Piz Medel (3210 m) – SKT


Publiziert von tapio , 10. April 2015 um 17:34. Text und Fotos von den Tourengängern

Region: Welt » Schweiz » Tessin » Bellinzonese
Tour Datum: 8 April 2015
Ski Schwierigkeit: S
Wegpunkte:
Geo-Tags: CH-GR   CH-TI   Gruppo Piz Medel   Gruppo Pizzo Corói   Gruppo Scopi 
Aufstieg: 1775 m
Abstieg: 1775 m
Strecke:15,5 km. Dettaglio: Daigra (1435 m) – Pian Geirètt (2012 m) – Cogn di Camadra – salita diretta in direzione NW – Piz Medel (3210 m) – ritorno sempre dal Cogn di Camadra ma da un’altra via – Pian Geirètt - Daigra
Zufahrt zum Ausgangspunkt:N2 uscita Biasca – Malvaglia – Valle di Blenio – Olivone – Campo Blenio – Ghirone – Daigra
Kartennummer:map.geo.admin.ch

tapio: Questa grande giornata di montagna resterà nei nostri personali annali per almeno tre motivi:
 

  •  - una linea di salita ardita, fantasiosa e anche un po’ pazza che qui di seguito, per comodità, chiameremo linea Poge.
  •  - la vetta raggiunta direttamente senza fare un metro di cresta, se si escludono i pochi passi finali sotto la croce.
  •  - il vento sferzante e assolutamente non previsto che in uno dei tratti topici del giro ha martellato senza dare tregua, non impedendoci comunque il raggiungimento della meta.
  •  - avevo detto tre… ma c’è anche un quarto motivo che renderà la giornata indimenticabile… anche se si è manifestato a gita conclusa…


Veniamo ai fatti. La proposta di Poge di salire al Medel è, come si dice, irrinunciabile. Accetto con entusiasmo e senza condizioni. Dopo esserci dati appuntamento a Castione, saliamo in Val di Blenio e riusciamo a parcheggiare l’auto alla considerevole quota di 1435 m, al curvone subito dopo Daigra.

La salita al Pian Geirètt è veloce e senza storia. Lì procediamo con un giro in senso orario portandoci sotto il Cogn di Camadra. Iniziamo a salire su ampi pendii; poi i pendii si restringono e, anziché tenere la classica via (la 309 b del Gabuzzi, comunque classificata D dallo stesso autore, linea che più o meno terremo in discesa), ecco che si materializza involontariamente la “variante Poge”, più spostata verso est. Ci infiliamo in un canalino, dapprima con gli sci ai piedi; quando il pendio non lo permette più, sci in spalla e salita a piedi.

L’uscita dal canale non è delle più incoraggianti: dietro di noi terreno ripido, davanti, ancora di più. È ora di mettere i ramponi. Traversiamo verso sinistra (probabilmente la variante a destra sarebbe stata altrettanto fattibile e forse anche meno complessa, chi lo sa…) e siamo sopra un baratro bianco con salti di roccia nella parte bassa. Continuiamo, l’importante è guardare sempre avanti e non lasciarsi impressionare da ciò che sta alla nostre spalle o sotto di noi. Aggiriamo dal basso alcune rocce verticali che incombono sopra le nostre teste e, sempre traversando verso sinistra, sbuchiamo su terreno meno ripido, ma pur sempre da ramponi e sci in spalla. Continuiamo il traverso (siamo sotto “il mini-Rasiva” visibile qui e, ancora più chiaramente, qui) e nei pressi di una grossa dorsale saliamo diretti in verticale per raggiungerne il culmine. Qui termina la variante Poge. Più di quattrocento metri di adrenalina “allietati” nell’ultimo tratto da un vento sempre più forte.

Nel completare le operazioni di cambio assetto (via i ramponi e sci ai piedi) siamo letteralmente sferzati dal vento. Il mio zaino si riempie di neve e non riesco ad intendere una sola parola del mio socio, tanta è la forza del vento. Comunque, di scendere da dove siamo venuti non se ne parla, quindi avanti…  e poi si vedrà.

Come detto, saliamo con gli sci su pendii finalmente “sciistici” (io monto anche i rampanti, con questo vento una lastra potrebbe saltare fuori nel momento meno opportuno, coperta dalla neve soffiata) e dopo parecchie inversioni ci ritroviamo sotto la croce di vetta, che appare appena oltre il crinale.

Per rendere le cose più tranquille si potrebbe traversare verso destra e raccordarci alla linea di cresta che sale dalla Fuorcla Sura da Lavaz. Ma ormai, vista la salita che abbiamo alle spalle, sarebbe poco elegante non concederci questa ultima via diretta; depositiamo dunque gli sci e saliamo a piedi, stavolta senza ramponi, per un ripido pendio che adduce in cresta. Sbuchiamo sulla cresta NE, che qui nell’ultimo tratto è praticamente rivolta a nord (NNE). Davanti a noi il paradiso bianco, il Ghiacciaio del Medel. Pochi passi e siamo alla croce di vetta del Piz Medel. Stretta di mano e tripudio liberatorio!

Quando ero stato sul Medel, quasi quattro anni fa in estiva, c’era nebbia e non avevo potuto ammirare i grandiosi panorami. Ora invece il Ticino, i Grigioni, le Alpi sono davanti a noi. Breve contemplazione e poi giù, sempre con circospezione (pendio attorno ai 60°), al deposito sci.

