Mött di Pégor (2169 m)


Published by tapio , 8 November 2010, 22h42.

Region: World » Switzerland » Tessin » Locarnese
Date of the hike: 3 November 2010
Hiking grading: T3 - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-TI   Gruppo Poncione Piancascia 
Time: 4:30
Height gain: 1817 m 5960 ft.
Height loss: 1817 m 5960 ft.
Route:Gordevio cimitero - Chimoi - Ör - Mergozzo - Alpe Pizzit - A.Pizzit sup. - Mött di Pégor - ritorno per la stessa via fino a Ör - Dömna - Roncascio - Gordevio cimitero
Access to start point:Si arriva a Gordevio da Locarno imboccando la strada della Valle Maggia. Dopo Ponte Brolla ed Avegno, si perviene a Gordevio svoltando a destra ed entrando in paese.

Partenza di buon’ora da Gordevio, zona cimitero (noto successivamente che esiste anche una strada che comincia ancora prima di entrare in paese, a destra, e che permette di guadagnare circa 200 metri di dislivello). Dai vicoli del paese salgo su sentiero in direzione di Archeggio (incantevole monte), incontrando anche la strada di cui sopra, e raggiuntolo, tralascio il sentiero a sinistra per Brunescio e mi dirigo invece a destra verso le baite di Chimoi e portandomi poi al bivio di Ör. Qui continuo la salita con interminabili tornanti su terreno aperto tra felci e ginestre e qua e là grossi alberi di castagno ormai privi di vita. Raggiungo poi Mergozzo dove si nota, come già a tratti nella zone precedente, un gran fervore edilizio nel riattare ed abbellire i rustici qui presenti. Uno in particolare mi lascia davvero a bocca aperta: piccolo ma con un’attenzione ai particolari direi quasi maniacale, pietra alla base e legno nelle zone superiori (anche se la mia descrizione è molto approssimativa, penso che sia passato da quelle parti l’avrà certamente notato… e riconosciuto!). La pendenza aumenta, in alto a sinistra si nota già la croce dell’Alpe Pizzit, ma mancano ancora 400 metri. Continuo a salire ed arrivato alla croce dell’Alpe comincio a rendermi conto che la neve mi permetterà di salire ancora per un bel po’. Lei è presente, sì, ma può anche essere evitata, salendo sul lato destro della Costa della Motta. Alla successiva Alpe Pizzit superiore, trovo un cubo in pietra in memoria di Gianni Goltz, alpinista di Avegno tragicamente scomparso sull’Everest due anni fa. Ricordo ancora il documentario commemorativo trasmesso dalla TSI non molto tempo fa. Allontano i pensieri tristi salendo ancora più in alto, tralasciando il sentiero che porta alla Bocchetta di Orgnana, molto innevato, e che non mi porterebbe su nessuna cima, dato che sia la Cresta per il Pizzo d’Orgnana che quella per il Pizzo di Corbella paiono sommerse, ed immerse, nella neve. L’escursione la considero ancora “estiva”, quindi non ho con me le racchette da neve (che comunque, in certe zone rocciose, come quelle delle creste appena citate, servono a ben poco). Salgo diritto, senza più sentiero, evitando quando possibile la neve, e calpestandola quelle poche volte che diventa necessario. Il pendio è molto ripido, ma l’erba sottostante rende l’incedere privo di rischi. Ormai riconosco la meta odierna, il Mött di Pégor: devo solo prestare attenzione all’ultimo tratto dove proprio mi è impossibile evitare la neve e quindi segno con attenzione il percorso affondando gli scarponi nella neve. A pochi metri dalla cima incrocio la VAVM (Via Alta Valle Maggia) e, proseguendo, eccomi arrivato! Qui prendo atto che il pur vicinissimo Pizzo d’Orgnana (mancherebbero solo 50 metri di dislivello, e poche decine di metri di distanza) è separato dal Mött di Pégor da una cresta composta da pietroni semisommersi dalla neve e che dal lato della Val Verzasca lo scoscendimento è totale. Do quindi l’appuntamento al P.d’Orgnana al 2011. La visione del Poncione d’Alnasca e della Föpia innevati - salvo naturalmente le pareti verticali - dall’altra parte della valle, mi fanno riconsiderare l’ascensione odierna come l’ennesima puntata della ricerca della prospettiva perfetta per queste due montagne perfette. Ma in realtà non esiste la prospettiva perfetta, ogni angolazione ha il suo fascino e come tale deve essere vissuta! Mi godo, ma non per molto, la visione delle vette della Verzasca innevate (P.Rosso compreso!), e poi mi abbasso di qualche metro sul lato della Val Maggia per il pranzo, visto che sulle zone sommitali non c’è nemmeno un angolino libero dalla neve per sedersi e sistemare lo zaino. Da qui ho comunque sott’occhio tutto il filo di creste dal Pizzo della Trosa fino alla Cima di Nimi. Oltre naturalmente alla parete Nord del Gridone, davanti a me. A fine pranzo mi incammino in discesa per la stessa via, e davanti al Pizzo di Corbella mi appare improvvisamente un aquila! Che visione stupenda, che brividi di libertà! Seguo lo stesso tragitto dell’andata fino a Ör, dove anziché ripassare da Archeggio, scendo invece direttamente verso Dömna e di qui, incontrando la strada che permette di abbassare il dislivello (che però io non ho percorso), fino a Gordevio. Tempistica: andata 4 ore e 30', ritorno 3 ore e 30'. Dopo aver raggiunto l’auto mi fermo ad Avegno a rinfrescare i piedi nella Maggia (1800 m di dislivello richiedono un simile rito): un tale più pazzo di me - siamo al 3 novembre! -  dall’altra parte del fiume, nudo come una rana, si getta nelle rapide, da cui, dopo qualche minuto riappare. Il mondo è bello perché è vario.

