Pizzo della Caccia (2405 m)


Published by emanuele80 , 11 September 2019, 01h12.

Region: World » Italy » Piemonte
Date of the hike: 1 September 2019
Hiking grading: T5+ - Challenging High-level Alpine hike
Mountaineering grading: PD-
Climbing grading: II (UIAA Grading System)
Waypoints:
Geo-Tags: I 
Time: 9:30
Height gain: 1700 m 5576 ft.
Access to start point:A26 Gravellona Toce, SS33 del Sempione, uscita Piedimulera. Oltrepassare l'abitato ed imboccare la Valle Anzasca seguendo le indicazioni per Macugnaga. Superati i paesi di Vanzone e Ceppo Morelli, dopo una galleria, si raggiunge Pestarena. Parcheggio presso il ristorante Il Minatore, sulla destra della strada.
Maps:map.geo.admin.ch

L’anello del Pizzo della Caccia, cima anzaschina pochissimo frequentata posta sulla cresta tra Val Tignaga e Val Moriana, era già in programma all’inizio dell’estate, ma il caldo sopraggiunto con anticipo mi ha portato a salire più in quota, rimandando il giro a data futura. L’acquazzone della sera prima e la giornata splendida prevista per l'indomani, ravviva il desiderio di percorrere questo selvaggio itinerario, che si rivelerà impegnativo ben oltre le previsioni.

Da Pestarena scendo ad attraversare il Torrente Anza per risalire nel bosco il versante opposto, superando inizialmente una zona franata. Il sentiero denota scarsa frequentazione ma è ben segnalato e, oltrepassati i ruderi dell’Alpetto, conduce all’aperto con ampia vista sulla Val Moriana. Dopo l’attraversamento del crotto, il percorso si fa più ripido e lo seguo fino a circa 1700 m, prima di abbandonarlo in direzione di un evidente rio che scende proprio dal Pizzo della Caccia. La guida CAI-TCI la fa semplice: è sufficiente rimontare il canale fino in cima, difficoltà EE. In effetti, dopo un primo tratto esposto, il rio in questione sale regolare senza troppe difficoltà e decido pertanto di seguirlo fino alla sommità, nonostante in alcuni punti sembrino esserci delle “scappatoie” sul ripido pendio erboso a sinistra. Più in alto il canale si restringe e presenta almeno tre salti di difficoltà crescente, l’ultimo dei quali piuttosto impegnativo che giustifica il grado alpinistico indicato e oltretutto reso problematico dalle rocce viscide; riesco a superarlo tramite un rapido gesto atletico sfruttando i pochi appigli presenti, conscio con un po’ di apprensione che un’eventuale discesa da questo punto non sarebbe possibile. Nel frattempo, la vista alle mie spalle si è ampliata notevolmente e riesco ad ammirare la bellezza del Rosa prima che le nuvole se ne impossessino. Dove poi il canale di allarga tornando prevalentemente erboso, decido di abbandonarne il fondo per risalire il versante alla mia sinistra, apparentemente più agevole. E' solo un'illusione: ora salgo su erba, è vero, ma in alcuni punti la pendenza è così elevata che procedo aggrappato ai ciuffi e a quattro zampe, tendendo sempre di più in direzione N, verso la dorsale sommitale dove i due camosci già incontrati in basso mi osservano con aria compassionevole. Uscire in cresta al sole è una liberazione. Da qui raggiungo la cima in pochi minuti mediante una breve cengia erbosa tra due roccioni.

La sosta sulla vetta è poco confortevole a causa dei numerosi spuntoni che la compongono, oltretutto la tensione accumulata nel canale non tende ad affievolirsi. Faccio quindi scorta di energia rimirando il panorama e godendo della solitudine del luogo.

Ripartito per la discesa in Val Tignaga, torno al colletto ed osservo il pendio: sembra più facile di quello affrontato in salita, difatti l’unico tratto impegnativo si rivelerà essere un breve traverso esposto per portarmi più a destra e che ripidamente ma senza particolari difficoltà mi consentirà di raggiungere il pianoro sottostante a circa 1950 m di quota, nei pressi delle rovine di un muretto. Ora il problema è raggiungere Corte di Sopra, dove dall’alto vedo dei cavalli pascolare. Per collegarmi al percorso segnato della Bocchetta di Moriana, mi abbasso verso S su terreno scomodo fino al fondo di una giavina dove rinvengo alcuni bolli gialli e rossi sui sassi che mi portano all’ingresso di un fitto boschetto di ontanelli. Tramite un varco provvidenziale nella rigogliosa vegetazione, riesco a raggiungere Corte di Cima e riprendo poi il sentiero segnalato, ora ben visibile, che scende a Ceppo Morelli. Anziché raggiungere il paese, al bivio di quota 794 sulla CNS, seguo la traccia a sinistra e, attraversato il Crotto Tignaga, mi porto in località Teste, nei pressi della Centrale di Ceppo Morelli. Ora è sufficiente coprire i quasi cinque chilometri che mi separano dal punto di partenza percorrendo la Strà Granda lungo il percorso dell’omonima corsa ben segnalato da bolli e frecce rosa.


Hike partners: emanuele80


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Comments (3)


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atal says:
Sent 13 September 2019, 07h15
Complimenti per la bellissima traversata e per il coraggio nell’affrontare l’infido canale. E’ una cima che mi tenta già da un po’ ma nel mio programma c’è solo il versante della Val Tignaga. La tua relazione mi conferma che è meglio stare alla larga dal percorso che hai fatto in salita...

Ciao,
Andrea

emanuele80 says: RE:
Sent 13 September 2019, 08h02
Grazie Andrea,
in realtà è possibile abbandonare il canale intorno ai 1900 m salendo a sinistra, dall'alto poi vedrò la bontà di questa soluzione. Di impegnativo alla fine c'è solo l'ultimo salto, comunque col senno di poi non lo rifarei.

Ciao,
Emanuele

Poncione says:
Sent 13 September 2019, 13h23
Bella e selvaggia salita... ho la passione per i "canali" di questo tipo ;) ... ma questo sembra - almeno dalle immagini - superarli tutti. ;)
Ciao


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