Sentiero Bove_Anello della Valgrande


Published by martynred , 14 October 2019, 22h59.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike:28 September 2019
Hiking grading: T4 - High-level Alpine hike
Climbing grading: I (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 2 days 21:00
Height gain: 3800 m 12464 ft.
Route:38,5 km
Access to start point:Cicogna (VB)
Accommodation:Bivacco Curgei (fontana presente). Bivacco Pian Cavallone (stufa e due lettini a rete ma molto sporco). Bivacco Lidesh (camino, legna, 2 sacchi a pelo, 1 letto a castello a rete, soppalco per totale 5-6 posti letto, fontana secca). Bivacco Bocchetta di Campo (stufa, acqua a 10 minuti, soppalco in legno per un totale di circa 8 posti letto)

Non ricordo quando sentii parlare per la prima volta del Sentiero Bove, ma ricordo di averlo appuntato subito, essendo la Valgrande considerata una zona molto selvaggia, non potevo che esserne affascinata.
Quando ne parlai con Silvia, decidemmo che prima o poi l'avremmo percorso insieme...almeno 2 anni fa.
Definiamo il week-end del 28-29 Settembre, senza come e senza ma, ad accezione del maltempo (pioggia o neve), niente ci fermerà.

Infatti sarà proprio così, zaino in spalle e via, senza badare alle nubi basse che ci accompagneranno per entrambi i giorni rendendo all'apparenza il percorso più lungo, interminabile, senza scorgere il bel panorama descritto da Marco Albino Ferrari e mostrato dalle meravigliose foto di Giacomo Meneghello in Meridiani Montagne n.85.

Il vero fascino di questo sentiero lo scopriremo solo il sabato sera, in bivacco, scoprendo che si tratta della prima ferrata delle Alpi, creato come "monumento" al grande esploratore della metà dell'800 Giacomo Bove, che si tolse la vita a Verona dopo aver scoperto di essere affetto da una grave malattia esotica. 



28/09  Giorno 1
Cicogna-Bivacco Lidesh

15.5 km, 2090 D+, 1250 D-, 9:18 h

Nello zaino abbiamo tutto l'indispensabile: cambio, vestiti pesanti, fornelletto, pentola, cibo, accendino, carta igienica, sacco a pelo, frontale, guscio, piumino...di certo niente occhiali e niente crema solare!
Siamo allegre perchè, pur non sapendo bene quel che ci aspetta, sappiamo che ci piacerà tantissimo e non vediamo l'ora di scoprirlo.