Hike partners: tapio


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Comments (7)


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Ewuska says:
Sent 8 November 2010, 23h40
Ma sei andato come una lippa! Complimenti per questa bella gita nelle zone,dove io qualche mese fa vagavo come una pecorella smarrita...
Per trovare l'accesso alla strada di cui hai accennato, devi seguire questa indicazione:passato Avegno si fa una galleria, poche decine di metri dopo c'è la discarica comunale di Gordevio (un grosso cartello sul ciglio della strada la indica): prendere la stradina, all'inizio asfaltata, che va in su e parcheggiare alla sbarra.
Buona montagna
Ewa

tapio says: RE:
Sent 9 November 2010, 00h05
Ciao Ewa e grazie per i ragguagli. Ho visto solo adesso la tua foto della sbarra sulla stradina: mi consolo per il fatto che c'è comunque una sbarra. Complimenti a te per la tua gita di quest'estate, non dev'essere stato facile trovarsi alle sei di sera con ancora due ore di cammino da fare e senza garanzia di trovare un posticino in capanna!
Buone gite anche a te,
Fabio

Jules says:
Sent 9 November 2010, 07h11
Splendida gita. Ecco una buona idea per l'anno prossimo!
Il bagno nella Maggia però, è davvero roba da pazzi! :D

tapio says: RE:
Sent 9 November 2010, 12h38
Grazie a te per gli spunti sulla traversata. Però stavolta vorrei anch'io salire da Lavertezzo (adesso era troppo ombrosa quella via di salita...). Ciao,
Fabio

Francesco says: Ciao
Sent 9 November 2010, 08h37
Complimenti per la sgambettata, anche io qualche mese fa ebbi la fortuna di conoscere quei luoghi selvaggi, limitandoMi ad un giro ad anello.
buone gite.

tapio says: RE:Ciao
Sent 9 November 2010, 12h43
Ma i giri ad anello (soprattutto qui) sono una cosa fantastica! Vanno studiati bene, ma poi restituiscono emozioni uniche. È un po' più facile programmare escursioni "avanti e indietro" dallo stesso sentiero, come quasi sempre faccio io...
Buone gite anche a te!

Francesco says: RE:Ciao
Sent 9 November 2010, 15h58
Sono d'accordo con te , i giri ad anello appagano sempre anche se, come noi sabato" trek dei sogni" non siamo riusciti a portarlo al termine: Tutto pianificato nei minimi particolari, pero'..... abbiam trascurato il fattore neve.


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