Quattro giorni nel "Top End"


Publiziert von andrea62 , 15. November 2016 um 14:01.

Region: Welt » Australia » Northern Territory
Tour Datum:16 Oktober 2016
Wandern Schwierigkeit: T1 - Wandern
Wegpunkte:
Geo-Tags: AUS 
Strecke:Vari sentieri ("short walks") a Kakadu e Litchfield N.P.
Zufahrt zum Ausgangspunkt:Darwin è isolata nel nord dell'Australia e si raggiunge soprattutto in aereo. In auto o treno sono 1500 km da Alice Springs e almeno 3000 dalle città principali. Da Darwin le "highways" conducono ai Parchi Nazionali.
Unterkunftmöglichkeiten:Nel Kakadu ci sono il grande albergo dalla forma di coccodrillo a Jabiru, poi un paio di altri hotel e vari campeggi. Alcuni hotel a Katherine e molti a Darwin.

“Volare è il contrario del viaggio” ha scritto Italo Calvino “si sparisce e si ricompare in un luogo e in un tempo che nulla hanno in comune con quelli da cui si è partiti”. Arrivato a Melbourne non mi sono sentito in Australia ma in una delle tante città del mondo in cui si parla l’inglese, fino a quando in aperta campagna ho visto dei koala dormire sugli eucalipti. Volare a Ayers Rock e poi a Darwin più che girare per l'Australia è saltare da un luogo all’altro lasciando indietro ... dei deserti tra i più inospitali della Terra, il paese bruciato dal Sole di cui parla Bryson. Per vedere meglio dove si è capitati, e non si vuole rischiare che l'auto si fermi in mezzo al nulla, uno di questi trasferimenti andrebbe fatto in treno.
 
Conscio di visitare una parte piccola ma comunque non irrilevante del territorio australiano e noleggiata a Darwin un’altra Toyota Corolla, parto con mia moglie per un itinerario di circa 1100 chilometri nel “Top End”. Questa è la regione più a nord dell’Australia, non distante dall’equatore e sottoposta a un clima monsonico con media delle massime sui 33-34 gradi tutto l'anno, che concentra le piogge di solito tra gennaio e marzo e che sostiene un ecosistema di pianure alluvionali, paludi e foreste. Abbiamo trovato una temperatura un pò più alta della media, sarebbe stato meglio il contrario.  
Come escursionismo ci siamo limitati agli "short walks", sentieri di 1-2 ore ma all'interno di paesaggi decisamente inusuali per noi europei (quando mai vedrò ancora una foresta pluviale?) per cui li descrivo lo stesso.
 
Kakadu National Park
Il Kakadu National Park, nome derivato dalla tribù Gagadju,  è un’area grande quasi quanto la Lombardia,  percorsa da due “highways” che si incontrano in una piccola località di nome Jabiru.

Al centro visitatori “Window on the Wetlands” un pannello illustra il percorso compiuto dall’antenato dingo e dall’antenato tartaruga quando crearono il paesaggio durante il tempo della creazione (o “del sogno”). Per decine di chilometri si guida attraverso una suggestiva foresta, che dopo un pò è. . . sempre uguale, anche perché le aree paludose sono spesso nascoste alla visuale di chi viaggia in auto. Viaggiare in questo Paese può diventare monotono, quando ci siamo abituati ad un paesaggio normalmente inconsueto. Mi viene da dire che GLI ANTENATI NON EBBERO MOLTA FANTASIA.
Nel Parco vivono i più grandi coccodrilli e pitoni australiani, i primi arrivano a 6-8 metri di lunghezza e i secondi poco meno, ma camminando lontano dall'acqua si è fuori dal loro habitat. Rimane da fare attenzione ad alcuni tra i serpenti più velenosi del mondo ma se non corro questo rischio, molto basso sui sentieri più frequentati, in questo Paese non mi muovo. Talvolta un canguro attraversa la strada prima di sparire nella foresta. Quando una breve deviazione si affaccia su una palude si possono vedere alcuni dei molti uccelli acquatici che vivono qui. Dove il bosco è meno fitto ci sono numerosi termitai, spesso più alti di un uomo, ne abbiamo visti migliaia e ce ne saranno MILIONI. Ai bordi della strada abbiamo visto almeno quattro auto abbandonate, oltre ai resti di numerosi pneumatici, si vede che da queste parti si usa così.

