Setmeo Valle Maggia


Published by danicomo , 30 March 2014, 18h12.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike:29 March 2014
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione Piancascia 
Height gain: 1100 m 3608 ft.
Height loss: 1100 m 3608 ft.
Access to start point:Arrivati a Maggia, varie possibilità di posteggio libero in paese.
Maps:CNS 1:25 1292 Maggia

Stagione grama questa, anno gramo questo, a non volere calcare la neve ma volendo comunque fare dislivello. Le possibilità per me, a parte risalire i vari versanti del lago di Como, rimangono quelle di partire dal fondovalle di Maggia, Leventina e Mesolcina. Trovo sul volumetto "arancione" del Brenna uno spunto appetitoso (itinerario 11) e, curiosando su Hik, vedo che Tapio, tempo fa, è salito verso la stessa meta ma partendo da Coglio.
Partenza a Maggia e salita su scalinata alla Cappella di Santa Maria della Pioda. A destra si sale verso Aiarlo e la capanna Nimi, noi si passa davanti alla chiesa, si scende al ponte, si risale la mulattiera e, al bivio si prende a dx. Dopo un centinaio di metri bisogna stare attenti ad una deviazione a sinistra (non cartello, solo qualche bollo scolorito). Inizia qui quella che i locali chiamano "direttissima" a Marena, un sentiero evidente che alterna piode a scalinate, anche molto belle e che si unisce, appena prima di Marena, in prossimità di un omettone, con il sentiero che arriva da Voipo/Cropp. La mia cartina CNS, non recentissima ma neppure remota, non lo riproduce neppure mentre le edizioni più recenti probabilmente si. Infatti su Internet, le riproduzione della CNS lo mostra chiaramente e più in alto succederà ancora per altri sentieri.
Arrivati a Marena m893 (posto bellissimo con pratone, panchine, fontana e panorama) bisogna cercare la traccia che segue la cresta verso Cagitt. All'inizio si ravana, quindi, dopo pochi minuti, si trova un sentierone che arriva da sinistra (dalle abitazioni più a nord del nucleo di Marena) e che si segue senza problemi. Conviene comunque prendere la cresta all'inizio perchè il suddetto sentierone parte dal nulla in un prato e non è nè segnalato, nè visibile dalle abitazioni.
Salendo la traccia si fa più debole e arrivati sotto le costruzioni di Cagitt, bisogna stare attenti ad alcuni risvolti che, a sin, permettono di arrivare alla selletta. Qui ci sono due belle costruzioni, e una terza e appena più in là e due su tre sono addirittura abitate. Enrica ci saluta, dice che, per fortuna (sic!), gente ne vede poca su quel sentiero, ci mostra la traccia che sale verso Setmeo e ci racconta che il sentiero è stato pulito l'anno scorso (forse per l'ultima volta, dice) e anni fa pure segnalato con bolli dei vernice da una appassionata tedesca (che poi pare, in seguito a questa iniziativa, sia stata rampognata dal ente del turismo).
Sulle nuove versioni della CNS il sentiero verso Cagitt è segnalato mentre non lo è quello verso Setmeo.
Nonostante questo il sentiero è evidente, pulito e segnalato da bolli rassicuranti. Pur attorcigliandosi su una parete rocciosa, sfruttandone i punti deboli. A quota 1300, all'inizio della cresta che porta verso Setmeo, inizia uno splendido bosco di faggi, comincia la neve e i bolli ... scompaiono. Si procede a naso, con la neve che da assente passa d'improvviso a metri. Ogni passo è una scommessa, capita che regga, che si sprofondi al ginocchio o, giuro, anche fino al petto. Si passa un rudere senza tetto e si arriva allo splendido pratone dove sono sparse le baite di Setmeo. Il Brenna nel suo libro e la CNS parlano di un piccolo laghetto ma non si capisce dove possa essere. L'idea originaria di salire verso Moriscioi appare subito una fesseria e, ricordando la relazione di Tapio, ci viene in mente di scendere verso Tasmei. Enrica stessa , a Cagitt, aveva spiegato che l'altro sentiero (Tasmei-Setmeo) era molto meglio.
Si prova ma i primi 150 metri di sviluppo sono rigorosamente a nord con un traverso delicato sulla punta degli scarponi, quindi si prova a scendere in neve altissima e inconsistente, tengo la sinistra e trovo il bordo di una fascia rocciosa di una trentina di metri, a dx pare di intravedere una rampa (sarà il sentiero estivo?). Bolli, se ci sono, saranno sui sassi sotto la neve, sui faggi nulla. Dopo un'oretta di pastiici ci si rassegna a tornare a Setmeo e a scendere lungo la via di salita. Enrica a Cagitt ci offre caffè e grappa nostrana. A Marena scendiamo il sentiero che passa da Cropp e da li al di quà del fiume, zona Casa di Riposo Guanelliana.
Per concludere: Ticino sempre bello e selvaggio, CNS sempre fondamentale anche se la neve ne rende talora problematico l'utilizzo. Versanti a sud puliti fino ai 1300, a nord neve sotto i 1000. Nelle foto metto un''immagine di Aiarlo da nord per dare l'idea a chi volesse andare verso la Nimi. A Marena, un local cordiale mi ha raccontato del figlio che ieri, con un amico, è salito a piedi e con ciaspole al Rifugio Masnee!!!  Chi conosce di che parlo può capire......
Prima relazione in tempo reale. Saluti a chi mi ha letto.
Daniele

Hike partners: danicomo, paoloco46


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Comments (4)


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beppe says:
Sent 30 March 2014, 20h43
Ciao Daniele sempre belle queste zone così selvagge.
Beppe

massimo61 says:
Sent 30 March 2014, 21h08
ciao Daniele bel giro in una zona selvaggia
Massimo61

tapio says:
Sent 30 March 2014, 22h28
Ciao Daniele. Complimenti per questa tua "prima" in tempo reale, e grazie per le citazioni! In effetti, con il tipo di inverno che abbiamo avuto, è più facile effettuare giri "con sviluppo" piuttosto che "con dislivello" (se non si vuole lottare con la neve). Ma portando ancora un po' di pazienza, anche questo problema sparirà, come neve al sole...
Ciao, Fabio

pm1996 says:
Sent 31 March 2014, 10h46
Ciao Daniele, posti molto belli, complimenti.
Ciao Paolo


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