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Il traghetto a fune di Imbersago (anello)


Published by Alberto C. , 24 August 2013, 00h12.

Region: World » Italy » Lombardy
Date of the hike:13 August 2013
Mountain-bike grading: PD - Moderate
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 5:15
Height gain: 580 m 1902 ft.
Route:Da Vaprio d'Adda, percorrendo la ciclabile che costeggia la sponda destra (orografica) dell'Adda, si raggiunge Imbresago dove, con il traghetto Leonardesco, si attraversa il fiume e ci si porta sulla sponda bergamasca (sinistra orografica). Da qui, cercando di stare il più possibile lungo la riva del fiume, attraverso sentieri e strade secondarie, si raggiunge Capriate e, superato il ponte, a Trezzo sull'Adda. Seguendo le indicazioni stradali "fiume" ci si riporta sulla ciclabile già percorsa all'andata nei pressi della centrale idroelettrica Taccani. Ripercorrendo a ritroso la ciclabile si raggiunge il punto di partenza.
Access to start point:Vaprio d'Adda è facilmente raggiungibile sia da Milano che da Bergamo, trovandosi su una delle principali strade ordinarie che collegano le due città.

 

Escursione dall doppia faccia: l'andata su percorso ciclabile e di spiccato interesse storico-culturale, oltre che paesaggistico; il ritorno più selvaggio e muscolare.

SVILUPPO.  km 48.1

DIFFICOLTA'. Andata: facile su percorso completamente su ciclabile in gran parte sterrato; quando c'è asfalto è ridotto male e non se ne apprezzano i benefici. E' affrontabile con una normale bicicletta da turismo.
Ritorno più impegnativo, èindispensabile una MTB; in gran parte su sentieri in mezzo ad una folta vegetazione (purtroppo anche molti rovi). Diversi gli "strappi" in salita, impegnativi per l'irregolarità del fondo, e diverse le discese ripide e con pericolo di finire dritti nel fiume. Confesso che in tre discese e due salite sono sceso dalla bici (una delle salite a causa di una cambiata sbagliata!).

PERCORSO.  Le possibilità di parcheggio a Vaprio d'Adda sono diverse, solitamente ho la fortuna di trovare posto nel piccolo parcheggio a ridosso del ponte, lungo all'imbocco dell'alzaia del Naviglio.  Da questo punto si risale un centanaio di metri la strada statale per imboccare l'alzaia sul lato opposto (strada sterrata). Costeggiando il canale, si giunge al Santuario di Concesa (1). All'altezza del Santuario una passerella consente di attraversare il fiume e di raggiungere il villaggio di Crespi d'Adda: merita una visita (2).
Proseguendo su stradina che si è fatta più stretta, in breve i raggiunge la centrale idroelettrica Taccani (3).  Si continu costeggiando il fiume su una larga strada bianca (cioè sterrata) attraversando una zona costeggiata di ristoranti. L'ambiente si fa via via meno antropizzato fino a giungere alla seconda centrale idroelettrica, la Esterle (4). Fatta poca strada, si incontra la terza centrale: la Bertini (5).
Fino a questo punto il tracciato si svolto su terreno pianeggiante, da qui inizia ad essere più mosso, comunque senza mai risultare faticoso. Inizia anche la parte più affascinante del percorso, in quanto si entra in ambiente "Leonardesco" costeggiando il Naviglio di Paderno (6), con le sue chiuse e suoi suggestivi angoli.
Fra le cose interessanti che si incontrano in questo tratto, stavo dimenticando il Ponte in fero di Paderno d'Adda (7).
Superato questo trtto tumultuoso del fiume Adda, un vero e proprio canyon, il terreno torna pianeggiante fino a giungere ad Imbersago, dove troviamo il nostro tragheto a fune, anche questo attribuito a Leonardo da Vinci (8).

