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Piz Uccello, Cima Sud (2718 m) e Nord (2724 m) – B.tta del Diavolo (2760 m) – Piz Cavriola (2873 m)


Published by tapio , 20 October 2014, 12h19.

Region: World » Switzerland » Grisons » Misox
Date of the hike:18 October 2014
Mountaineering grading: PD
Waypoints:
Geo-Tags: Gruppo Uccello-Lumbreida   CH-GR 
Time: 7:45
Height gain: 1550 m 5084 ft.
Height loss: 1550 m 5084 ft.
Route:14,5 km. Dettaglio: San Bernardino (1608 m) – Bosch di Pescion – Pian Lumbrif (1854 m) – Probel – attacco cresta ESE (P. 2383 m) – cresta ESE, variante su placche e poi cresta ESE – Piz Uccello, cima Sud (2718 m) – bocchetta tra le due cime ( ~ 2670 m) – aggiramento della Cima Nord con discesa fino a ~ 2570 m – Piz Uccello, cima Nord (2724 m) – P. 2678 – “Mottone del Diavolo” (P. 2798 m) – Bocchetta del Diavolo (2760 m) - aggiramento dell’anticima SW e della cima del Piz Cavriola con discesa fino a ~ 2680 m – placconata a Est della Cima – uscita in cresta sotto l’anticima NE – Piz Cavriola, cresta NE – Piz Cavriola (2873 m) – discesa sul Ciaton de Vignun – Val Vignun – San Bernardino (1608 m)
Access to start point:N 13 uscita San Bernardino
Maps:map.geo.admin.ch

Una singolare capriola mentale mi fa passare in pochi giorni dallo Straciugo alla coppia Cavriola-Uccello. Là ci sono andato per vedere “come sarebbe stato” in invernale con gli occhi “da estiva”; qui, dopo aver visto com’era in invernale, vengo per constatare come sia la versione estiva. Siamo ben oltre la metà di ottobre, ma fino ad un cambio radicale di condizioni, si può ancora parlare di estate.

Per fare qualcosa di diverso dalla via normale – che peraltro non avevamo seguito nemmeno io e pm1996, se non nella parte alta, nella nostra salita con gli sci del 6 aprile 2014 – decido di raggiungere la Cima Sud del Piz Uccello attraverso lo spigolo ESE ( it. 302 del Brenna).

Dopo essermi portato da San Bernardino all’attacco della cresta ESE (P. 2382) con un itinerario molto diretto (quindi senza passare da Cassina de Vignun), salgo sulla cresta mediante uno scivolo erboso particolarmente ripido, che già da solo sarebbe sufficiente a giustificare il PD del Brenna. Seguo poi per un po’ il ripido spigolo, ma ad un certo punto mi trovo davanti un muretto molto esposto, sospeso su parecchie decine di metri di vuoto. Va bene la purezza della linea, ma qui il rischio è enorme: decido quindi di apportare una variante all’itinerario del Brenna, portandomi sulle placche a N, sempre ben inclinate e scistose. Non appena intravedo una possibilità di riguadagnare lo spigolo lo faccio, descrivendo così una grande “V” rovesciata, tutta su placca, con appigli che si sfaldano al contatto con le mani. Raggiunto nuovamente il filo di cresta, in cui l’erba prende il posto delle placche, lo seguo fino in cima raggiungendo così l’ometto di vetta della Cima Sud del Piz Uccello (2717,7 m), quella più conosciuta. Da qua in avanti cominceranno i saliscendi, per poter proseguire nel concatenamento che mi sono prefissato.

Lasciata la Cima Sud proseguo sul filo di cresta fino alla “bocchetta” di quota 2670 circa, che separa la Sud dalla Nord, cioè la cima principale del Piz Uccello. Per raggiungere “la cima negletta”, che è poi il vero obiettivo di giornata insieme al Cavriola, scendo fino a quota 2570 circa per poi risalire in direzione N fino alle due “L” di Piz Uccello. Il pendio è molto friabile, non differentemente dalle placche della Sud, che si sfaldano al tocco. Da qui in direzione WSW senza alcuna difficoltà raggiungo la cima effettiva del Piz Uccello, la Nord (2724 m): bel panorama sulla cima minore. A proposito, il nome corretto della montagna dovrebbe essere “Monte degli Uccelli” – un po’ come “Vogelberg” – visto che le antiche carte riportavano Mons Avium.