Lasciata l'auto nel parcheggio gratuito a Cicogna, proprio davanti al circolo, scendiamo a piedi al tornante appena sotto ed imbocchiamo il sentiero, prendendo subito la destra al bivio, diretto a Varola/Alpe Curgei/Pian Cavallone. Perdiamo quota nel bosco e passiamo accanto a vecchie baite in sasso, ora mangiate dalla vegetazione. Passiamo da un vecchio alpeggio, La Buia (Q 515 m), ed attraversiamo poi il Rio Pogallo tramite un ponte cementato (Ponte de La Buia). Risaliamo ancora nel bosco fino a raggiungere un altro vecchio piccolo alpeggio, Premiago (Q 695 m). La salita procede e raggiungiamo Varola (Q 921 m). Alcune baite sembrano non essere dimenticate, delle semplici scale in pietra portano all'ingresso. Da qui riusciamo a scorgere Cicogna, pare lontanissima, eppure abbiamo percorso ancora una minima parte del tratto che ci attende oggi. Continuiamo passando dietro i ruderi per una ripida salita nella folta vegetazione, rimettendoci poi nel bosco. Passiamo da Varolino (Q 1029 m) e seguiamo ometti di sasso che indicano la via (oltre i segni di vernice bianco-rossa). Eccoci sbucare alla luce, a pochi metri dal Bivacco Alpe Curgei (Q 1350 m). Mentre ci concediamo una pausa, notiamo un gruppo di ragazzi ed il camino fumante, sicuramente hanno passato la notte qui (note: presente fonte d'acqua). Ancora 200 metri di salita e raggiungiamo Pian Cavallone. Il bivacco è un vero e proprio rifugio di emergenza, sporco e puzzolente, con paglia a terra, una stufetta a legna e due letti a rete. Passiamo a fianco la Cappella del Pian Cavallone e seguiamo le indicazioni per il Monte Zeda (sentiero R03). Un lungo traverso in mezzo all'erba alta, poi tratto roccioso facilitato dalla presenza di alcune catene, salita per la Scala Santa (Q 1810 m) ed infine passaggio per il Passo del Diavolo (tratto roccioso non molto esposto), ci portano al Pizzo Marona (Q 2051 m). Sono passate poco più di 4 ore e mezza per percorrere 8.5 km con 1700 m circa di dislivello positivo, 450 m di negativo. Sempre i mezzo alle nubi procediamo per esile traccia, ben segnata, fino la base del Monte Zeda, la cima più alta della Valgrande con i suoi 2156 m, che si raggiunge con facili passaggi rocciosi attrezzati con catene. Una delle mie prime mete da quando mi trasferii in Lombardia, anche allora nella fitta nebbia...insomma, la Valgrande non mi ha mai concesso gran panorami! (10 km, 1900 D+, 500 D-, 5:30 h)
Continuiamo sulla cresta che porta al un canalino roccioso attrezzato con catene che ci fa perdere qualche decina di metri. Al termine di questo si attraversa una paretina rocciosa anch'essa attrezzata per poi continuare su sentiero in repentino sali-scendi. Qualche altra roccetta da superare in discesa, e di nuovo in cresta, fra grossi massi e cespugli. Seguendo sempre i ben evidenti bolli bianco-rossi, raggiungiamo il Monte La Piota (Q 1927 m). Possiamo solo immaginare il panorama a 360° con le cime che la XX indica  (12.5 km, 2110 D+, 970 D-, 7:27 h). Proseguiamo su cresta erbosa, in continuo sali-scendi, e traversiamo su pendii erbosi fino a raggiungere Cima Crocette. Poco più avanti (circa 1 km) si raggiunge una piccola sella erbosa, Passo delle Crocette, dove i cartelli indicano dritto per la B.tta Terza/M.Marsicce/B.Cortechiuso e a destra per il Rifugio Lidesh. (14 km, 2150 D+, 1125 D-, 8:38 h).
Scendiamo per il sentiero che porta al Bivacco Lidesh. Il panorama sembra aprirsi sulla Valle Cannobina e Gurro. Percorriamo il sentiero in dolce discesa raccogliendo qualche ramo secco e prestando attenzione alla presenza di qualche rigagnolo d'acqua. In poco più di mezz'ora arriviamo al bivacco in versione survival, legni in mano e nello zaino. Purtroppo una spiacevole sorpresa ci accoglie: la fontana che dovrebbe garantirci acqua per cucinare e per il giorno dopo è secca! Così, prima che la luce del sole se ne vada, ripercorro il sentiero a ritroso per circa 10 minuti fino all'unico rigagnolo incontrato sulla via dell'andata. Goccia dopo goccia riusciremo a fare scorta d'acqua.
Grande soddisfazione avrò nell'accendere il fuco del camino, ben mezz'ora e più di tentativi, e cuocervi le 4 castagne raccolte! Passeremo la serata a leggere la rivista portata con noi e a mangiucchiare pasta e biscotti davanti il calore del camino mentre scambiamo qualche chiacchiera con la coppia di Monaco, anch'essa sui passi del sentiero Bove (3° tentativo in 6 anni), prima di salire sul soppalco e chiudere gli occhi.
Ciò che amo di più nel dormire in bivacco, oltre la solitudine ed il fare con poco, sono le stellate fuori dalla porta, stretta nel piumino o in una coperta e pensare a quanto sono belli questi attimi, offerti gratuitamente, senza nulla in cambio.