Qui, dopo avere percorso una ventina di chilometri, si attraversa il fiume utilizzando il traghetto Leonardesco (il biglietto costa solo 1 euro, 50 centesimi senza bici). Come già detto, la sponda bergamasca non presenta spunti di interesse storico, ci si immerge in un ambiante più naturale dove la mano dell'uomo è meno visibile, o forse più visibile, considerato che ci sono deiverse cave per l'estrazone di inerti.
Si inizia su una sterrata che costeggia per alcune centinaia di metri il fiume. e si iniza un su e giù alla ricerca di un percorso percorribile. LA traccia che ho sul GPS, spesso mi porta in punti cichi, probabilmente nel momento in cui è stata prodotta il livello del fiume era più basso. 
Dopo circa km 4 soi è costretti ad utilizzare la viabilità ordinaria per raggiungere il ponte in ferro fra Calusco e Paderno. Non lo si attraversa. con una scalinata ci si porta su un sentiero che, mantenenedosi leggermente in quota, costeggia il fiume. In realta la zona è ricca di sentieri: bisogna districarsi sperando di scegliere quello giusto (non sempre sono stato bravo!). Eppoi non tutti sono facili da percorrere con la MTB, poi sono coperti da rovi e le graffiate su braccia e gambe non si contano. 
All'altezza di  Bottanuco si attraversa un canyon con  una zona di sorgenti con acqua incanalata (sembra dessere in Val Venosta lungo i Waal.  Dopo un altro po' di girovagare si raggiunge Capiate San Gervaso, si attraversa il ponte e, attraversando il centro di Trezo, ci si riporta in riva al fiume nei pressi della centrale Taccani. Finalmente si ritorna sul comodo percorso ciclabile già percorso all'andata.

Note.
(1) Nel XII secolo Concesa (oggi frazione di Trezzo sull' Adda) contava un castello, alcune case padronali, la chiesa di Santa Maria e un oratorio dedicato a San Nazario. Entrambi gli edifici sacri finirono per rovinare, e in loro sostituzione fu costruita nel 1520 una nuova chiesa. Davanti a un muro di quest’ultima, sotto un dipinto della Vergine, credenza popolare afferma fosse sgorgata una risorgiva capace di straordinarie guarigioni. La fama dell’acqua miracolosa di Concesa spinse nel 1611 alla costruzione di una cappelletta ai margini dell’Adda. Presto però il flusso di fedeli indusse il cardinale Cesare Monti, arcivescovo di Milano, a far edificare accanto all’imbocco della Martesana il ben più ampio Santuario della Divina Maternità, che alcune fonti dicono progettato da due grandi architetti del ’600 milanese come Francesco Maria Ricchino e Carlo Buzzi. Nel 1641 il dipinto della Vergine fu portato nel santuario appena terminato, cui cinque anni più tardi si affiancò un convento dei Carmelitani Scalzi. Anche se soppresso in età napoleonica, e poi convertito in filanda, il complesso è stato infine riacquisito dai frati. Nel corridoio della sacrestia si trova la cosiddetta Madonna del Barcaiolo, un affresco quattrocentesco proveniente dalla casa del custode della Martesana, abbattuta per realizzare nuovi imbocchi d’acqua.

(2) Crespi è il nome della famiglia di industriali cotonieri lombardi che a fine Ottocento realizzò un moderno "Villaggio ideale del lavoro" accanto al proprio opificio tessile, lungo la riva bergamasca del fiume Adda.
Il Villaggio Crespi d'Adda è una vera e propria cittadina completa costruita dal nulla dal padrone della fabbrica per i suoi dipendenti e le loro famiglie. Ai lavoratori venivano messi a disposizione una casa con orto e giardino e tutti i servizi necessari.
In questo piccolo mondo perfetto il padrone "regnava" dal suo castello e provvedeva come un padre a tutti i bisogni dei dipendenti: dentro e fuori la fabbrica e "dalla culla alla tomba", anticipando le tutele dello Stato stesso. Nel Villaggio potevano abitare solo coloro che lavoravano nell'opificio, e la vita di tutti i singoli e della comunità intera "ruotava attorno alla fabbrica stessa", ai suoi ritmi e alle sue esigenze.
L'Unesco ha accolto Crespi d'Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa".

(3)  La Centrale Taccani, progettata da Moretti all’inizio del ‘900, è costituita da un corpo centrale e da due ali di diversa lunghezza. La Centrale, in stile "Liberty", risulta di grande armonia compositiva e si colloca armoniosamente nell'ambiente circostante, dominato dai ruderi del Castello Visconteo.

(4)  Tra il 1910 e il 1914 per rispondere alla crescente domanda di energia elettrica di Milano fu costruita la Centrale Esterle, dal nome del primo consigliere delegato della società Edison (Carlo Estrele). A Robbiate venne realizzata la diga, da dove partiva un canale di derivazione lungo 5 km quasi interamente in galleria che alimentava la centrale. La potenza generata era tre volte quella della Bertini; a tutt’oggi continuano a funzionare le macchine originarie.

(5) Intitolata al direttore della Edison, Angelo Bertini, che ne seguì i lavori, fu costruita a partire dal 1895 per fornire illuminazione e forza motrice a Milano. Per la sua realizzazione fu costruita a Paderno una diga, chiamata Poirée dal nome del suo ideatore, con cavalletti di ferro e lunghe aste di legno mobili (panconcelli) che permettevano un veloce controllo delle acque. Con i suoi 9.600 kW di produzione, al suo avvio nel 1898 era la centrale più potente d’Europa, collegata a Milano da una linea elettrica di 37 km alla tensione di 13.500 V.

