Hamar el Wadi


Publiziert von lebowski , 23. Dezember 2011 um 10:41. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Israel » Galilee
Tour Datum:21 Dezember 2011
Wandern Schwierigkeit: T3 - anspruchsvolles Bergwandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: AUT 
Aufstieg: 2011 m
Abstieg: 2011 m
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Efraim, Lion Peak, Bethlehem
Kartennummer:LBK N°1


 

Deutscher Text als Anlage



 Migliaia di tramonti bruciati e lune piene come pompelmi pallidi indietro, un asino fuggì definitivamente dalla stalla del padrone all'età di tredici mesi, staccandogli il dito indice con un morso.
Nel suo caso il processo di addomesticamento non risultò, evidentemente, radicale.
Gli arabi chiamavano Hamar el Wadi l'asino delle steppe della Nubia, solo Hamar, perchè sembrava uno come tanti altri, il nome che fu scelto per lui.
Non era un asino comune, ne era la quintessenza: orgoglioso, testardo e indomabile, sapeva spiccare salti lunghissimi. Finalmente libero dagli uomini viveva sulle montagne di Efraim, dove seguiva le tracce dei pascoli delle capre selvatiche dalle lunghe corna.
Amava restare a lungo a guardare il vuoto dei precipizi senza provare vertigine.
Il suo punto di osservazione preferito era un picco roccioso che ricordava una testa di leone, dove lo sguardo spaziava sulle distese polverose ocra e gialle delle pianure circostanti.
Hamar amava salirci di notte, per sentire la coltre dell'universo appicicarsi sulla pelle come una coperta, e dai buchi delle stelle argentee vedere trasparire l'infinito del cosmo.
Una fredda notte di dicembre notò una stella inquieta, che sembrava fissarlo.
Era diversa dalle altre, così bella che non si poteva guardarla senza sentirsi gonfiare gli occhi e le lacrime scorrere sulle guance.
La luce che emanava era quella del big bang, conteneva l'azzurro e l'acciaio dei lampi primordiali e il giallo misterioso di migliaia di soli a noi sconosciuti.



Hamar...
Chi parla?
Hamar sono io, la stella che guardi... Mi chiamo Stephen Hawking, in futuro scenderò sulla terra e si sentirà molto parlare di me, per ora lavoro quassù.
Mi hai ipnotizzato... è una magia o cosa?

L'asino si irrigidì, sgranando gli occhi, stretto tra la sorpresa e lo scetticismo naturale in cui era maestro.
Ho bisogno di te.
Di me?
Sì, devo salvare un... cucciolo, laggiù tra gli uomini, e ho bisogno del tuo aiuto.

La parola cucciolo, non essendo ancora stata inventata Biancaneve, rimandò subito le piste neuronali di Hamar alla sua infanzia e alle bastonate del baffuto padrone che voleva piegarlo alla sua volontà.
Nella vita ci sono scelte che si inspiegabilmente, senza il filtro della ragione, si raggiungono in un millisecondo.Ragliò tre volte in segno di assentimento.
La discesa verso le pianure nel buio della notte lo avrebbe esposto agli agguati degli sciacalli, quindi decise di seguire il torrente fino alla spianata di Bethelem.

La notte nel deserto secca la gola dello sciacallo come la brace dei fuochi dei pastori cuoce la sabbia. Quattro esemplari del cacciatore notturno si abbeveravano tranquillamente, quando lo scalpiccìo degli zoccoli di Hamar suonò il campanello d'allarme dei loro sensi predatori.
Si appostarono in una spinosa radura per l'agguato.
Quando uscirono dai cespugli come ombre minacciose per accerchiarlo e bloccare ogni via di fuga, l'asino frenò rumorosamente sui ciottoli.
I muscoli tesi di Hamar vibravano, il cuore batteva come la pelle di uno djembè nelle mani di un senegalese, cercava con gli occhi un varco per scappare senza trovarlo.
Ora una delle belve mi affronta e l'altro mi azzanna al collo - pensò, era la loro tattica, la conosceva bene dai racconti delle capre barbute lassù sulle alture; per questo non scendeva mai, le pianure erano infestate di uomini e sciacalli, due razze pericolose.
Alzò gli occhi al cielo, la luce guida della stella era sparita, pensò a un’allucinazione, lo scintillìo della bava dello sciacallo che aveva di fronte, gli strinse la gola in un morso.

Ste-e-phen?
Eccomi, ero solo nascosta da una nuvola, non temere, arrivano i rinforzi.