Per la discesa, dopo i docili pendii iniziali, ci portiamo più a destra rispetto alla repulsiva via di salita. I pendii sono ampi, ma l’inclinazione non permette di vederne la fine. Continuiamo a scendere e finalmente capiamo che non ci sarà nessun salto di roccia a complicarci la discesa. Siamo praticamente sulla via del Gabuzzi n. 309b (“spesso pendenze tra 35°- 40°, singoli passaggi anche più ripidi”; da qui la “D” della parte sciistica). Su neve prima dura e poi, nella parte bassa, rimollata raggiungiamo Pian Geirètt. Seguendo la strada della Val Camadra in breve siamo all’auto. Stupendo Medel!

Come detto sopra, c’è però ancora un quarto motivo a rendere la giornata indimenticabile. Il mattino, con l’auto abbiamo superato una calotta di neve ghiacciata e abbiamo parcheggiato l’auto al curvone subito dopo Daigra. Ora che stiamo per scendere butto lì la battuta: “ci aspetta ancora il passaggio-chiave…”

Quella che doveva essere una battuta si rivela invece una profetica verità. La neve rimollata fa passare l’auto per un paio di metri; poi la macchina si incaglia a ruote sollevate visto che il consistente blocco centrale nevoso rialza il fondo piatto dell’auto. Per farla breve, due ore e mezza di lavori di spalatura aiutati anche da due bambine in villeggiatura a Daigra, con un primo tentativo di traino non riuscito  (provvidenziale la corda dei signori che ci hanno aiutato; e ugualmente le due pale aggiuntive) ed uno finale andato a buon fine, dopo aver liberato tutta la zona (una decina di metri) dalla neve. Grazie di cuore a chi ci ha aiutato a venire fuori da quella situazione fantozziana e, per finire, un grosso grazie a Poge per questa giornata che resterà senz’altro impressa a lettere d’oro nei ricordi di questo 2015.

 

Poge:
Grande giornata di Scialpinismo.

Ero certo che Tapio avrebbe accettato la proposta, anche se fatta la sera precedente: il Piz Medel era  ... "un'offerta che non poteva rifiutare" ..., un itinerario eccezionale.
E noi lo abbiamo ulteriormente elogiato con una bella "variante Poge" che ci ha regalato belle emozioni lungo tutta la salita.

Poi l'arrivo sotto la vetta, quando si sbuca sulla cresta finale a poi metri dalla cima ... "brivido" .... ma non per colpa del vento ... un mare bianco che si apre improvvisamente sotto di noi, la percezione di aver fatto qualcosa di speciale, la fatica e la soddisfazione di aver dovuto tracciare e trovare il percorso, l'aver superato il momento in cui hai la tentazione di abbandonare tutto, quando capisci che ci sei riuscito ... "brivido"....

Grazie a Tapio per la bella giornata passata insieme.


Tourengänger: tapio, Andrea!


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Kommentare (10)


Kommentar hinzufügen

tignoelino hat gesagt:
Gesendet am 10. April 2015 um 20:13
Complimenti alla coppia di Balordi!! il fatto
dell' auto, già capitato anche a me. ciao

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 10. April 2015 um 20:57
Grazie mille! Fa piacere sapere che non siamo i soli a concederci simili avventure...
Ciao, Fabio

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 10. April 2015 um 22:25
Grandissimi davvero!
Se c'è una cima del Ticino che in invernale mi attrae, quella è proprio il Medel. La vostra intraprendenza è stata, oltretutto, premiata da un panorama davvero da brivido.

Ciao

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 11. April 2015 um 09:44
Ciao Emiliano, grazie mille! Il Medel è davvero una montagna sopraffina: quando poi, a pochi passi dalla vetta, si apre lo sguardo sul grande ghiacciaio, le parole non servono più.

Ciao, Fabio

froloccone hat gesagt:
Gesendet am 12. April 2015 um 12:18
Supercomplimenti!!!! Super cima e super variantepoge!!!!!! Il Premio era in vetta!!!!!! Ciao ALE
PS:per fortuna, esistono ancora esseri UMANI sulla terra!!!!!

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. April 2015 um 18:01
Grazie mille, Ale! Quando sali in autostrada da Bellinzona verso Biasca e là in fondo vedi quei bianchi pendii, prima o poi un pensierino viene spontaneo... per fortuna che Poge li ha fatti venire a galla, questi pensierini :-)
Ciao, Fabio

gbal hat gesagt:
Gesendet am 12. April 2015 um 18:35
Nuova e bella via questa Tapio-Poge (o viceversa) al Piz Medel.
Complimenti, davvero tosti voi due.

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 12. April 2015 um 21:49
È "Po-ta", nel senso che Poge l'ha creata e io l'ho seguita... ma il merito è suo!
Grazie mille Giulio.

Ciao, Fabio

veget hat gesagt:
Gesendet am 15. April 2015 um 22:34
Ciao Ragazzi,
Coppia d'assi.....A partire dal progettista...ed agl'impeccabili esecutori.
Belle e coinvolgenti le foto e altrettanto le emozionanti relazioni... compreso il finale "fantozziano"
Buona continuazione
Eugenio

tapio hat gesagt: RE:
Gesendet am 15. April 2015 um 23:00
Ciao Eugenio, grazie mille, troppo buono...
Il finale fantozziano è stata la giusta perla "defatigante" che ci ha permesso di eliminare le tossine in vista della successiva uscita... (si fa per dire!)
Ciao, a presto, Fabio


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