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Chiese romaniche fra i vigneti dell'Alto Astigiano


Published by paoloski Pro , 8 November 2016, 14h18.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 6 November 2016
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Waypoints:
Height gain: 480 m 1574 ft.
Height loss: 370 m 1214 ft.
Access to start point:Castelnuovo Don Bosco si raggiunge dall'uscita autostradale di Chivasso (TO) seguendo le indicazioni per Castagneto Po e seguendo poi in direzione Sud le strade provinciali 103 e 16. Nei pressi di Piazza Dante si trova un grande parcheggio.
Accommodation:Innumerevoli B&B ed agriturismi nella zona.

Da alcuni anni la sezione varesina del CAI propone un'escursione autunnale fra i vigneti. Già un paio di anni fa avevo avuto modo di partecipare ad una gita nella zona di Volpedo conclusasi poi in un'azienda vinicola dell'Oltrepo pavese. La proposta di quest'anno è per un percorso nel Nord dell'Astigiano.
Partiamo da Castelnuovo Don Bosco; prima sosta in piazza Dante, dove ha luogo un magnifico mercato di prodotti locali, come rinunciare all'acquisto dei cardi gobbi, di un paio di varietà di pere sconosciute da noi e di un tre chili di noci piemontesi.
Fortunatamente l'autobus è parcheggiato poco distante e possiamo lasciare la nostra spesa nel bagagliaio.
Finalmente iniziamo l'escursione, ci dirigiamo verso Nord e facciamo una prima sosta per ammirare la chiesetta di Sant'Eusebio, di origini romaniche ma modificata svariate volte nel corso dei secoli, è chiusa ma l'esterno presenta alcuni interessanti dettagli architettonici risalenti all'XI -XII secolo.
Ripartiamo e ben presto, percorrendo stradine agricole e tratturi, veniamo in contatto con quella che sarà la presenza costante della giornata: un fango appicicoso che si accumula sotto le suole. Comunque non è il caso di lamentarsi: siamo partiti da Varese in una tipica ed umida giornata novembrina e qui abbiamo trovato il cielo azzurro ed un tripudio di colori autunnali.
Il percorso si snoda lungo i fianchi di colline ricoperte da vigneti e campi già arati, da Freis raggiungiamo la sommità di una di queste dove si trova la chiesa di Santa Maria di Cornareto, in frazione Bardello,tipico toponimo longobardo, anche questa è di impianto romanico ma trasformata nel corso del tempo, di originale rimane l'abside del XII secolo in pietra chiara, dove trovano posto delle pietre decorate con incisioni di provenienza probabilmente ancora anteriore, e con cornici a dentelli in cotto nella parte sommitale. Il panorama è a 360°, in lontananza si scorgono le Alpi fra cui si riconoscono il Monviso ed il gruppo del Gran Paradiso.
Proseguiamo verso la già visibile chiesa di San Michele Arcangelo, anche questa posta sulla sommità di una collina e circondata dai vigneti. Breve sosta per ammirare il panorama e fare fotografie poi si riparte scendendo alla frazione di Mistrassi per poi risalire alla grande abbazia romanica di Santa Maria di Vezzolano, rimandiamo la visita al pomeriggio, ora proseguiamo per Albugnano dove, nel cimitero si trova un altro gioiello del romanico astigiano: è la chiesa di San Pietro, chiesa parrocchiale di Albugnano fino al XVI secolo e detta anticamente de Fenestrelle, ebbe poi un periodo di decadenza, mantiene intatte le strutture originarie e le magnifiche decorazioni in pietra arenaria con due monofore absidali che sono autentici capolavori.
L'ora del pranzo si approssima per cui ripartiamo scendendo fra i vigneti posti a Nord della frazione di Sant'Emiliano. Presto raggiungiamo l'edicola campestre di San Grato e da qui risaliamo all'agriturismo dove abbiamo prenotato un tipico pranzo piemontese che, come da aspettative si rivelerà ottimo.
Dopo pranzo ripartiamo per raggiungere la vicina strada provinciale 458 dove ci imbarcheremo sul pullman che ci condurrà all'abbazia di Vezzolano.
La rapida visione dell'esterno, avuta stamane, fa solo presagire la bellezza dell'interno. Fondata in epoca romanica la chiesa ha subito notevoli cambiamenti in epoca gotica ma conserva ancora dei caratteri assolutamente peculiari, con particolari di derivazione francese ed altri che fanno pensare ad un'influenza toscana.
Annesso alla chiesa vi è un chiostro con massicce colonne in mattoni decorate però da magnifici capitelli intagliati in arenaria. Lungo le pareti trovano posto dei notevoli affreschi fra cui un Cristo in Maestà circondato dai simboli dei quattro evangelisti. Un altro affresco rappresenta per alcuni un episodio della leggenda di Carlo Magno e degli scheletri usciti dal sepolcro, per altri un Memento Mori con gli scheletri apparsi a tre giovani cavalieri.
La cosa più notevole dell'abbazia è però il jubè, tipico delle chiese francesi ma quasi sconosciuto da noi che divide il nartece dalla navata centrale della chiesa. Questo elemento architettonico, di chiara ispirazione, se non di esecuzione, borgognona,poggia su cinque archi a sesto acuto e presenta due fasce magnificamente decorate, in quella inferiore una panoplia di santi e patriarchi, nella superiore diversi episodi della vita della Vergine. Nell'abside a fasce alterne di cotto e pietra arenaria trova posto l'altare maggiore, un trittico in terracotta policroma della metà del XVI secolo che sembra anch'esso di derivazione borgognona o comunque nordica.
Notevole e atipica è anche la facciata, che, pur presentando diversi rimaneggiamenti, conserva un'armonia pregevole, con un bel portale con pilastri e capitelli decorati ed una lunetta raffigurante la Vergine in maestà. Al di sopra vi sono tre ordini di colonne ed una bifora sormontata da un pronao con due angeli. Tutto è in fasce bicolori che fanno pensare ad un'influenza toscana o ligure. La torre campanaria è massiccia e in mattoni come il resto dell'edificio.
È ormai tramontato il sole, risaliamo sul pullman e ci avviamo in direzione di Varese.

Bell'escursione fra località veramente amene dove si trovano notevoli mionumenti artistici che richiederebbero una visita molto più approfondita. Nessuna difficoltà: un'escursione su strade di campagna, sentieri qualche tratto asfaltato, dove comunque il traffico è quasi inesistente, unico neo il fango veramente onnipresente ma questa non può certo essere considerata un gran problema.

Hike partners: paoloski


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Comments (2)


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andrea62 says:
Sent 10 November 2016, 09h40
Fa bene ogni tanto immergersi nel mondo degli Appennini o del pre-Appennino. Per ricordarsi che in Italia oltre alle Alpi, alle Prealpi e al mare ci sono anche realtà come le Langhe e l'Oltrepò.
Ciao
Andrea

paoloski Pro says: RE:
Sent 10 November 2016, 11h23
Vero, soprattutto se poi sulle Alpi fa brutto tempo e nella Langhe invece c'è il sole. Buone gite, Paolo


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