Dalla Cima Nord la cresta sembra farsi impegnativa, ma percorrendola mi accorgo che, come spesso succede, la visuale da lontano non corrisponde a ciò che si trova da vicino. Continuo in direzione NE e raggiungo quel bel panettone chiamato a suo tempo da Zaza “Mottone del Diavolo” (P. 2798 m). La spiegazione del nome, non riportato sulle carte, sta nel fatto che poco sotto, continuando in direzione NE, la quota 2760 è conosciuta come “Bocchetta del Diavolo” (altro nome non rilevato dalla CNS, ma ben documentato storicamente dal 1915 in poi, in seguito alle esplorazioni di Erna Heydweiller, come segnala Giuseppe Brenna).

Dalla Bocchetta del Diavolo mi permetto di evitare la risalita all’anticima SW del Piz Cavriola (sembrerebbe una bella meta invernale, come tutta la zona del resto) per puntare direttamente alla cima vera e propria.

Per farlo bisogna scendere fino a circa 2680 m ed aggirare verso Est sia l’anticima SW che la cima vera e propria del Piz Cavriola, effettuando un lungo traverso su terreno molto friabile.

La via che il Brenna indica (PD) è ancora una volta “indicativa”. Egli afferma: “conviene salire verso l’evidente anticima sulla cresta NE, posta a poca distanza dalla vetta e distinguibile per il suo precipite risalto a SW. Poco prima di raggiungere la vetta dell’anticima si fa una traversata verso sinistra tra blocchi e su pietrame malfermo. Si arriva alla placconata SE della cima (placconata che, più difficilmente, si può scalare già dal basso)”.

Vedendo già dal basso che l’ipotetica “traversata verso sinistra” “poco prima di raggiungere la vetta dell’anticima NE” va ben oltre il PD – c’è un breve ma rischioso passo di III° o superiore da fare in discesa – scelgo, “più difficilmente” (ma a mio giudizio “più facilmente”) di risalire la placconata già dal basso. La roccia qui è molto meno friabile rispetto a quella del Piz Uccello e si procede bene (F, o F+ al massimo). Mi immetto in un canalino di placche e verso la fine esco sulla sinistra, su placca liscia ma con buon grip (sembra un controsenso ma così è).

Da qui salgo su sfasciumi fino al filo di cresta e poi con lieve discesa e successiva risalita mi immetto nella placconata sommitale (“la vera difficoltà” secondo il Brenna, ma è sufficiente avere un po’ di senso dell’equilibrio per passare indenni). Seguo, come dice il Maestro, prima il filo e poi la placca con vene di quarzo e raggiungo così le placchette finali, al termine delle quali campeggia il microscopico uomo di vetta del Piz Cavriola.

Per tutta la salita non faccio altro che ripetermi “questa è una montagna da fare d’inverno” e nella breve permanenza in vetta, e ancor più nella discesa, mi convinco sempre di più che è così.

Ma ormai… anche il Pesciora ed il Rotondo sono da fare d’inverno, però io li ho saliti d’estate e alla fine sono contento così.

È stata una traversata impegnativa soprattutto dal punto di vista mentale: le difficoltà non sono mai eccessive, ma, tra placche che si sfaldano, esposizione a mille e canalini insidiosi, il momento in cui ci si può rilassare davvero arriva solo sui dolci pascoli della Val Vignun. Da lì a San Bernardino il passo è breve.