Per visitare il Parco è richiesto l'acquisto di un "pass" al costo di 40 dollari australiani a persona, non proprio regalato. Abbiamo acquistato i biglietti in un resort nel Parco e poi nessuno ce li ha chiesti.
Ubirr Rock e Nourlangie Rock sono due classiche mete del turismo nel Kakadu.

 
Ubirr Rock
Ubirr Rock e' una struttura rocciosa facente parte di una scarpata che segna un vecchio margine continentale. Nelle sue pareti e anfratti c’è una delle più famose gallerie d’arte aborigena e dalla sua cima si ha un ampio panorama.  
Il sentiero di visita è lungo 1,5 km e impegna circa 1 ora e mezza tenendo conto che bisogna anche fermarsi a vedere le pitture. Le mosche sono ancora più numerose che a Uluru, per fortuna abbiamo le reticelle che coprono il volto. Dopo un breve tratto in foresta, si vedono i vari dipinti, alcuni dei quali hanno migliaia di anni. Raffigurano, tra gli altri, animali tradizionalmente oggetto di caccia (canguro, tartaruga, pesci … ), il tilacino estinto in Australia da almeno 1000 anni,  la vicenda di una ragazza che scatenò una guerra tribale infrangendo la legge, Mabuyu a cui dei ladri rubarono i pesci che aveva pescato e per punizione lui li murò nella loro caverna, e il serpente arcobaleno. Quest’ultimo è uno degli antenati più importanti nella tradizione di tanti popoli aborigeni, è responsabile della creazione di vaste porzioni di territorio e quando si sveglia genera le piogge monsoniche.
 
Ubirr Rock si “scala” salendo per gradini di roccia, arrivando a un’altezza di 50 metri dopo aver superato un dislivello di . . . 35, secondo il mio altimetro.
Pur essendo in un ambiente dove con le dovute attenzioni si pratica l’escursionismo, credo di non essere mai stato in un punto così distante da una montagna: quella più vicina, i modestissimi Monti Durack alti 612 metri, sono lontani 800 km. Verso sud si possono vedere strutture come Ubirr e di pari altezza, profondamente incise dall’erosione. Quello che può essere ottimisticamente definito un altipiano continua verso sud con basse colline stile montagne russe o cavalcavia almeno fino a Katherine, a circa 115 metri di altitudine e a 300 chilometri di distanza. Dall'aereo l'Australia sembrava un immenso campo da tennis in terra rossa (ma ... dove giocano mettono il sintetico) pertanto il paesaggio sub-pianeggiante va avanti via via più arido fino alla base dei Monti Macdonnell a 1500 chilometri da qui.
 
Guardando dalla cima di Ubirr verso gli altri tre lati si estende una pianura alluvionale. A oriente c’è l’Arnhemland, un territorio grande circa un terzo dell’Italia amministrato dagli aborigeni che vi ammettono un numero limitato di visitatori a loro insindacabile giudizio. Per dirla con Chatwin, gli aborigeni avevano bisogno dello “spazio in cui poter essere poveri, se poveri volevano essere”. E prendendo le parole di uno di loro: “Nel tempo che noi chiamiamo Burr, spesso chiamato Tempo del Sogno, gli antenati ci diedero le regole per un giusto comportamento”. In base alle mie letture, oltre a regole sensate come vivere prelevando dall’ambiente solo lo stretto necessario, emergono ANCHE regole che francamente mi sembrano perlomeno irragionevoli. Come poi si faccia a dare fiducia a degli antenati che crearono l’ottanta percento del paese come un deserto inospitale è una domanda che mi pongo solo ora e che andava posta, CON IL DOVUTO TATTO, a qualche aborigeno con la patente di “saggio”. Va bene, ... l'Australia non è sempre stata come adesso, al "Tempo del Sogno" sarà stata più verde ... almeno lo spero!
 