29/09  Giorno 2
Bivacco Lidesh-Cicogna

23 km, 1850 D+, 2800 D-, 12 h

Per guadagnare tempo partiamo alle 6:15 ed ancora nel buio delle mattine autunnali ripercorriamo il sentiero che ci riporta al Passo delle Crocette. Quando ormai la luce del sole illumina il paesaggio, attraversiamo per un pendio erboso e risaliamo un canalino roccioso ben attrezzato con catene fino ad arrivare alla cima del Monte Torrione. In mezzo alle nubi proseguiamo sull'ampia cresta ma ci accorgiamo ben presto dell'assenza dei bolli e dell'abisso che ci divide ad altre creste. Scorgo un bollo su una cresta rocciosa poco distante. Così, riletta la relazione, torniamo quasi alla vetta del Torrione per scendere a destra (a sinistra venendo dal Passo delle Crocette). Perdiamo velocemente quota per poi fare un lungo traverso in mezzo all'alta vegetazione. Silvia si accorge di non avere più con sé il telefono. Per non perdere troppo tempo corro fino al Monte Torrione, dove lo trovo appollaiato sull'erba. Raggiunta nuovamente Silvia, riprendiamo il cammino raggiungendo Bocchetta di Terza (Q 1836 m) in 2 ore e mezza dal Passo Crocette (incluso il recupero telefono di 30' circa). Per errore scendiamo sull'evidente sentiero che porta in Val Pogallo, ma fortuna vuole che me ne accorgo presto e risaliamo per il pendio erboso fino sotto la parete rocciosa (bolli bianco-rossi). Percorriamo il traverso fino ad arrivare ad un'altra bocchetta e scendere per un vallone, il Vallone di Finero. Passiamo così dall'altro versante, a nord, e dopo qualche sali scendi affrontiamo la ripida salita che ci porta alla Cima Marsicce (7.8 km, 1220 D+, 790 D-, 4:40 h).
Il sentiero continua su cresta per poi scendere alla Bocchetta di Cortechiuso (Q 2066 m), da qui notare la bellissima cresta NE della Cima della Laurasca. Perdiamo leggermente quota, senza scendere all'Alpe Scaredi, ma rimanendo sotto il pendio della Laurasca. Incontriamo il bivio per salirla (tempo stimato 35 minuti) ma ancora intimorite dalla possibilità di perderci alle Strette del Casè lasciamo la cima per una prossima volta. In mezz'ora giungiamo alla Bocchetta di Scaredi (Q 2095 m). Non siamo più sole, qualche coppia si aggira nella zona. La traccia continua in leggera discesa e, riamenendo praticamente sempre in cresta co vista sulla Val Pogallo, si arriva alla Bocchetta di Campo, riconoscibile già dalla Bocchetta di Scaredi. Nel grande bivacco a tre piani mangiucchiamo qualcosa mentre scambiamo qualche parola con altri due ragazzi saliti al Pedum. Mentre arrivano altri escursionisti, ci riavviamo in direzione sud raggiungendo velocemente le Strette del Casé, tre gole ripide da scendere e risalire per circa centro metri l'una. Qui i bolli sono dei tondi bianco-rossi, meno frequenti, ma la traccia è visibile e logica. L'atmosfera di questo tratto è unica, ci si sente come in Grigna, circondate da pinnacoli rocciosi. Perdiamo qualche bollo e ci addentriamo in una folta vegetazione superata la seconda gola, c'è comunque un'esile traccia di terriccio nero ed umido, superiamo dei rododendri abbassati dai repentini passaggi e ci rimettiamo sulla traccia bollata. Risaliamo l'ultima gola da un caratteristico canalino attrezzato con scalini di pietra e scorrimano in ferro. Poco dopo siamo nei pratoni di Ghina. L'erba alta camuffa la traccia ma proseguendo con attenzione la si scorge passo dopo passo e qua e là qualche ometto conferma il corretto sentiero. Oltrepassiamo un torrente in secca e percorriamo in traverso. Attraversato un altro torrente in secca, entriamo nel bosco fino a giungere all'Alpe Cavrua, immersa nelle felci. Ci aspetta una lunga e a tratti ripida discesa nel bosco, ben segnata da frecce rosse dipinte sui tronchi dei numerosi faggi. In un'ora arriviamo a Pogallo, alpeggio utilizzato per la transumanza e luogo di storia. Caricate le bottiglie dall'abbondante sorgente, proseguiamo per l'ampio sentiero che costeggia il Rio Pogallo, non sempre in piano ma che offre degli scorci interessanti e passaggi di fine ingegneria, fino ad arrivare a Cicogna (1:15 h da Pogallo).