 

Tempi:

San Bernardino – Piz Uccello Sud (via cresta ESE): 3 ore

Piz Uccello Sud - Piz Uccello Nord: 45’

Piz Uccello Nord – Piz Cavriola: 1 ora e 30’

Piz Cavriola – San Bernardino: 2 ore e 30’
 


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Comments (14)


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pm1996 says:
Sent 20 October 2014, 14h39
Ehi Fabio, sempre in giro ... e in posti belli ...
Se mi rivuoi... arrivo... :-)
A parte le battute vedo che sei in splendida forma ...
Solito posto solita ora ???
Complimenti per le foto !!!
Ciaoooo

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 15h13
Ciao Paolo!

Posti belli che tu conosci bene :-) : a proposito, guardando le foto di Tambo, Adula e Lumbreida, non cominciano forse anche a te a fremere le solette???
Quando vuoi, solito posto, solita ora :)))
Ciao, Fabio

micaela says:
Sent 20 October 2014, 18h14
Poesia delle tue splendide foto e poesia delle parole, bello!
Micaela

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 18h42
È il tuo commento che è molto poetico, e io ti rispondo con un grosso, sincero e doppio grazie!

Fabio

gbal says:
Sent 20 October 2014, 19h49
Una bella tripletta la tua e facendo sempre le scelte di percorso più adeguate e vincenti. Adesso aspettiamo il Piz Cavriola con gli sci!
Ciao

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 21h06
Grazie Giulio,
non nascondo che il pensiero del Piz Cavriola con gli sci mi è balenato a più riprese durante questa giornata. Naturalmente se ne parlerà a nevicate avvenute e, soprattutto, a neve assestata: il solo pensiero che sotto ci siano quelle placche non mi lascia del tutto tranquillo. Certo che se nevicherà come nella passata stagione...

Ciao, Fabio

Sent 20 October 2014, 20h31
Complimenti!!!!!!!Conosco un pochino la zona,circa 3 anni fà salii sul Piz Uccello dalla normale(mai publicata)e rimasi basito dalle placche lisce,propri passandoci sotto!!!!!Anche il Cavriola suscitò in me interesse,per la sua forma davvero particolare!!!IQueste montagne sono il"regno del scisto" bastava il forte vento a muovere quelle "piastrelle naturali"........Bravo davvero!!!!!!ciao ALE

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 21h11
Grazie Ale,
è proprio così: piastrelle sopra piastrelle e, se ne tocchi una, se ne muovono due :)). Il Cavriola è un po' meglio, ma anche lì basta una mossa sbagliata e viene giù di tutto. Meglio andarci d'inverno...!

Ciao, Fabio

Daniele66 says:
Sent 20 October 2014, 21h04
Wela grande e lunga "cavalcata" complimenti Daniele66

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 21h29
Grazie Daniele!
In effetti sembra tutto molto vicino, ma a causa dei tanti saliscendi, le distanze e i dislivelli aumentano.
Ciao, Fabio

Menek says:
Sent 20 October 2014, 22h08
Giornata da urlo...

tapio says: RE:
Sent 20 October 2014, 22h23
Come la vostra alla Zeda: diciamo che per una volta è andata bene a tutti...

veget says:
Sent 21 October 2014, 21h54
Ciao Fabio,
il tuo era un giusto approccio (estivo) per renderti conto di come, quelle cime potrebbero essere considerate terreno ideale per eventuali divertenti"skialp".... A quanto pare "lo studio" e che studio, ti ha aperto gli occhi e il cuore. Complimenti per la Tenacia e la costanza.
da domani arriva la materia bianca????

Buona continuazione
Eugenio

tapio says: RE:
Sent 21 October 2014, 22h18
Ciao Eugenio, grazie mille!
Sì, in effetti "lo studio" mi ha suggerito che in certi casi (e questo è uno di quelli) su certe montagne è meglio andarci d'inverno. Certo, le placche mi piacciono anche così, ma quando sono coperte dalla materia bianca... è tutto più bello!
Sembrerebbe che domani arrivi qualcosa: non da noi, ma nei posti giusti. Speriamo che cominci a creare un po' di fondo, in attesa di più cospicui eventi.
Ciao, a presto, Fabio


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