Un tamburellare di zoccoli in incipiente avvicinamento, pesanti come cedri del libano ruppe il silenzio.
Da uno squarcio nel buio uscì una furia al galoppo, il primo sciacallo fu incornato e sbattuto in aria come il bouquet della sposa a fine cerimonia, il secondo travolto e calpestato dalla massa del bovino in corsa.
Un toro nero e selvaggio, di dimensioni spaventose sbuffò aria dalle narici, che nel freddo della notte stellata disegnò due piccoli paracadute bianchi.
Un guaito soffocato e i due sciacalli superstiti sparirono come teletrasportati su marte.
Hamar con gli occhi sbarrati seguiva la scena dall'imprevisto epilogo.



Beh potresti almeno ringraziarmi - tuonò il bovino.
Ti devo la vita e non conosco nemmeno il tuo nome, grazie!
Mi chiamo Gilgamesh, vengo da molto lontano, dalle terre fertili tra i due fiumi; sono fuggito dalla stupidità degli uomini. Sono qui per l'incanto di una stella. Ora andiamo, dobbiamo seguire la luce guida di Stephen Hawking.
Anche tu...
Un fascio di fotoni molto luminoso scese dal cielo come un raggio laser alieno ai piedi delle montagne.
E' là che dovete dirigervi - sorrise la stella - Troverete una grotta, entrate.

Hamar e Gilgamesh raggiunta la pianura, videro che la luce spariva come inghiottita dall'ingresso del buio antro ai piedi della montagna.
Entrarono cauti, scorgendo nella penombra con loro sorpresa due umani, un uomo barbuto e una donna in avanzato stato di gravidanza, colta in una smorfia di dolore.
Non sembrarono sorpresi di vedere i due animali nella grotta.
Il cucciolo... un unico pensiero s’intrecciò nelle menti dei due animali.
La donna intirizzita aveva scavato una conca tra la paglia, tra selci spezzate e i resti di un giaciglio di fortuna, e vi aveva deposto il corpo esausto mentre il suo compagno cercava di coprirla con il suo mantello.
Hamar si sentì improvvisamente le orecchie bollenti, si coricò al suo fianco, e Gilgamesh fece altrettanto, spinto dalla pietà per quell'essere indifeso e infreddolito.
La donna sorrise, sapeva che quella notte, il venticinque dicembre, suo figlio sarebbe nato con due veri angeli della natura al fianco.
Intanto nel blu del soffitto terrestre, il cielo, Stephen Hawking continuò la sua missione; dopo un caffè con l'Orsa Minore apparve a tre re persiani, che ammaliati dalla sua luce si misero subito in viaggio. 





Un particolare ringraziamento a tapio che ha tradotto in tedesco i miei auguri in forma di storia natalizia, per estenderli alla maggior parte degli utenti di Hikr. 

Tourengänger: lebowski, tapio


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Kommentare (11)


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heliS hat gesagt: :)
Gesendet am 23. Dezember 2011 um 15:08
S.

lebowski hat gesagt: RE::)
Gesendet am 25. Dezember 2011 um 11:43
;)

gbal hat gesagt:
Gesendet am 23. Dezember 2011 um 22:52
Davvero una bella storia Luca....La tua penna e la tua fantasia sono sempre di prima categoria.
Grazie dei tuoi auguri!
Giulio

lebowski hat gesagt: RE:
Gesendet am 25. Dezember 2011 um 11:45
Grazie Giulio, leggere storie mi piace molto, stavolta ho avuto l'impertinenza di scriverne una.

ciao

Ewuska hat gesagt:
Gesendet am 25. Dezember 2011 um 21:28
Grazie Luca per questi fantastici auguri. Per commentargli mi permetto di usare una citazione :"trovo questo piccolo racconto indicato per tappezzare le pareti dell’anima"...
Buon Natale!

lebowski hat gesagt: RE:
Gesendet am 27. Dezember 2011 um 18:28
Forse allora non è vero che la tappezzeria non è più di moda...
Grazie, grazie, grazie!

bye

skiboy1969 hat gesagt: il pennino della beccaccia
Gesendet am 27. Dezember 2011 um 07:48
ciao Luca, quando esce il libro?
M

lebowski hat gesagt: RE:il pennino della beccaccia
Gesendet am 27. Dezember 2011 um 18:26
"Camminando con lebowski"
Guida semiseria all'escursionismo per tutte le gambe(anche deboli)...che ne dici?

bye

Luca_P hat gesagt: Complimneti Luca
Gesendet am 28. Dezember 2011 um 17:09
Bravissimo. Ciao

lebowski hat gesagt: RE:Complimneti Luca
Gesendet am 28. Dezember 2011 um 18:29
Grazie Luca, ti auguro un 2012 pieno di salite...vincenti!
Come al solito del resto!
ciao

Luca_P hat gesagt: RE:Complimneti Luca
Gesendet am 30. Dezember 2011 um 18:44
Grazie contraccambio con gli auguri per un bellissimo 2012 pieno di natura, montagne e di bellissimi racconti che sai scrivere!
Ciao




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