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Breno Arosio passando per il Gradiccioli (1935): BUON 2012


Published by rochi , 29 December 2011, 14h24.

Region: World » Switzerland » Tessin » Sottoceneri
Date of the hike:28 December 2011
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Tamaro-Lema 
Time: 6:30
Height gain: 1223 m 4011 ft.
Height loss: 1223 m 4011 ft.
Route:vedi minimap
Access to start point:Dopo il confine di stato a Ponte Tresa, alla grande rotonda prendere a sinistra in direzione Monte Lema e proseguire (12/15 km) sino al villaggio di Breno, dopo Miglieglia.
Access to end point:Giro ad anello
Accommodation:Ostello Monte Lema, chiuso da novembre ad aprile. Numerose possibilità sulla strada del Malcantone.

Il monte Gradiccioli si presenta come uno splendido anfiteatro e il suo versante sud è ammirabile da tutta la pianura padana. Proprio l'altro ieri, dai monti valcuviani, ho potuto constatare la pressochè assenza di neve sulle sue pendici, così, oggi, per quella che sarà l'ultima uscita del 2011, decido di affrontare questa montagna unendo una parte della ben nota traversata Lema Tamaro.
Lascio l'auto a Breno e comincio a salire per il sentiero che porta in vetta al Lema e di cui ho già relazionato in passato. Prima nel bosco, poi su una bella scalinata in pietra, la via, sempre in buona pendenza, conduce alla Forcola d'Arasio. Qui giunto dopo circa 1h30m di fatica, mi fermo a godere di questo innaturale caldo spinto da un sole tardo primaverile. Il tempo di un break e, dalla Forcora, prendo l'ampio sentiero a destra verso il Poncione di Breno. In questa zona le pendenze sono decisamente camminabili. Poco prima del Poncione, invece di raggiunere la vetta posta a pochi metri, giro a sinistra sempre su buon sentiero segnalato e percorro con saliscendi divertenti la cresta talvolta affilata (ma mai pericolosa, perchè presenti ringhiere nei punti critici) che conduce sino al monte Zottone. In questo tratto è presente un po' di neve, mai ghiacciata, che al limite rallenta un tantino la progressione, senza tuttavia comprometterla. Al monte Zottone, incontro un gatto, la qual cosa è stranissima vista la distanza dai centri civilizzati. Il micio, poi, è in buona saluta, non pare affamato (semmai bramoso di coccole) e questo infittisce il mistero. Egli mi segue per qualche centinaio di metri, poi, stufo, si ferma e lo lascio al suo destino. Ben presto, altra sorpresa, incontro un gruppo di capre che, beate, pascolano tra le poche nevi e i prati ancora vivaci. 
Dopo un'ora abbondante di cresta, giungo finalmente alle pendici del Gradiccioli. Si tratta della quarta volta che affronto questa montagna; nelle precedenti, sempre nebbia. Oggi, il cielo limpidissimo, mi consente di ammirare tutta la cresta Ovest che dovrò percorrere per arrivare in vetta. Pianifico, come da cartello segnavia, un'ora di salita e sbaglio in difetto, ma di pochi minuti. Come su tutte le creste ascendenti, si alternano tratti di salita "lacrime&sangue" (soprattutto nella fase iniziale), a tratti più dolci, a volte pianeggianti, a volta addirittura in discesa. Nessuna difficoltà tecnica: poca neve, sentiero evidente, rari passaggi su roccia dove non si mettono mai giù le mani. 
In vetta, il panorama è fantascientifico, forse addirittura più bello di quello dal Vogorno. Le montagne (vicine, lontane, lontanissime, sino agli Appennini), mi circondano senza soluzione di continuità. I numerosi laghi sono visibili e riconoscibili con i loro profili ben definiti su cui si adagiano i paesi e le città a cui provo a dare un nome. La catena imbiancata dei 4000 sembra una lavagna didattica dove un maestro, munito di lunga bacchetta, potrebbe spiegare ai propri alunni i nomi di tutte le vette, le creste, i valloni.
Fa caldo, la poca neve presente si sta sciogliendo: è un piacere mangiare un panino e stare a guardarsi intorno. Se non fosse per l'approssimarsi veloce della sera, sarebbe bello schiacciare un pisolino.
Senza tante esitazioni, decido di scendere per la cresta Est, opposta a quella di salita, che in passato ho seguito in ascesa. Di qui, la via sembra più lunga, mi ci vuole una bella oretta (e qualche capitombolo sull'erba secca) per percorrerla tutta sino alla bassa di Arosio, dove sarei tentato di prendere per l'Alpe Agario e poi Fescoggia. Purtroppo, però, è un'area che conosco poco e il rischio di rimanere per boschi al buio mi fa coscienziosamente optare per seguire la ben nota carrabile verso Arosio.
Giunto ad Arosio, poichè non mi va di aspettare per un'ora il postale, quell'ora la passo su Cantonale e giungo di nuovo a Breno dopo 6h30m di traversata sui fantastici monti del Malcantone, dove il Gradiccioli svolge la parte di "più bella del reame".
km totali 23 (35 in SE, secondo il metodo di upthehill).
Dopo 49 uscite, circa 90000 metri di dislivello battuto e più di 500 km camminati per monti, questa gita mi è sembrata il miglior modo per salutare il 2011 e dare il benvenuto al 2012, che, a tutti gli amici hikriani, auguro denso di felicità e montagne (che poi, a ben vedere, son la stessa cosa)!

Hike partners: rochi


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Comments (2)


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gbal says:
Sent 30 December 2011, 11h12
Complimenti per il bel giro e un ottimo 2012 anche a te!
Giulio

rochi says: RE:
Sent 30 December 2011, 13h06
Grazie!!


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