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Monte Massone


Published by imerio , 25 March 2020, 22h03.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:27 October 2016
Hiking grading: T2 - Mountain hike
Time: 8:00
Height gain: 1400 m 4592 ft.
Route:Alpe Quaggione - Monte Massone - Alpe Bagnone - Alpe Quaggione
Access to start point:Usciti dalla A26 a Verbania, si prosegue per Omegna, Germagno e quindi per l'Alpe Quaggione.

 Decrizione: Il Monte Massone (2161 m) è un’importante cima posta quasi al limite orientale della catena montuosa che, partendo dal Monte Capezzone (2421 m), separa la Val Strona dal grande solco della Val d’Ossola. Numerosi itinerari ne raggiungono la panoramica cima e quasi tutti percorrono belle creste erbose lungo le quali l’escursione si svolge in ambiente aperto e arioso, con magnifiche viste su un vastissimo arco di montagne e sulla pianura costellata di numerosi laghi prealpini (Maggiore, Orta, Mergozzo, Varese, Monate e Comabbio).
Commenti: quando Mario mi ha chiesto di organizzare un’escursione tranquilla, ho fatto un po’ di selezione tra quelle che avevo in mente e ho pensato a questa, situata in una zona dove non eravamo mai stati, che è stata tranquilla dal punto di vista tecnico ma un po’ meno da quello fisico…(alla fine saranno quasi 1.400 m di dislivello per 8 ore di escursione).
Raggiunta l’Alpe Quaggione(1160 m) da Omegna e poi da Germagno (uscita dall’autostrada a GravellonaToce), abbiamo iniziato il cammino alle prime luci del mattino verso la lunga cresta che, con numerosi e incisivi saliscendi ci ha condotto, dopo 3,5 ore di cammino, sulla panoramica cima del Monte Massone.
Durante tutta la salita è stato veramente bello assistere alla formazione delle nuvole alle nostre spalle, che sembravano fare a gara con noi su chi arrivasse per primo alla cima, ma alla fine il vento non eccessivo proveniente da nord è riuscito a “domarle”, facendole fermare prima della ns. meta e al di sotto dei 1800 m di quota.
Nell’ultimo tratto di salita abbiamo incontrato due persone (m. e f.) che, salendo da un altro versante, ci hanno raggiunto poco prima della cima (avevano un equipaggiamento essenziale + un passo e un fisico di quelli che vanno spesso sui monti).
Durante tutto il percorso sono stato molto utili i bolli gialli, fatti in occasione della corsa di montagna “3 M”, che si è svolta a settembre proprio sul tragitto che abbiamo effettuato (la coppia incontrata ci ha informati che il primo arrivato  ha effettuato l’anello in meno di 2 h.; noi ce ne abbiamo messe circa 6 di cammino effettivo, colpa dello zaino di Mario…).
Se il percorso dell’andata è stato bellissimo dal punto di vista dei panorami, quello del ritorno non lo è stato da meno, in quanto ci ha regalato dei colori fantastici nella lunga traversata dei boschi dall’Alpe Bagnone fino all’Alpe Quaggione, è stata proprio una di quelle giornate in cui la montagna ci ha regalato delle sensazioni uniche e qui cito (anche se un po’ prosaicamente) un pensiero di Battistino Bonali, un grande alpinista scomparso nel ‘93 in Perù sulla parete nord dell’Huascaràn: “Grazie montagna per avermi dato lezioni di vita, perché faticando ho imparato a gustare il riposo, perché sudando ho imparato ad apprezzare un sorso d’acqua fresca, perché soffrendo ho assaporato la gioia della vetta percependo che le cose vere, quelle che portano alla felicità, si ottengono solo con fatica, e chi non sa soffrire mai potrà capire…”
Durante la discesa abbiamo poi avuto un incontro con un pittoresco pastore che, con moto da trial e cane, stava portando a valle un nutrito gregge di capre. Al mattino, poco prima di arrivare all’Alpe Quaggione, abbiamo visto due lepri, di lì a poco abbiamo sentito il caratteristico rugolio di un forcello, visto alcune tracce e fatte di capriolo e successivamente abbiamo avuto un incontro con un esemplare di aquila minore: giornata indimenticabile. 

Hike partners: imerio


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