Arriviamo all'auto con due acquari zuppi d'acqua al posto delle scarpe (in Goretex!) e con il SORRISO, sapendo che prima o poi, sole o insieme, torneremo...con il bel tempo!



Hike partners: martynred


Minimap
0Km
Click to draw, click on the last point to end drawing

Gallery


Slideshow Open in a new window · Open in this window

T5- I PD
T6 III
21 Oct 12
Rund um das Val Grande · lorenzo
T6 II
T4
10 Aug 92
Strette del Casè · paoloski
T5+ III
14 Sep 12
Abenteuer im Val Pogallo · Schneeluchs

Comments (37)


Post a comment

Francesco says: una chicca !!!
Sent 15 October 2019, 06h14
Bravi, proprio sabato scorso ne parlavo con Gianluca.
Poi averlo fatto in due giorni,penso sia un record.
Buon cammino, Francesco

martynred says: RE:una chicca !!!
Sent 15 October 2019, 06h43
Ciao Francesco, Ve lo consiglio vivamente ma davvero, aspettate il bel tempo!
Assolutamente nessun record in due giorni, basta un po' di gamba e schiena d'asino per lo zaino poco più pesante rispetto un'escursione in giornata.
Due settimane fa un ragazzo l'ha fatto in 13 h! Se avessimo più giorni sarebbe bello rifarlo aggiungendo le altre come: Laurasca, Pedum...

Serzo says: RE:una chicca !!!
Sent 15 October 2019, 07h16
Volendo potresti anche, uscita dalle strette, restare in cresta e tramite la corona di Ghina salire alla Cima Sasso e di lì a Cicogna. Da alpinisti, ma tu lo sei ;-)

martynred says: RE:una chicca !!!
Sent 15 October 2019, 07h29
Esatto, possibile tante altre deviazioni!

cramec says: RE:
Sent 15 October 2019, 09h33
in realtà 2 giorni è lo standard per gente con buon grado di allenamento, di solito dormendo a Scaredi
a Verbania ci sono diversi alpinisti conosciuti che quasi ogni anno la fanno in giornata (partendo ad ore antelucane, ovvio)

bye
AC

Francesco says: RE:
Sent 15 October 2019, 09h48
..Personalmente avevo programmato di farlo in tre giorni, anche per godere di ciò che si ha attorno però, effettivamente in due,dormendo allo Scaredi, è molto piu pratico , grazie per qs info.
Francesco

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 11h53
In due giorni dormendo allo Scaredi diventa meno bilanciato come tempistiche e dislivello. Le tempistiche indicate da me sono a passo davvero tranquillo per cui fattibile da molti della comunità hikr!

Serzo says:
Sent 15 October 2019, 06h41
Che coraggio fare le strette con quella meteo... a che gambe a completare il Bove in due giorni. Originale la scelta del Lidesh al posto di Scaredi. Complimenti! Sergio

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 06h46
Ciao Sergio, dalle relazioni dicevano che alle strette potevano trovarsi rigagnoli d'acqua, noi non ne abbiamo trovati, solo un po' umide le rocce, ma ciò che davvero bagnava piedi e pantaloni erano i ciuffi di erba che ci arrivavano al viso!
Lidesh bellissimo!!!