Nourlangie Rock
Nourlangie Rock è un’altra scarpata rocciosa sulla quale gli aborigeni hanno impresso la loro arte.
Il sentiero alla base di Nourlangie Rock si snoda tra la foresta e la parete, che in basso è di conglomerato e in alto è di arenaria. In alcuni tratti assomiglia a un sentiero di montagna tracciato sui sassi e con un tappeto di foglie secche. Un percorso di 1,5 km porta a visitare i maggiori siti di arte rupestre, nel settore ai piedi della parete chiamato Anbangbang. Alcuni dei disegni sono esempi della cosiddetta “arte a raggi-x” perché viene dipinto lo scheletro del soggetto.
Nel corso del giro, una deviazione con una breve salita porta al punto panoramico Gunwarddehwardde, dove si ha alle spalle la scarpata e di fronte la foresta che si è appena attraversata in auto e che da qui sembra non finire mai. Guardandomi attorno mi sembra incredibile che soltanto l'uno per cento dell'Australia sia coperto da boschi ma come già ricordato è il deserto il principale protagonista del paesaggio australiano.
 
Il Centro Culturale aborigeno di Warradjan ci sembra ben fatto e illustra vari aspetti della vita degli abitanti tradizionali. Un’anziana spiega che le dispiace vedere la sua terra diventare un parco divertimenti per turisti. Un marchingegno illustra le regole che governano i matrimoni “misti” tra le varie tribù, cioè quelli permessi e quelli proibiti. Fino a pochi anni fa non si scherzava: per un matrimonio fuori dalle regole c’erano la morte o l’esilio. Viene spiegato che ogni aborigeno conosce la lingua della sua tribù, poi almeno una di quelle delle tribù confinanti così che l'inglese non è mai la sua prima lingua e di solito neanche la seconda.

Alla roadhouse di Mary River, appena fuori dal Parco, mangiamo hamburger, tradizionale piatto locale.
 
Nitmiluk National Park
Vicino a Katherine, 11.000 abitanti e unico centro chiamato città tra Darwin e Alice Springs, si trova questo Parco Nazionale noto soprattutto per la possibilità di visitare in barca le Katherine Gorge formate dal fiume Katherine.
Questo Parco meritava che ci fermassimo di più per fare anche due escursioni a piedi: il giro delle Edith Falls e i percorsi variamente combinabili tra 4 e 35 km che percorrono il bordo delle gole. Bisognava avere più di tre settimane, bisognava venire in Australia appena andati in pensione e starci due mesi, bisognava che non ci fosse la legge Fornero …
Nel fiume vive la specie più piccola dei coccodrilli australiani, quelli d’acqua dolce lunghi 2-3 metri e inoffensivi per l’uomo. Sinceramente pensavo di vederli invece abbiamo visto un canguro e dei wallabies non distanti dalla riva. 
 
Secondo la tradizione aborigena, alcuni antenati hanno contribuito a formare il paesaggio delle gole. Tra essi il serpente arcobaleno, che vive in una profonda pozza d’acqua della zona. Disturbare il sonno degli antenati può essere estremamente pericoloso, soprattutto quello del serpente arcobaleno che se si sveglia male può distruggere il mondo.
 
Terminata la visita, abbiamo mangiato il classico hamburger di queste contrade, nella sala da pranzo ricavata in un vagone ferroviario alla roadhouse di Pine Creek : quattro case, un negozio, un benzinaio, due luoghi di ristoro, la polizia e il cimitero. Anche in questo caso guardandomi attorno mi dico che non sarebbe il caso di esclamare "Grazie a Dio abito qui!".   
 
Litchfield National Park
E' un parco molto più piccolo del Kakadu, grande circa il doppio del Parco del Gran Paradiso. Il paesaggio è quello tipico della regione: foresta di pianura tra i tropici e l’equatore. Anche qui il  terreno è movimentato da numerose collinette e anche qui lungo la strada ci sono numerosi resti di pneumatici abbandonati e purtroppo anche un paio di canguri investiti.
I maggiori punti di interesse sono le cascate, ognuna delle quali ha il suo “short walk” che permette una visita un po' più ampia dell’area senza limitarsi al punto panoramico vicino al parcheggio.
 