(6) Il Naviglio di Paderno è un canale artificiale parallelo al fiume Adda nel comune di Paderno d’Adda a nord-est di Milano.
“Questo Naviglio di Paderno è lungo 2.605 metri; largo 11 sul fondo; l’acqua è sempre tenuta a metri 1,20 d’altezza, colla pendenza di 0.10 almeno, e 0.45 al più ogni mille metri, sicché ha la velocità, per minuto secondo, di metri 0.31 al minimo, e 1,50 al massimo. La pendenza è divisa per metri 26.40 fra i sostegni, e per metri 1.10 fra il declivio del fondo”. (C. Cantù, Grande illustrazione del Lombardo Veneto, Milano, 1857).
Il Naviglio di Paderno, che come quello di Bereguardo non raggiunge Milano, fu ideato dal genio di Leonardo da Vinci che, all'inizio del '500, fu ospite dei conti Melzi a Vaprio d'Adda. Il più breve tra i Navigli è anche il più complesso, con un salto di quota di 27,5 m superati con la costruzione di sei conche. Doveva finalmente permettere la navigazione tra la città e il Lago di Como, che sarebbe così stato perfettamente collegato alla cerchia interna dei Navigli grazie alla Martesana. Il via ai lavori viene dato da Francesco Sforza I nel 1516, ma l'opera viene portata a compimento quasi tre secoli dopo, sotto Maria Teresa d'Austria, e inaugurata nel 1777.

(7) Il ponte, noto anche come ponte di S. Michele o ponte Rothlisberger, fu costruito tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell’Ingegnere svizzero Rothlisberger (1851-1911), all’epoca capo ufficio tecnico delle Officine di Savigliano, sopra una gola che il fiume Adda forma in località Paderno d’Adda. E’ unanimemente considerato come un vero e proprio simbolo dell’archeologia industriale in Italia e una delle più interessanti realizzazioni dell’ingegneria italiana nell’Ottocento. E’ lungo 226 m e alto 85m ed è percorso dalla strada ferrata e dalla strada provinciale per Bergamo.
La costruzione del ponte senza piloni nel fiume permetterebbe anche la possibilità di rendere il fiume navigabile nel tratto Lecco Milano. L’unica campata in ferro, di 150 m di diametro, sostiene, tramite 7 piloni in ferro, un’impalcatura a due livelli. Nel livello inferiore si trova una ferrovia elettrificata, la Milano Bergamo via Carnate, e su quello superiore si trova la strada Como Bergamo. Per la realizzazione sono stati utilizzati 100.000 chiodi, nessuna saldatura, 5.000 metri cubi di pietra di Moltrasio e 1.200 metri cubi di granito di Baveno, per la base di appoggio.
Per il ponte di servizio vennero usati 1800 m3 di abete di Baviera, per l’arco, le pile e la travata, 2500 tonnellate di ferro. La leggenda narra che il progettista si sia suicidato prima del collaudo temendo che non potesse essere superato, in realtà egli morì di vecchiaia, ed il ponte ancora oggi, senza alcun intervento di restauro sostanziale in oltre un secolo di vita, rimane una delle principali vie di comunicazione ferroviaria tra Milano e Bergamo.

(8) Il Traghetto di Leonardo è un particolare tipo di traghetto a mano che prende il nome dal suo presunto inventore, Leonardo da Vinci. L'unico esemplare tuttora funzionante unisce i moli di Imbersago (Lecco) e Villa d'Adda (Bergamo).  Nonostante il nome, non v'è certezza che Leonardo sia il reale inventore, di sicuro si sa che studiò a lungo il progetto nel periodo che passò a lavorare per Ludovico il Moro, signore di Milano.
In seguito ai suoi studi disegnò un traghetto uguale in tutto e per tutto a quello esistente tuttora ad Imbersago. Gli studi vennero effettuati dall'inventore durante il proprio soggiorno a Vaprio d'Adda sotto al Girolamo Melzi, negli anni 1506-1507; il disegno che ne risultò, datato 1513, è stato incluso nel Codice Windsor e viene conservato nell'omonimo castello in Inghilterra. Il famoso disegno del "porto della Canonica di Vaprio" raffigura il traghetto (detto "porto") vincolato ad una fune, modello comune a tutto il corso del fiume.

METEO. Sereno, caldo ma, fortunatamente non troppo afoso.


Hike partners: Alberto C.


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