Sent 15 October 2019, 07h49
Bellissimo itinerario e come sempre emozionante racconto! Degni della vostra amicizia. Bravissime!
Ciao
ALE

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 08h14
Grazie ale! Tu hai in programma qualcosa?

froloccone says: RE:
Sent 15 October 2019, 11h03
Ciao Martina, no al momento nulla. Questo weekend la meteo fa schifo.

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 11h54
Ho visto, ma teniamoci pronti con le picche affilate! Si prepara la stagione ;)

froloccone says: RE:
Sent 15 October 2019, 12h34
:)))

imerio says:
Sent 15 October 2019, 11h14
Complimenti per l'escursione e per i ritmi; è un giro che ho tra le cose da fare perchè è veramente unico. Intanto la scorsa settimana abbiamo tatto anche noi una 2 giorni in zona Bivacco Ragozzale: la Val Grande è veramente unica e merita di essere vissuta con rispetto e ammirazione. Ancora complimenti e ciao. Imerio.

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 11h55
Eh sì, il nostro un classico ma sicuramente tanti altri giri interessanti!!!

Camoscio says:
Sent 15 October 2019, 12h46
Gran bella avventura! Oltretutto avete sfidato il tempo! Complimenti! ;)

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 14h28
Grazie!

cristina says:
Sent 15 October 2019, 15h24
Vi siete perse il Gianfry però!

http://www.mountcity.it/index.php/2016/02/14/un-saggio-o-un-perdente-oggi-senza-gianfry-la-valgrande-non-e-piu-come-prima/

...era un gran personaggio con cui abbiamo avuto a che fare un paio di volte...ricordo che lungo il sentiero per Cicogna aveva messo dei puffi negli alberi, nelle rocce, nei prati...una sorta di segnavia...

Complimenti!

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 16h47
Ne ho sentito parlare...siamo arrivate tardi....

gbal says:
Sent 15 October 2019, 17h26
Complimenti davvero per questa coraggiosa avventura; peccato per il tempo ma la soddisfazione non ne è intaccata.
Brave.

P.S. Ed ora una info: avete per caso monitorato il segnale x i telefoni? Io da quelle parti mi sono sempre trovato male.

martynred says: RE:
Sent 15 October 2019, 21h06
Grazie! Onestamente l avevo in modalità aereo, però al bivacco Lidesh a Silvia prendeva e credo abbia Tim.

Sent 15 October 2019, 21h10
Grande bella scarpinata, non per tutti, complimenti.
roby

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 07h44
Grazie!

Alpingio says:
Sent 15 October 2019, 22h39
Bel giro wild! Mi manca un'esplorazione della valgrande come avete fatto voi..
Giovanni

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 07h43
Anch io voglio esplorarla un po' di più...per ora ho comprato due libri!

Poncione says:
Sent 15 October 2019, 23h20
Bellissima due giorni attorniate da cime e valli selvagge... Brave Marty e Silvia.

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 07h42
Grazie EMI!!!!

Sky says:
Sent 16 October 2019, 06h30
Non conosco la zona, fatta eccezione per la Laurasca.. una regione che affascina tanti amanti del selvaggio. Complimenti!
Due parole, se posso, sulle calzature.. personalmente trovo le scarpette in goretex da sconsigliare.. se entra l'acqua (e da sopra entra per forza!) poi non esce più :) meglio allora un paio di scarpette non in goretex: i piedi si bagneranno, ma se smette di piovere a poco a poco si asciugheranno anche.. o comunque non si formerà una pozza d'acqua!
Ciao, Luca

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 07h42
Te la consiglio!
Sì, riguardo le scarpe lo so però ho voluto mettere quelle da avvicinamento nel caso in cui ci fossero state parti veramente arrampicose (punta con climbing zone) e le ho solamente in goretex! Ma ottimo consiglio per chi andrà!

