponte, oppure più avanti nella piazza principale.
Maps:MU Edizioni - Carta della Val Soana n.05

Oggi trasferta nel Canavese, alle porte del Parco nazionale del Gran Paradiso. L’estate è ancora calda, per cui la possibilità di imbattermi nelle tipiche nebbie della zona è quasi una certezza: la scelta della meta ricade sul Monte Canaussa, bella montagna posizionata in ambiente selvaggio e panoramico, una cima di pretesto per portare a termine l’ampio itinerario ad anello che ho in mente.

Decido di partire dalla piazza di Ronco, benché sia possibile raggiungere il piccolo borgo di Tiglietto in auto, visto che poi il rientro lo effettuerò scendendo da Scandosio. Dalla piazza mi porto all’inizio del paese, fino alla passerella che permette di raggiungere l’ottimo ed evidente sentiero subito al di là del torrente il quale, lungo bellissime faggete, porta a Tiglietto. Attraversato l’abitato, perdo una cinquantina di metri di dislivello, per poi risalire bruscamente tra grandi blocchi di roccia sino al guado del torrente (1450 m circa), oltre il quale il percorso, nella vegetazione rigogliosa, si fa piuttosto faticoso fino all’Alpe Canaveia per 400 metri di dislivello. Il terzo superiore del vallone è più morbido e annunciato dall’Alpe Canaussa, in posizione bella e dominante. Un primo laghetto è a pochi minuti, il più grande a un quarto d’ora, sempre a fianco del sentiero. Sulla sinistra si nota un evidente colletto a NE del Monte Canaussa, dove scorgo per qualche secondo due cacciatori: risalgo liberamente il ripido pascolo finale e raggiungo il colle. Le nubi hanno ormai offuscato notevolmente il panorama, ma la visibilità del percorso rimane buona quindi proseguo per la cima. Dal colletto una traccia di sentiero porta per cresta alle prime roccette, dove dico a Zeus di aspettarmi ed avanzo con qualche facile passo d’arrampicata. Quando la cresta si fa più impegnativa, decido di abbandonarla e proseguire su erba a sinistra perdendo qualche metro per poi risalire a pochi passi dalla vetta, contrassegnata dal triangolino CAI di Rivarolo.

Panorama compromesso dalle nuvole, per cui sosta breve. Tornato da Zeus, mi riporto al colletto, dove la discesa sul versante N appare più difficile di quanto non sia in realtà: un breve canale di dieci metri porta sulle facili pietraie sottostanti. Continuo la discesa preferendo la destra del ruscello e ritrovando tracce di sentiero intorno ai 2150 m, in corrispondenza di uno spiazzo d’erba pianeggiante dove nel frattempo comincia a nevischiare. L’Alpe Bora Freida si raggiunge riattraversando il vallone da destra a sinistra, per un sentiero un po’ nascosto tra gli ontani e di difficile reperibilità fra le innumerevoli tracce di animali. Dopo aver tribolato un po’, mentre il cielo si rasserena raggiungo l’alpe ed in corrispondenza di alcuni ometti perdo quota alle sottostanti e ben visibili baite di Ghiavin (le sole abitate dagli unici “umani” incontrati oggi), dove mi prende un bello spavento: il povero Zeus viene aggredito da un asino che cerca insistentemente di calpestarlo! Allontano l’aggressivo equino con i bastoncini mentre viene richiamato dal pastore, per Zeus fortunatamente niente di rotto. Superata la paura, torno sulla traccia che fino a Fontana è segnata ma spesso poco evidente, oltre invece si procede senza rischio di sbagliare. Bella la borgata di Servino. Finiti i sentieri, un tratto di stradina asfaltata mi conduce a Scandosio e da qui a Ronco in circa un chilometro lungo la provinciale.


Hike partners: emanuele80


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Comments (2)


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Andrea! says:
Sent 26 October 2017, 08h20
Bello.
È una valle che ho in mente di esplorare maggiormente.
Andrea

emanuele80 says: RE:
Sent 26 October 2017, 09h35
Si, senza dubbio merita.
Montagne aspre, ma affascinanti nella loro apparente "povertà".

Ciao,
Emanuele


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