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Monte Unghiasse (2939 m)


Published by emanuele80 , 21 October 2017, 16h02.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 2 October 2016
Hiking grading: T4- - High-level Alpine hike
Waypoints:
Time: 8:00
Height gain: 1650 m 5412 ft.
Access to start point:Dalla Tangenziale Nord di Torino si esce a Venaria e si segue la SP1 per Lanzo. Seguire la provinciale fino a Ceres dove poco prima dell'abitato si svolta a destra sulla SP33 della Val Grande. Proseguire fino alla frazione Pialpetta e, appena superata la piccola borgata, si deve imboccare la strada a destra che porta a Rivotti. Dopo circa un chilometro girare a destra per Alboni. Quando si arriva alla borgata la strada termina e si può lasciare l'auto proprio dove inizia il sentiero n.322.
Maps:IGC 2, Valli di Lanzo e Moncenisio 1:50.000

L’autunno è la stagione ideale per visitare le valli di Lanzo, quando la temperatura si abbassa quel tanto che serve per scongiurare le nebbie estive che caratterizzano la zona. E’ quindi il caso di approfittare per fare un salto al Gran Lago di Unghiasse e, già che ci siamo, salire l’omonimo monte.

Parto da Alboni ed in breve mi accorgo che le relazioni in mio possesso non sono aggiornate; scoprirò poi che è stata costruita una strada sterrata di servizio agli alpeggi e vado quindi ad attraversarla, percorrendola per un tratto prima di raggiungere l’Alpe Vaccheria, dove parte il sentiero vero e proprio per il Gran Lago. Si cammina in un ambiente molto suggestivo, superando vari ripiani pascolivi caratterizzati da fasce rocciose levigate, sempre su buon sentiero e toccando di tanto in tanto qualche alpeggio. L’arrivo al lago è emozionante e doveroso di una sosta prolungata, ma la cima del Monte Unghiasse è lì sopra e già s’intuisce che non sarà una passeggiata, decido quindi di rimandare la sosta a dopo e proseguire in direzione della vetta. Come spesso capita, vista da sotto la salita sembra più difficile di quello che è realmente: in questo caso è solo scomoda, trattandosi di un traverso ripido di erba, pietre e terriccio da percorrere con molta cautela, superando in ultimo dei blocchi rocciosi che portano al Colle d’Unghiasse (2797 m). Qui terminano le difficoltà e su pietraia lungo la cresta, superando un’anticima, tocco l’ometto di vetta del Monte Unghiasse.

Il panorama dalla vetta ripaga della lunga salita, offrendo una splendida vista sui Laghi di Unghiasse, sul bacino artificiale di Ceresole Reale e sul Gruppo del Gran Paradiso.

Al ritorno, dopo essere ridisceso al Gran Lago per una meritata pausa, decido di procedere costeggiando la sponda SO e seguire il sentiero n.324 in direzione del Lago della Fertà. Quest’ultimo, posto ai piedi dell’anfiteatro cinto dal Monte Bellagarda e dalla Cima della Crocetta, merita senz’altro una visita. Dal lago, il sentiero scende lungamente fino all’Alpe del Laietto dove mi riallaccio al percorso dell’andata, tornando così al punto di partenza.

Tipica giornata autunnale con qualche nuvola ed un clima fresco e ventilato, i luoghi attraversati sono selvaggi e poco frequentati ma non severi e permeati di una rilassante pace. Incrociati solo altri due escursionisti sul sentiero per il Lago della Fertà.

In solitaria con l’inseparabile Zeus.


Hike partners: emanuele80


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Comments (2)


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Andrea! says:
Sent 21 October 2017, 18h44
Bene, vedo che non sono l'unico che bazzica in queste zone.

In ogni caso le relazioni sono aggiornate: "... e inizio l'avvicinamento su comoda sterrata fino a Vaccheria .." ;))) ...

E fa anche piacere leggere che più o meno diciamo la stessa cosa del traverso per giungere al Colle Unghiasse ... non credi?
Ciao.
ANDREA

emanuele80 says: RE:
Sent 22 October 2017, 22h59
Ciao Andrea,
avrei saputo della sterrata se avessi letto prima la tua relazione, ma quando mi è capitata sott'occhio ero già stato all'Unghiasse :)

Queste zone sono più da Gulliver, in tal caso un sito più adatto per prendere spunto, ma meritano senz'altro di essere condivise anche qui su Hikr...

Per il traverso mi trovo sicuramente d'accordo con te, come in molte altre occasioni leggendo i tuoi itinerari che ho avuto anch'io la fortuna di percorrere.

Ciao,
Emanuele


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