GIBI says:
Sent 16 October 2019, 08h50
Due grandi Amiche per Due giorni spettacolari ... Brave ! Brave ! Brave ! ... e adesso ( visto che sono abbonato ) mi tocca anche andare in garage a cercare Meridiani Montagne n° 85 per rinfrescarmi le idee ...

ciao mitica ... Giorgio

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 12h21
Grazie Giorgio!
Si recuperalo e leggilo, carino! E poi vai a farti un giro esplorativo! C è anche il sentiero Teresa Binda, suddiviso in 4 tappe

danicomo says:
Sent 16 October 2019, 09h00
Bellissimo giro e bellissime alpiniste...
Chissà lo sbalordimento di chi vi ha incontrato...
Compli per le foto
Ciao
Daniele

martynred says: RE:
Sent 16 October 2019, 12h21
che super complimenti! Grazie!
Beh incontrati davvero pochi ;)

CAI Sezione Verbano says: Rifugio CAI Verbano al Pian Cavallone
Sent 21 October 2019, 19h35
Care Ragazze, innanzitutto i nostri complimenti per la vostra avventura non da tutti, in un ambiente nel quale avete incontrato il fascino della solitudine e della totale libertà, ma anche difficoltà non banali che solo con l'allenamento e l'esperienza escursionistica di cui siete provviste (non siate troppo modeste) avete potuto portare a termine con il sorriso sulle labbra.
Vorremmo però segnalarvi che quando raccontate del Pian Cavallone "L'ononimo Rifugio è un vero e proprio bivacco di emergenza, sporco e puzzolente ...", non si tratta del rifugio Pian Cavallone, bensì del bivacco di fortuna invernale, sempre aperto e utile per le emergenze. Periodicamente viene ripulito, purtroppo però i ripetuti vandalismi dopo ogni ripristino hanno ultimamente attenuato ogni entusiasmo al riguardo.
Il Rifugio CAI Verbano al Pian Cavallone è a 150 m a destra della Cappella a fianco della quale siete passate prima del traverso verso la Forcola e che la nebbia probabilmente non vi ha permesso di individuare. A riguardo potete leggere alle pagine dedicate sul nostro sito caiverbano.it .
Il rifugio è l'orgoglio della nostra sezione, risale in prima costruzione al 1883, é stato nel tempo ampliato e ultimamente rimesso a nuovo, pur restando nei vincoli imposti dalle leggi regionali in materia di edifici storici, con più di dodici anni di impegno costante di soci volonterosi. Lì potrete gustare la cucina della nostra gestrice Lorenza, dormire in camere con letti dotati di piumone e se lo desiderate, fare anche una doccia calda... insomma stiamo parlando di un rifugio moderno, pulito e confortevole.
In rifugio ci piacerebbe incontravi e con un buon bicchiere davanti ripercorrere insieme la vostra stupenda avventura.
Con cordialità,
Club Alpino Italiano sezione Verbano

martynred says: RE:Rifugio CAI Verbano al Pian Cavallone
Sent 28 October 2019, 12h11
ciao,

scusate, è stato solo un errore di scrittura, in quanto ben consapevoli non fosse il Rifugio, bensì un bivacco d'emergenza. E' comunque spiacevole trovare un luogo così sporco, seppur d'emergenza. Sono certa che sia dovuto a qualche escursionista sbadato o superficiale. Vi ringrazio però della segnalazione!
Sicuramente tornerò in Val Grande e con l'occasione magari una visita al vostro Rifugio per una fetta di torta ed una caraffa di vino ;).

Martina

CAI Sezione Verbano says: RE:Rifugio CAI Verbano al Pian Cavallone
Sent 31 October 2019, 17h22
Grazie Martina, ti aspettiamo al rifugio Pian Cavallone, saremo lieti di conoscerti.
Saluti.
CAI sezione Verbano


Post a comment»