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Ciaspolando in Val Palot- rif. Piardi (1418 mt)- Colma di S. Zeno (1668 mt)


Published by Menek , 16 February 2014, 16h39.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:15 February 2014
Snowshoe grading: WT2 - Snowshoe hike
Time: 4:00
Height gain: 620 m 2034 ft.
Height loss: 620 m 2034 ft.
Access to start point:A4 uscita Rovato- Iseo- Pisogne- Val Palot
Accommodation:Palotto e dintorni
Maps:Kompass Tre Valli Bresciane

Oggi è la mia prima vera ciaspolata dopo tanti anni di escursioni e per andare abbastanza in sicurezza, scelgo un posto che conosco ma che non ho mai fatto con tanta  neve come in questo periodo. Come una marmotta che esce dal letargo, decido di partire tardi perché in un primo momento voglio  arrivare solo al Piardi, per il rifugio non ci vuole tantissimo, quindi, calcolo  di essere  presente per  l’ora del rancio… Passato a prendere l’Homo Bancarius (Paolo) e lasciato a casa il fido Olmo per questioni ovvie ( ricordate il monito della mia signora? Tu fatti pure male ma attento a Olmo!), puntiamo verso la Valcamonica e poi per  la Val Palot. Arrivati in località Palotto, parcheggiamo nei pressi dell’albergo Stella; il parcheggio è ampio e quando ci arriviamo ci sono solo due auto.  Ci prepariamo e via (sono già le 9:50)! Seguiamo per 150 mt la strada asfaltata che sale per il Colle di S. Zeno e al primo tornante imbocchiamo l’evidente sentiero che entra nel bosco (pini e faggi), la bollatura bianco/rossa è presente e vi accompagnerà sino al rifugio. Per un breve tratto decido di non inforcare le ciaspole anche se la neve è già alta circa 30 cm, lo faccio per vedere la reale differenza tra “scarponare” e ciaspolare in queste condizioni. Appurato che sprofondo  e che sembra di essere nelle sabbie mobili di Marracash, inforco gli “attrezzi” e seguo le orme dell’unica persona che ci ha preceduto finora e che poi incontreremo.  Siamo stati fortunati, perchè l’escursionista ha aperto dei “varchi”  nella neve. Dopo mezz’ora di cammino, noto con stupore che la neve è davvero parecchia e pian piano che si prende quota arriviamo al metro circa (intorno ai 1250 mt ). Attraversiamo alcuni ruscelli dove scorre acqua limpida  e puntiamo decisi sino fuori dal bosco, ulteriori 50 cm  di neve oltre al metro già presente nel bosco, ci danno il benvenuto! Il sentiero d’estate prosegue dritto per 200 mt per poi piegare in prossimità di una curva ed attraversare la strada asfaltata, ma oggi è dura e seguiamo le orme del di lui che ci ha anticipato e sbuchiamo sulla strada decisamente prima e con meno fatica. Come il mitico Giorgio Cagnotto, salto il muro di neve che dal sentiero sbuca sulla strada, mentre Paolo appoggia il dolce popò e plana sulla carrareccia come una cornamusa priva d’aria! Mentre riprendiamo il cammino, alziamo lo sguardo verso la parete nord del Guglielmo ed  in bella evidenza ci sono le “tracce” di due valanghe che a prima vista sembrano fresche. Da qua in 10 minuti siamo al rifugio che di solito si raggiunge per sentiero, ma oggi per i noti motivi, siamo costretti ad evitare seguendo invece la strada con fondo innevato. 1h 45 dal parcheggio. Entriamo al rifugio e prenotiamo per il pranzo  ma io non sono ancora convinto di fermarmi adesso, sono le 11:45 e si può ancora fare quattro passi; guardo Paolo e lo invito a continuare per un tempo limite di ¾ d’ora salita, direzione Montecampione. Il “pollo” cade nella trappola  e per crinale con discreta pendenza (segnavia 3V), giusto alle 12:30 siamo alla Colma di S. Zeno! Qua la neve è decisamente alta, forse più di 2 mt. Le nuvole sono alte e noi godiamo di alcuni bei panorami sulle zone vicine (dalla Presolana ad uno spicchio del lago di Garda). Adesso si scende di gran carriera e alla una, le gambe “riposano” sotto il tavolo. Gustiamo ciò che ci offre il rifugio, quattro chiacchere davanti  ad un fuoco sempre vispo e ripartiamo, sono le 14:40. Racchette ai piedi e zaino in spalla. Non fa freddo e questo mitiga l’impatto del dopo pranzo al caldo, da qua in poi solo una pseudo tranquilla discesa… Io davanti e Paolo in scia si rientra nel bosco e giù belli decisi, qua e la mi giro per trovare cenni d’intesa col mio socio. Osservandolo bene la sua andatura è un po’ goffa, anche per lui una “primissima” sulle ciaspole, lo inquadro con maggiore attenzione  e penso che questo suo incedere scomposto lo rende simile ad un “essere” a metà strada tra un boiler elettrico ed un Facocero imbolsito … Sic! Ore 15:40, ecco la macchina laddove l’abbiamo lasciata.

