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Mont Fourchon (2901 m)


Published by Sky , 20 September 2020, 14h12.

Region: World » Italy » Val d'Aosta
Date of the hike:17 August 2020
Hiking grading: T3+ - Difficult Mountain hike
Waypoints:
Geo-Tags: CH-VS   I 

Dopo un giorno di (doveroso) riposo, nonostante il tempo oggi non sia un granché, vedo di scegliere comunque una meta, se possibile una in cui non debba prendere acqua! Difficile da dire, ovviamente, ma il mio intuito mi dice di andare nella valle del Gran San Bernardo. Da quelle parti feci già qualcosa, ma arrivando dal versante elvetico. Avendo deciso all’ultimo momento, a mattinata avanzata, opto per una vetta che ricordo perché ci andò, con gli sci, il mio amico delboo: il Mont Fourchon.

Parcheggio a Baou, alpeggio dal nome curioso, e mi incammino. Sono in dubbio se portare i bastoncini, che in caso di temporale potrebbero essere pericolosi, ma alla fine decido di tenerli con me, ché, in fondo, il tempo è meno peggio di quello che mi immaginavo. Qualche dubbio sul sentiero da prendere (c’è un bivio subito fin da subito, ma io prendo quello a sinistra, dal momento che la mia meta è da quella parte), ma in realtà è ben marcato e salgo più veloce che posso, nel timore di prendere acqua! Nella conca sotto la vetta incontro degli stambecchi che son lì a riposare. La mia presenza non li infastidisce più di tanto! al punto che riesco a fotografarli da vicinissimo e a farmi pure un selfie con loro! Il Mont Fourchon è a due passi, il panorama, che da qui dovrebbe essere spettacolare, invece purtroppo è oscurato da nubi che svolazzano qua e là, ma oggi era previsto, non posso chiedere più di così! È presto, nonostante sia partito tardissimo, ed in fondo la pioggia che avevo temuto di prendere non è arrivata, né sembra che debba venire a breve, così decido di incamminarmi lungo la cresta che conduce alla Pointe de Drône (senza però pensare di arrivare fin lì, ché già la feci qualche anno fa). Così, una volta mangiato il mio panino, prendo e parto, abbassandomi leggermente e puntando alla cresta prima del P2853, che raggiungo senza problemi. Proseguendo lungo la cresta, mi trovo però su delle placche che non mi piacciono. Decido quindi di abbassarmi sul versante svizzero per venirne fuori. Mi trovo però su un terreno infido, terroso e sopra i 40°, ma soprattutto senza la mia piccozza, che ho lasciato in macchina proprio nel timore di un temporale e che ora sarebbe stata utilissima… Tra l’altro una stupida ferita alla mano che mi sono procurato qualche minuto prima su un sasso tagliente mi richiede attenzione extra, per evitare di sporcarmela di terra. Mi trovo quindi a dover arrampicare con una mano e mezza, tenendo in mano due bastoncini e scaricando a valle una dose abbastanza generosa di detriti. Dopo un po’ di ravanamenti, decido di risalire verso la cresta, sperando di aver superato il tratto di placche, e così è. A questo punto la Tête de Fenêtre (2823 m, senza nome sulla CNS) è a un tiro di schioppo. Scendo alla Fenêtre de Ferret, da cui passa l’X-Alpine, ma purtroppo non sono mai riuscito ad arrivare fin qui in nessuna delle mie due partecipazioni… Ora potrei scendere direttamente alla strada, ma visto che il tempo continua a rimanere nuvoloso, ma sempre asciutto, proseguo per la Tête de Fonteinte, passando per un altro punto senza nome né quota sulla CNS, ma che sulla mappa del mio GPS è denominato Tête de Ferret (poca fantasia per questi toponimi). A questo punto non mi resta che scendere alla Fenêtre d’en Haut e riprendere il sentiero che porta alla strada. In discesa incontro un signore di una certa età con la maglia proprio dell’X-Alpine: scambiamo qualche chiacchiera su quella gara in cui lui è arrivato primo della sua categoria in una delle scorse edizioni. Conoscendo bene la sua durezza non posso che fargli tutti i miei complimenti!


Hike partners: Sky


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