Purtroppo sono in parte chiusi i “walks” che portano alla base delle Florence Falls, alimentate da sorgenti che hanno una buona portata tutto l’anno. Li percorriamo finché è possibile, avendo un assaggio sia della vegetazione detta “savanna” (bosco relativamente rado dominato dagli eucalipti con sottobosco di piante grasse) sia di foresta pluviale monsonica.
Alle Tolmer Falls percorriamo il “Tolmer walk”, che fa un giro di 1,2 km in mezzo a vegetazione non particolarmente fitta e tra forme di erosione. In basso scorre il torrente che origina le cascate, che in questo periodo hanno portata ridotta. Dal punto panoramico si ha una visione dell’estesa foresta che si è attraversata in auto viaggiando per mille chilometri attorno a Darwin.
 
Questo parco meritava più tempo, ognuna delle tre cascate principali meritava che fosse  percorso il suo “walk” ma in parte perché abbiamo intenzione di fare acquisti a Darwin, in parte per il clima pomeridiano caldo e umido, alle 12.30 saliamo in auto, accendiamo un pò di aria condizionata e torniamo verso la città. Ad Adelaide River (un albergo, un distributore di benzina e un piccolo museo dei trasporti) i cultori dei film su Mr.Crocodile Dundee possono vedere imbalsamato il bufalo che Paul Hogan ipnotizza. Noi scambiamo due chiacchere con una ragazza argentina di madre italiana e che non ricorda nemmeno più come è finita in questo posto.
 
Conclusioni personali
E' stato un viaggio turistico con inserite alcune escursioni. Il Paese è enorme, i sentieri sono tanti, portano in paesaggi per noi inconsueti e durano da 1 ora ai trekking di 15 giorni. Però in ogni località il loro numero non è paragonabile a quello delle località delle Alpi Europee. Inoltre è facile che tra una zona escursionistica e l'altra ci siano 300 chilometri di paesaggio vasto ma uniforme, l'80% del Paese è un deserto dove non va quasi nessuno. L'altitudine non è mai una cosa seria, il clima lo è abbastanza. Se poi si vuole andare fuori dai sentieri, nel deserto o in foresta, allora non è il mio pane. Non è capitata nessuna delle avventure comiche o spiacevoli che uno si immaginava, a parte dei disguidi con addetti al turismo poco professionali o che sembravano messi lì per caso. Rimpianti: ci volevano alcune mezze giornate in più per arricchire la parte escursionistica.
  
Questo è un Paese con un tenore di vita alto e criminalità bassissima e tuttavia dopo 12 giorni di viaggio nel Northern Territory, in parte nel Red Centre e in parte nel Top End, mi ero fatto l’idea che per abitare in Australia bisogna avere l’acqua alla gola oppure essere abbastanza suonati, poi ho visto Sydney e ho cambiato in parte, ma solo in parte, opinione.
 
Il Paese resterà scolpito nella mia memoria finché essa funzionerà: troppo diversi gli ambienti visitati rispetto a quelli a cui sono abituato, anche se non cambiano per centinaia di chilometri. L'Australia meriterebbe SICURAMENTE una ipotetica seconda visita, quanto ad essere la Terra Promessa che qualche voce suggerisce come luogo dove vivere, lavorare o passare la pensione (ammesso di arrivarci) mi permetto di avere i miei dubbi. 

Tourengänger: andrea62


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Kommentare (3)


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numbers hat gesagt:
Gesendet am 15. November 2016 um 16:02
Immagino sia stata una bellissima esperienza comunque.
Anche se non ti trasferirai mai li.....
In fondo, il nostro, non è il piu' bel paese del mondo?

Mario

andrea62 hat gesagt: RE:
Gesendet am 15. November 2016 um 16:10
Tra le migliori esperienze di viaggio che ho fatto. Uno degli effetti di viaggiare è vedere che tante cose non succedono soltanto in Italia ... :)
Ciao
Andrea

andrea62 hat gesagt: RE:
Gesendet am 15. November 2016 um 23:18
Ho ancora un pò di "mal d'Australia", soprattutto per quanto riguarda gli spazi aperti del Centro e tendo a dimenticare che dopo un pò diventavano ripetitivi.
Da noi non abbiamo immensi Parchi Nazionali disabitati. Da noi possiamo uscire dall'autostrada e fare due passi per Verona, Desenzano, Parma prima di riprendere il viaggio. Là fai due passi nel cortile di una roadhouse. :)


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