Per chi vuole cimentarsi con le ciaspole su  sentieri sicuri e poca gente, questo giro è indicato. Simpatici anche i gestori del Piardi.

Nota: evitate escursioni che in mezzacosta seguono il Guglielmo, pericolo valanghe.

 

Con me ha camminato Paolo (Homo Bancarius).

A la prochaine.    Domenico


Hike partners: Menek


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Comments (5)


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patripoli says:
Sent 16 February 2014, 20h14
Battesimo delle ciaspole, a quanto leggo, in un luogo a me sconosciuto, ma con molte caratteristiche simili a quelle della mia ultima escursione: panorami sul lago....vista Guglielmo.....pranzo in Rifugio e....sentiero 3V...
E il tempo? Non dev'essere stato dei migliori.....
Complimenti ragazzi e buone future ciaspolate.
Patrizia

Menek says: RE:
Sent 17 February 2014, 10h49
Ciao Patri,
è stato un'ottimo battesimo! Noi eravamo a nord rispetto a voi, tra il Golem e il Montecampione, sono zone che straconosco ma che sono sempre piacevoli da fare. Il tempo non era malvagio,anzi,temperatura ideale e nuvole alte che davano un senso di "montagna vera", forse è stato meglio così che con il sole! Per il resto pranzo al Rifugio e 3V.
Un abbraccio
Domenico

gbal says:
Sent 17 February 2014, 12h24
Leggere una tua relazione mi dà lo stesso piacere che scriverne una mia.
E questo Sentiero 3V che con Patrizia abbiamo appena....scoperto merita sicuramente una visita.
Complimenti

Menek says: RE:
Sent 17 February 2014, 19h10
Grazie Giulio, sei molto gentile, ma qua sono io a ringraziare te che hai la pazienza di leggere le mie escursioni,sono un tipo estroverso e rovescio questa mia caratteristica sulle relazioni. Tutto sta a trovare il limite tra una relazione squisitamente "asciutta" e una addolcita, così da renderla più leggibile e fruibile. Quale sia questo limite non lo so ancora,probabilmente quando leggerò delle critiche costruttive cambierò registro...
Per il resto il 3V è veramente tutto da scoprire, le escursioni variano parecchio e ce n'è per tutte le gambe. Se vuoi notizie in merito,posso aiutarti un poco.
un abbraccio
Domenico

gbal says: RE:
Sent 17 February 2014, 23h00
Prego Domenico.
Ho scritto in quel modo perchè ho trovato nel tuo modo di scrivere gli stessi equilibri che ricerco nel mio. Un giusto (secondo me) dosaggio di precisione, foto, allegria, ironia e corretta informazione.
Come dire.....per me va bene così!
Quanto al 3V ne parlammo con Patrizia xkè io avevo notato che anche nel varesotto abbiamo un 3V (3 Valli Varesine); poi mi sono documentato sul vs. 3 Valli bresciane e.....bisognerà venirlo a vedere....peccato sia così lontano.
Un caro saluto anche a te


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